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Neuropatia da chemioterapia: riconoscerla, trattarla e cosa sappiamo sulla psilocibina

Formicolio, bruciore e perdita di sensibilità durante o dopo la chemioterapia possono compromettere mani, cammino ed equilibrio. La guida distingue ciò che può essere trattato oggi dalla nuova pista preclinica sulla psilocibina.

Medica valuta la sensibilità del piede di una paziente oncologica con possibile neuropatia periferica da chemioterapia
Visita e follow-up in Campania

Dolore e perdita di sensibilità dopo la chemioterapia

Bruciore, scosse, intorpidimento e difficoltà nel cammino richiedono di distinguere la neuropatia da altre cause e di misurarne l’impatto funzionale. La visita rivede esame neurologico, farmaci già provati, tollerabilità e sicurezza, coordinando le decisioni sulla terapia antitumorale con l’oncologo.

Il Dr. Francesco Paolo De Lucia organizza consulenze in studio o a domicilio in tutta la Campania. Anche dove è presente uno studio, può scegliere la visita a casa: concordiamo appuntamento e follow-up per stare vicino al paziente e alla famiglia.

La visita è programmata. Per sintomi improvvisi o grave peggioramento occorre il percorso urgente indicato dai curanti o il 112/118.

Guida per pazienti e caregiver · Oncologia e terapia del dolore

Formicolio, bruciore, intorpidimento e sensibilità alterata a mani e piedi possono comparire durante o dopo alcuni trattamenti antitumorali. Il problema non è soltanto quanto fa male: perdere la percezione del caldo, inciampare, non riuscire ad abbottonarsi o non sentire bene il terreno può modificare sicurezza, autonomia e possibilità di proseguire la terapia. Riconoscere presto la neuropatia periferica da chemioterapia permette di misurarne l’impatto e discutere decisioni proporzionate con oncologo e specialista del dolore.

Risposta clinica rapida

Non tutti i formicolii sono uguali e non tutte le neuropatie fanno male

La neuropatia periferica indotta da chemioterapia, spesso abbreviata in CIPN, interessa soprattutto i nervi più lunghi e tende a iniziare simmetricamente da dita dei piedi e mani. Può provocare dolore, ma anche perdita di sensibilità, difficoltà nei movimenti fini, instabilità o disturbi autonomici. Va riferita all’équipe oncologica appena compare e prima del ciclo successivo: non si deve sospendere autonomamente la terapia, né attendere che il sintomo diventi intenso.

Non attribuisca automaticamente tutto alla chemioterapia

Quando serve una valutazione urgente

Una neuropatia da farmaci si sviluppa spesso in modo graduale e simmetrico. Chiami il 112/118 per debolezza o perdita di sensibilità comparsa improvvisamente da un solo lato, difficoltà a parlare, perdita di coscienza, improvvisa incapacità a stare in piedi o camminare, oppure nuova difficoltà respiratoria o a deglutire. Chiami il 112/118 anche per nuovo dolore intenso alla schiena o al collo associato a debolezza delle gambe, perdita di sensibilità nella zona perineale o nuova ritenzione o incontinenza urinaria o fecale: può trattarsi di una compressione del midollo o della cauda equina.

Contatti rapidamente il centro oncologico per un peggioramento non improvviso del cammino, cadute, debolezza in aumento, ferite o ustioni non percepite, dolore non controllato o sintomi che cambiano nettamente dopo un ciclo. I messaggi al sito non sono un canale di emergenza.

Che cos’è la neuropatia periferica indotta da chemioterapia

I nervi periferici trasportano sensibilità, comandi motori e segnali autonomici fra midollo, cervello e resto del corpo. Alcuni trattamenti antitumorali possono danneggiare assoni, corpi cellulari o strutture che forniscono energia alle terminazioni nervose. Il quadro più comune è una neuropatia sensitiva distale e simmetrica, descritta come distribuzione “a calza e guanto”.5

Il termine non descrive però un’unica esperienza. Una persona può avere dolore bruciante e scosse; un’altra quasi nessun dolore ma dita insensibili, instabilità e difficoltà a usare le mani. Chiedere soltanto “quanto dolore ha da zero a dieci?” può quindi sottostimare il problema. È necessario capire che cosa la persona sente, che cosa non sente più e quali attività non riesce a svolgere in sicurezza.

