P-CaRES in Pronto Soccorso
P-CaRES cure palliative pronto soccorso significa introdurre in PS uno strumento semplice per non perdere pazienti con bisogni palliativi reali. L’idea è pratica: identificare in pochi passaggi chi ha una malattia avanzata e segnali di sofferenza non controllata, attivare subito controllo sintomi e definire gli obiettivi di cura. Questo riduce interventi inutili, ricoveri evitabili e aiuta a scegliere tra domicilio e hospice in base al bisogno.
P-CaRES: perché serve in PS
Il Pronto Soccorso vede molte persone con malattie croniche avanzate. Il tempo è poco, i sintomi sono intensi, le decisioni devono essere rapide. Senza una griglia chiara il bisogno palliativo può passare inosservato. P-CaRES aiuta a riconoscere in modo standardizzato chi ha dolore, dispnea, delirio o declino funzionale importanti, chi rientra spesso in ospedale e chi ha obiettivi di cura non definiti. A quel punto si può avviare un percorso mirato, evitando trattamenti sproporzionati e puntando al controllo dei sintomi e alla qualità di vita.
Come funziona: i due step
Il primo step verifica la presenza di una malattia avanzata o potenzialmente inguaribile (ad esempio tumore in progressione, scompenso cardiaco avanzato, BPCO severa, demenza avanzata, patologie neurologiche progressive). Se il criterio è presente, il secondo step cerca indicatori di bisogno palliativo: sintomi non controllati nonostante i trattamenti, calo funzionale marcato, ricoveri o accessi ripetuti, fragilità del caregiver, incertezza sugli obiettivi di cura. Se il secondo step è positivo, si propone un intervento palliativo precoce già in PS.
Cosa fare dopo uno screening positivo
Si parte dal sollievo immediato dei sintomi prioritari, in particolare dolore e dispnea, e dalla gestione di stati come delirio. Si chiariscono gli obiettivi con il paziente e la famiglia, si decide il luogo di cura più sicuro e coerente, si prepara la dimissione protetta con contatti alla rete territoriale. Quando necessario, si valuta l’invio in hospice spiegando bene le differenze tra domicilio e hospice.
Perché integrare e non sostituire
Lo screening non interrompe le cure in corso. Serve a integrare l’approccio palliativo nel percorso clinico, migliorare il controllo dei sintomi, orientare le decisioni e costruire continuità assistenziale tra PS, reparti e territorio. È un cambio di metodo, non un’alternativa terapeutica.
Contenuto a cura del Dr. Francesco Paolo De Lucia.
