I sintomi non sono più controllati
Dolore, affanno, agitazione, nausea o altri disturbi persistono nonostante la terapia in corso.
Dr. Francesco Paolo De Lucia
Sono il Dr. Francesco Paolo De Lucia, medico specialista in Cure Palliative e Terapia del Dolore. Affianco pazienti e famiglie nelle malattie avanzate, in studio e a domicilio.

Profilo professionale
Mi occupo di persone affette da tumori, malattie neurologiche, respiratorie, cardiache e altre patologie croniche avanzate. La valutazione non si limita al sintomo: comprende autonomia, terapie già provate, funzione renale ed epatica, fragilità, obiettivi di cura e possibilità concrete della famiglia.
Le cure palliative possono affiancare le terapie rivolte alla malattia e non riguardano soltanto gli ultimi giorni. Diventano utili quando sintomi, fragilità o decisioni complesse richiedono un livello di valutazione ulteriore.
Sono responsabile medico per le Cure Palliative e la Terapia del Dolore presso la Fondazione Clotilde di Cicciano. L’esperienza in hospice e nell’assistenza territoriale mi permette di leggere l’intero percorso clinico e di riconoscere ciò che può essere trattato a casa, ciò che richiede una procedura e ciò che rende necessario un invio in ospedale.
Quando è utile, integro la visita con l’ecografia clinica POCUS al letto del paziente. In casi selezionati eseguo procedure ecoguidate e organizzo terapie sottocutanee o infusionali. Ogni intervento viene concordato soltanto dopo avere verificato indicazione, beneficio atteso e condizioni di sicurezza.
Ricevo su appuntamento nello studio di Nola e svolgo valutazioni e procedure domiciliari in Campania, in relazione alle condizioni cliniche, alla distanza e alla fattibilità dell’intervento.
La consulenza privata affronta un bisogno clinico definito, ma non attiva automaticamente ADI, hospice o assistenza pubblica continuativa. Quando serve una rete stabile, il piano deve integrarsi con medico di medicina generale e servizi territoriali.
“Il mio obiettivo è ridurre la sofferenza senza ridurre la persona alla sua malattia, mantenendo al centro ciò che per lei è ancora importante.”
Di cosa mi occupo
Nelle malattie avanzate dolore, respiro, nutrizione, autonomia e organizzazione familiare si influenzano a vicenda. Per questo la risposta deve essere coordinata e non una somma di prescrizioni.
Un piano di cura per persone con malattie oncologiche, neurologiche, respiratorie o cardiache avanzate, costruito sui sintomi e sugli obiettivi della persona.
Approfondisca Valutazione e trattamentoDolore oncologico e non oncologico, revisione delle terapie già provate, uso appropriato degli oppioidi, rotazione e farmaci adiuvanti.
Approfondisca Quadri ad alta complessitàDispnea, nausea, agitazione e delirium, secrezioni, stipsi o occlusione, ascite, perdita dell’appetito e sintomi degli ultimi giorni.
Approfondisca In pazienti selezionatiEcografia POCUS, paracentesi, toracentesi, PICC e Midline, ipodermoclisi e terapie infusionali quando indicazione e sicurezza lo consentono.
ApprofondiscaQuando può essere utile una valutazione
Spesso il bisogno emerge quando la terapia non basta più, il paziente si indebolisce o la famiglia deve prendere decisioni senza avere un riferimento clinico chiaro.
Dolore, affanno, agitazione, nausea o altri disturbi persistono nonostante la terapia in corso.
Dopo una dimissione servono indicazioni applicabili, farmaci al bisogno e un piano per affrontare i cambiamenti.
Il caregiver ha bisogno di capire cosa osservare, cosa fare e quando chiedere un aiuto urgente.
Occorre valutare se visita, ecografia o procedura possano essere eseguite al domicilio senza ridurre la sicurezza.
Come lavoro
Storia clinica, esame del paziente, intensità dei sintomi, trattamenti già eseguiti e ragioni della risposta insufficiente.
Distinguere ciò che è reversibile, ciò che può essere gestito nel luogo di cura e ciò che richiede un accertamento o l’ospedale.
Terapia di fondo, farmaci al bisogno, vie alternative, istruzioni per il caregiver e comportamento nelle possibili crisi.
Verificare efficacia e tollerabilità e modificare il piano in base alla risposta e all’evoluzione della malattia.
Ospedale e domicilio
Prima del rientro a casa è utile chiarire terapia aggiornata, farmaci al bisogno, via di somministrazione, presidi, contatti e professionisti che continueranno l’assistenza.
Terapia applicabile. Farmaci, dosi, orari, indicazioni al bisogno e alternative se la deglutizione peggiora.
Presidi disponibili. Ossigeno, pompa, accesso venoso, materiale per medicazioni e farmaci che devono essere presenti.
Riferimenti chiari. Medico di medicina generale, ADI, infermiere, équipe palliativa e comportamento durante una crisi.
Continuità reale. Chi rivaluta il paziente, chi modifica il piano e quando il domicilio non è più il setting appropriato.
No. Può affrontare un bisogno definito e integrarsi con la rete, ma l’attivazione dei servizi pubblici segue percorsi propri.
No. Indicazione, stabilità, ambiente, strumenti e continuità successiva devono rendere il domicilio appropriato e sicuro.
Quando i sintomi o il carico assistenziale richiedono una presenza e un’intensità di cure che non possono essere garantite a casa.
Attività scientifica e divulgativa
Mi occupo di formazione e approfondimento scientifico su cure palliative, oppioidi e rotazione analgesica, ecografia POCUS, procedure domiciliari e gestione dei sintomi complessi. Lo studio nasce dai problemi reali incontrati accanto ai pazienti e viene confrontato con linee guida, revisioni e documenti delle società scientifiche.
Anche i contenuti di questo sito seguono lo stesso criterio: distinguere i dati disponibili dal giudizio clinico, citare le fonti e dichiarare con chiarezza i limiti delle informazioni pubblicate.
Un primo orientamento
Sarà possibile comprendere se è più indicata una visita in studio, una valutazione domiciliare, una procedura o un diverso percorso assistenziale.