Sensitiva

Formicolio, dolore o perdita di sensibilità

Bruciore, punture, scosse, fastidio al contatto, sensibilità al freddo, mani o piedi “addormentati” e difficoltà a distinguere temperatura, pressione o posizione.

Motoria

Forza e destrezza possono ridursi

Inciampi, piede che non si solleva bene, crampi, difficoltà ad aprire contenitori, usare bottoni o posate. Una debolezza marcata richiede una valutazione della causa.

Autonomica

Talvolta coinvolge funzioni automatiche

Capogiri quando ci si alza, alterazioni della sudorazione, intestino o vescica possono comparire con alcuni trattamenti, ma richiedono di escludere farmaci e cause differenti.

I sintomi da osservare prima che diventino invalidanti

Il National Cancer Institute raccomanda di riferire precocemente cambiamenti sensitivi, motori o autonomici. La perdita di sensibilità può esporre a ustioni, tagli e cadute anche quando il dolore è lieve.6 È utile osservare attività concrete, confrontandole fra un ciclo e il successivo.

  • Mani

    Abbottonare una camicia, scrivere, usare lo smartphone, girare una chiave, raccogliere monete o tenere una tazza senza farla cadere.

  • Piedi e cammino

    Sentire il terreno, usare le scale, camminare al buio, mantenere l’equilibrio, guidare o riconoscere una scarpa che sfrega.

  • Temperatura

    Dolore evocato dal freddo, tipico soprattutto nelle fasi acute con oxaliplatino, oppure incapacità di percepire acqua troppo calda o superfici fredde.

  • Dolore

    Bruciore, scosse, punture, dolore al semplice contatto di lenzuola o calze. Intensità, distribuzione e interferenza con sonno e attività vanno registrate.

  • Forza

    Inciampi, caduta di oggetti, difficoltà ad alzarsi o debolezza nuova. Non va data per scontata come conseguenza della neuropatia.

  • Funzioni autonomiche

    Capogiri, stipsi o diarrea, alterazioni urinarie e sudorazione possono avere molte cause durante la terapia e richiedono una valutazione mirata.

Un piccolo diario può riportare giorno del ciclo, area coinvolta, durata, fattori scatenanti, cadute e attività divenute difficili. Non serve produrre un punteggio perfetto: serve rendere visibile una traiettoria che altrimenti rischia di essere riassunta con “un po’ di formicolio”.

Quali trattamenti possono provocarla e quando può comparire

Taxani come paclitaxel e docetaxel, composti del platino come cisplatino e oxaliplatino, alcaloidi della vinca e alcuni farmaci ematologici come bortezomib e talidomide sono fra gli agenti più noti per il rischio neuropatico.4 Il rischio non dipende soltanto dal nome del farmaco: contano dose per ciclo, dose cumulativa, associazioni, durata, età, neuropatia precedente, diabete e altre vulnerabilità.

Le traiettorie sono diverse. L’oxaliplatino può determinare precocemente sintomi provocati dal freddo e, con l’esposizione cumulativa, un quadro persistente. Taxani e altri farmaci possono produrre una neuropatia distale progressiva. Con alcuni platini i sintomi possono continuare a peggiorare dopo la sospensione, fenomeno chiamato coasting. Questo rende importante un valore di partenza prima della terapia e una documentazione seriale.

Anche immunoterapie, terapie mirate, chirurgia, radioterapia, infezioni, diabete, carenze, insufficienza renale, mieloma o compressioni possono causare disturbi neurologici. “È la chemio” è quindi un’ipotesi da verificare, non una diagnosi automatica.

Come viene valutata: dolore, sensibilità e funzione insieme

La diagnosi nasce dalla relazione temporale con il trattamento, dalla distribuzione dei sintomi e dall’esame neurologico. Non esiste un singolo esame del sangue o questionario che dimostri da solo una CIPN. La valutazione può includere sensibilità al tatto, puntura e vibrazione, riflessi, forza, coordinazione, cammino e rischio di caduta.

  1. 01

    Ricostruire la sequenza

    Quale sintomo era presente prima della terapia, dopo quale ciclo è comparso, se è continuo o scatenato dal freddo e come cambia fra una somministrazione e l’altra.

  2. 02

    Mappare distribuzione e qualità

    Simmetria, dita coinvolte, progressione verso gambe o braccia, bruciore, intorpidimento, perdita della percezione della posizione e possibile dolore al contatto.

  3. 03

    Misurare ciò che conta

    Cammino, cadute, sonno, uso delle mani, guida, lavoro e autonomia. Un dolore ridotto non equivale necessariamente a una funzione recuperata.

  4. 04

    Cercare diagnosi alternative

    Diabete, abuso di alcol, carenze documentate, disfunzione tiroidea, insufficienza renale, farmaci, paraproteinemie, radicolopatie, compressioni e malattia neurologica possono richiedere esami mirati.

  5. 05

    Decidere se approfondire

    Elettromiografia, studi di conduzione, imaging o consulenza neurologica non servono sempre, ma diventano utili quando distribuzione, debolezza, rapidità o andamento non sono tipici.

Durante la chemioterapia: la decisione non è “resistere o rinunciare”

L’aggiornamento ASCO non raccomanda alcun farmaco come prevenzione standard della CIPN. Quando compare una neuropatia non tollerabile o funzionalmente rilevante, invita a considerare con l’oncologo ritardo, riduzione, sostituzione o interruzione del trattamento, pesando beneficio oncologico, intento della cura, alternative e rischio di danno persistente.4

Questa non è una decisione da prendere a casa. Saltare o modificare autonomamente una dose può compromettere il percorso oncologico; minimizzare il sintomo può invece rendere irreversibile una parte del danno. La conversazione utile riguarda ciò che la persona rischia di perdere e ciò che il trattamento sta cercando di ottenere.

Prima del ciclo successivo
  • descriva attività diventate difficili, non soltanto il dolore;
  • riferisca cadute, ferite, debolezza o sintomi in progressione;
  • porti l’elenco reale di farmaci e integratori;
  • chieda quale cambiamento richiede una telefonata immediata.
Che cosa evitare
  • non sospenda la chemioterapia senza l’oncologo;
  • non inizi integratori o farmaci “per i nervi” autonomamente;
  • non applichi ghiaccio direttamente su cute poco sensibile;
  • non giudichi il problema solo da quanto fa male.

Raffreddamento o compressione degli arti sono oggetto di studi, soprattutto con i taxani. Nel trial randomizzato POLAR, che confrontava in ciascuna partecipante una mano trattata con quella controlaterale, entrambe le strategie hanno ridotto la neuropatia sensitiva di grado 2 o superiore alla mano; il disegno unilaterale, gli abbandoni e l’assenza di beneficio valutabile alle gambe limitano però la trasferibilità del risultato.9 Se vengono utilizzati, devono appartenere al protocollo del centro e prevedere protezione e controllo della cute; il “fai da te” espone a lesioni proprio perché caldo e freddo possono essere percepiti male.

Trattare la neuropatia già presente: obiettivi realistici

Il trattamento può perseguire obiettivi differenti: ridurre il dolore, dormire, camminare con maggiore sicurezza, usare meglio le mani e prevenire lesioni. Nessun farmaco oggi disponibile ripara con certezza il danno nervoso. Per questo risposta analgesica, effetti indesiderati e funzione devono essere rivalutati separatamente.

Prova più solida

Duloxetina nella CIPN dolorosa

ASCO la identifica come l’unico farmaco con prove appropriate per il dolore da CIPN già stabilita, precisando che il beneficio medio è limitato.4 Un trial randomizzato ha mostrato una riduzione del dolore superiore al placebo, ma non una risposta universale.7

Prove insufficienti

Pregabalin e gabapentin

Funzionano in alcune neuropatie, ma i risultati non possono essere trasferiti automaticamente alla CIPN. Un tentativo individuale non deve diventare la prova che siano trattamenti di prima scelta per questa causa specifica.

Riabilitazione

Forza, equilibrio e attività quotidiane

Fisioterapia, esercizio adattato e terapia occupazionale possono affrontare instabilità, decondizionamento e difficoltà pratiche. La prescrizione deve considerare fragilità, anemia, metastasi ossee e rischio di caduta.

Strategie complementari

Evidenze ancora variabili

Agopuntura, scrambler therapy e altre strategie sono state studiate, ma disponibilità, protocolli e qualità delle prove variano. Vanno presentate come opzioni da discutere, non come cure garantite.

Altri dolori

Non tutto il dolore è neuropatico

Metastasi ossee, artrosi, radicolopatia, mucosite e dolore viscerale possono coesistere. Oppioidi, radioterapia o procedure possono essere utili per altre componenti senza curare la perdita di sensibilità da CIPN.

Monitoraggio

Una prova deve avere un obiettivo

Prima di iniziare un trattamento si definiscono sintomo bersaglio, attività da recuperare, tempo di rivalutazione ed effetti da sorvegliare. Se non aiuta, va riconsiderato invece di accumulare farmaci.

Trattare non significa prevenire. In uno studio randomizzato di fase 2 pubblicato nel marzo 2026, la duloxetina iniziata il primo giorno della chemioterapia con oxaliplatino e proseguita per 17 settimane non ha prodotto una differenza statisticamente o clinicamente significativa rispetto al placebo nella prevenzione della neuropatia sensitiva.10 Un farmaco che può offrire un beneficio modesto nel dolore già stabilito non va quindi trasformato in una profilassi.

La guida su pregabalin nel dolore neuropatico spiega perché diagnosi e funzione renale contano prima della prescrizione. L’approfondimento su pregabalin e duloxetina chiarisce perché associare farmaci non produce automaticamente un beneficio additivo e può aumentare sonnolenza o instabilità.

Proteggere mani, piedi ed equilibrio nella vita quotidiana

Il danno sensitivo può ridurre la capacità di percepire una ferita o una temperatura pericolosa. Gli interventi domestici non curano la neuropatia, ma possono evitare conseguenze prevenibili.6

Cadute

Rendere il percorso prevedibile

Rimuova tappeti mobili e ostacoli, migliori l’illuminazione notturna, usi corrimano e calzature stabili. Un ausilio va scelto e regolato, non semplicemente acquistato.

Temperatura

Non affidarsi soltanto alla sensibilità

Faccia controllare l’acqua prima di bagno o doccia, usi presine in cucina e protegga gli arti dal freddo secondo le indicazioni ricevute.

Cute

Controllare ciò che potrebbe non fare male

Osservi ogni giorno piedi e mani per tagli, vesciche, arrossamenti o pressione della scarpa. Eviti di camminare scalzo anche in casa.

Attività

Adattare senza rinunciare

Posate e impugnature più grandi, chiusure semplici, seduta nella doccia e tempi più lenti possono mantenere autonomia riducendo il rischio.

La neuropatia persistente è associata a limitazioni funzionali e maggiore rischio di cadute. In uno studio su sopravvissute al tumore della mammella, alterazioni del cammino e cadute restavano rilevanti anni dopo la terapia: un motivo per includere equilibrio e ambiente nella valutazione, non soltanto aggiungere un farmaco.8

Nuova ricerca · settembre 2026

Psilocibina e neuropatia da chemioterapia: un risultato nei modelli preclinici, non una cura disponibile

Il 3 settembre 2026 Science ha pubblicato uno studio nel quale la psilocibina somministrata prima della chemioterapia ha prevenuto ipersensibilità al freddo, perdita delle terminazioni sensitive e alterazioni del tatto in diversi modelli preclinici esposti a cisplatino, paclitaxel o docetaxel. Nei modelli tumorali preclinici studiati non è stata osservata una riduzione dell’attività antitumorale; questo non dimostra l’assenza di interferenze o rischi nell’uomo.1

Gli autori collegano il segnale all’attivazione dei recettori serotoninergici 5-HT2A periferici e alla conservazione del trasporto dei mitocondri lungo le fibre sensitive. Il blocco del recettore ha annullato la protezione e un composto sperimentale non allucinogeno che attiva la stessa via ha prodotto un segnale simile. Il risultato è interessante perché suggerisce una possibile neuroprotezione prima del danno, non soltanto una riduzione del dolore dopo che il danno è diventato persistente.2

Che cosa mostra
  • un effetto preventivo nei modelli animali, sostenuto da esperimenti cellulari e tissutali ex vivo;
  • un meccanismo biologico plausibile da approfondire;
  • risultati osservati con più chemioterapici neurotossici;
  • una base razionale per passare alla sperimentazione clinica.
Che cosa non dimostra
  • che prevenga la neuropatia nei pazienti;
  • che tratti una neuropatia umana già stabilita;
  • quale beneficio, dose o rischio avrebbe nella pratica;
  • che funghi o prodotti non controllati siano sicuri o equivalenti.

Il trial NeuroGuard di fase 2, registrato come NCT07227909, è stato progettato per verificare prevenzione o mitigazione della CIPN in persone sottoposte a chemioterapia adiuvante; al 5 settembre 2026 risulta non ancora in reclutamento e senza risultati.3 Finché non saranno disponibili dati clinici, la psilocibina non è un trattamento dimostrato o approvato per questa indicazione. Procurarla o assumerla autonomamente espone a composizione e dose incerte, effetti psichici e altri rischi non controllati; sicurezza e interazioni durante la chemioterapia non sono state stabilite nell’uomo.

Quando può aiutare una valutazione di terapia del dolore

Lo specialista del dolore non decide al posto dell’oncologo se proseguire o modificare la chemioterapia. Può però definire meglio il meccanismo del dolore, verificare se il quadro sia compatibile con CIPN, cercare componenti concomitanti e costruire una prova terapeutica con obiettivi misurabili.

La valutazione è particolarmente utile quando il dolore disturba sonno e movimento, i farmaci provocano sonnolenza o cadute, sono presenti insufficienza renale o molte terapie, oppure la perdita di sensibilità rende difficile vivere a casa in sicurezza. Se la persona è fragile o non trasportabile, la fattibilità di una visita domiciliare in Campania può essere valutata in base a comune, condizioni cliniche e necessità di esami non eseguibili a casa.

La pagina sulla terapia del dolore in Campania descrive visite negli studi di Nola, Napoli e Avellino e, nei casi appropriati, a domicilio. Per chi vive con una neoplasia e più componenti dolorose, la guida sul dolore oncologico spiega come integrare analgesici, trattamenti della causa, procedure e follow-up.

Domande frequenti sulla neuropatia da chemioterapia

La neuropatia da chemioterapia può guarire?

In alcune persone i sintomi si riducono gradualmente dopo la conclusione o la modifica del trattamento; in altre persistono per mesi o anni. Dipende dal farmaco, dalla dose cumulativa, dalla gravità, da eventuali neuropatie già presenti e da altre condizioni. Dolore, sensibilità, equilibrio e autonomia possono inoltre migliorare in modo diverso: per questo la rivalutazione deve misurare anche la funzione, non soltanto l’intensità del dolore.

Quando devo riferire formicolio o intorpidimento all’oncologo?

Appena compaiono e prima del ciclo successivo, anche se non fanno male. Difficoltà ad abbottonarsi, afferrare oggetti, scrivere, camminare, sentire il terreno o distinguere caldo e freddo possono indicare un impatto funzionale già rilevante. Segnalare presto i sintomi permette all’équipe oncologica di documentarne l’andamento e valutare il rapporto fra beneficio della terapia e rischio di un danno persistente.

La neuropatia può peggiorare dopo aver terminato la chemioterapia?

Sì. Con alcuni farmaci, soprattutto alcuni composti del platino, il danno può continuare a manifestarsi o peggiorare per un periodo dopo l’ultima somministrazione: è il fenomeno chiamato coasting. Un peggioramento nuovo non va però attribuito automaticamente alla chemioterapia, perché devono essere escluse altre cause neurologiche o metaboliche.

Quali farmaci antitumorali causano più spesso neuropatia?

Il rischio è particolarmente noto con taxani come paclitaxel e docetaxel, composti del platino come cisplatino e oxaliplatino, alcaloidi della vinca e alcuni trattamenti ematologici come bortezomib e talidomide. Frequenza e caratteristiche cambiano fra farmaci, schemi, dose cumulativa e persona; non tutti sviluppano neuropatia e non tutti i formicolii durante una terapia oncologica hanno questa origine.

Duloxetina e pregabalin sono equivalenti per la neuropatia da chemioterapia?

No. L’aggiornamento ASCO considera duloxetina l’unico farmaco con prove appropriate per la neuropatia dolorosa già stabilita, pur con un beneficio medio limitato. Per pregabalin e gabapentin le prove specifiche nella neuropatia da chemioterapia non consentono la stessa conclusione. La scelta deve considerare diagnosi, funzione renale, interazioni, sonnolenza, equilibrio e terapie già provate.

Gli oppioidi curano il danno ai nervi causato dalla chemioterapia?

No. Un oppioide può essere valutato in situazioni selezionate quando coesistono dolore oncologico o dolore intenso, ma non ripara il nervo, non recupera la sensibilità e non sostituisce la revisione della causa. Aumentare automaticamente un analgesico può inoltre lasciare irrisolti instabilità, cadute, perdita di funzione o una diagnosi alternativa.

Guanti freddi, calze refrigeranti o compressione prevengono la neuropatia?

Possono essere considerate in protocolli oncologici selezionati, soprattutto durante i taxani, ma non sono uno standard universale: tecniche, temperature o pressioni, tollerabilità e qualità delle prove non sono uniformi. Non vanno improvvisate con ghiaccio direttamente sulla pelle, perché una sensibilità ridotta aumenta il rischio di lesioni da freddo. Se il centro utilizza un protocollo, indicazione e monitoraggio devono essere concordati con l’équipe oncologica.

Camminare o fare fisioterapia può aiutare?

Movimento, esercizi adattati, fisioterapia e terapia occupazionale possono aiutare forza, equilibrio, sicurezza e attività quotidiane, ma non rappresentano una cura universale del danno nervoso. Il programma deve essere proporzionato a fragilità, metastasi ossee, rischio di caduta, anemia e condizioni cardiopolmonari. Un esercizio generico trovato online può non essere sicuro per il singolo paziente.

La psilocibina può essere usata oggi per prevenire la neuropatia da chemioterapia?

No. Lo studio pubblicato nel 2026 riguarda modelli preclinici e non dimostra efficacia o sicurezza nei pazienti. Uno studio di fase 2 è stato programmato proprio per verificare se il segnale osservato in laboratorio si traduca in un beneficio clinico. Non è un trattamento approvato per questa indicazione e non va cercato o assunto autonomamente.

Quando può servire una valutazione di terapia del dolore?

Quando dolore, bruciore, scosse, alterazioni della sensibilità o effetti dei farmaci limitano sonno, cammino e autonomia, oppure quando il trattamento provato non funziona o non è tollerato. La visita non sostituisce l’oncologo nelle decisioni sulla chemioterapia: integra esame neurologico, diagnosi del dolore, sicurezza dei farmaci e obiettivi funzionali, coordinando il piano con l’équipe curante.

Fonti scientifiche e istituzionali

  1. Heles M, et al. Psilocybin prevents chemotherapy-induced peripheral neuropathy through mitochondrial trafficking preservation. Science. Pubblicato il 3 settembre 2026. DOI 10.1126/science.aec6116.
  2. UT MD Anderson Cancer Center. Psilocybin prevents chemotherapy-related nerve injury and associated symptoms in preclinical models. Research News, 3 settembre 2026.
  3. NeuroGuard: Psilocybin Trial for Preventing Chemo-Induced Neuropathy. ClinicalTrials.gov, NCT07227909.
  4. Loprinzi CL, et al. Prevention and Management of Chemotherapy-Induced Peripheral Neuropathy in Survivors of Adult Cancers: ASCO Guideline Update. Journal of Clinical Oncology. 2020;38:3325-3348. DOI 10.1200/JCO.20.01399.
  5. Jordan B, et al. Systemic anticancer therapy-induced peripheral and central neurotoxicity: ESMO–EONS–EANO Clinical Practice Guidelines. Annals of Oncology. 2020;31:1306-1319. DOI 10.1016/j.annonc.2020.07.003.
  6. National Cancer Institute. Nerve Problems (Peripheral Neuropathy) and Cancer Treatment. Informazioni per pazienti e caregiver.
  7. Smith EML, et al. Effect of duloxetine on pain, function, and quality of life among patients with chemotherapy-induced painful peripheral neuropathy. JAMA. 2013;309:1359-1367. DOI 10.1001/jama.2013.2813.
  8. National Cancer Institute. Persistent Peripheral Neuropathy Increases Fall Risk among Cancer Survivors. 2016.
  9. Michel LL, et al. Efficacy of Hand Cooling and Compression in Preventing Taxane-Induced Neuropathy: The POLAR Randomized Clinical Trial. JAMA Oncology. Pubblicato online il 6 marzo 2025. DOI 10.1001/jamaoncol.2025.0001.
  10. Smith EML, et al. Alliance A221805: Duloxetine to Prevent Oxaliplatin-Induced Chemotherapy-Induced Peripheral Neuropathy. JCO Oncology Advances. Pubblicato online il 25 marzo 2026. DOI 10.1200/OA-25-00107.

Revisione editoriale: 5 settembre 2026. Il dato sulla psilocibina è preclinico e non modifica le raccomandazioni terapeutiche disponibili per i pazienti.

Informazione e sicurezza

Queste informazioni non sostituiscono una valutazione medica. In caso di grave emergenza improvvisa e in assenza di un diverso piano palliativo condiviso, contatti il servizio di emergenza.

Un primo orientamento

Organizziamo la visita per il dolore e il follow-up oncologico.

Bruciore, scosse, intorpidimento e difficoltà nel cammino richiedono di distinguere la neuropatia da altre cause e di misurarne l’impatto funzionale. La visita rivede esame neurologico, farmaci già provati, tollerabilità e sicurezza, coordinando le decisioni sulla terapia antitumorale con l’oncologo. Il Dr. Francesco Paolo De Lucia organizza consulenze in studio o a domicilio in tutta la Campania. Anche dove è presente uno studio, può scegliere la visita a casa: concordiamo appuntamento e follow-up per stare vicino al paziente e alla famiglia. Nel primo messaggio indichi solo comune, età della persona, problema principale e servizio richiesto. Eventuali dettagli clinici o referti saranno richiesti in seguito, se necessari.

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