Definizione
Un’esperienza personale che richiede una valutazione completa.
La IASP definisce il dolore come un’esperienza sensoriale ed emotiva spiacevole associata, o simile a quella associata, a un danno tissutale reale o potenziale. È sempre personale ed è influenzato, in misura diversa, da fattori biologici, psicologici e sociali. Dolore e nocicezione non coincidono e l’impossibilità di descriverlo a parole non ne esclude la presenza.
La terapia del dolore comprende la valutazione diagnostica e interventi farmacologici, riabilitativi, psicologici, strumentali o chirurgici, scelti e coordinati in base al problema. Non consiste nella semplice aggiunta di un analgesico e non promette sempre “dolore zero”: gli obiettivi possono includere meno crisi, sonno migliore, maggiore movimento e attività quotidiane più sostenibili.
Il dolore acuto è in genere collegato a un evento recente e richiede anche di riconoscerne la causa. Il dolore cronico persiste o ricorre per più di tre mesi e può diventare una condizione complessa, con effetti su funzione, sonno, umore, lavoro e relazioni.
Meccanismi
Dolori diversi possono coesistere nella stessa persona.
“Oncologico”, “articolare” o “postoperatorio” descrivono un contesto clinico; nocicettivo, neuropatico e nociplastico descrivono invece meccanismi. Riconoscerli aiuta a evitare trattamenti generici e a scegliere interventi coerenti. Una stessa persona può avere componenti miste e il meccanismo può cambiare nel tempo.
Dolore nocicettivo
Deriva dall’attivazione dei nocicettori in tessuti non nervosi danneggiati o minacciati. Può essere somatico, per esempio osseo o muscolare, oppure viscerale.
Dolore neuropatico
È causato da una lesione o malattia del sistema somatosensoriale. Bruciore, scosse o dolore al semplice sfioramento possono suggerirlo, ma da soli non dimostrano la diagnosi.
ApprofondiscaDolore nociplastico
È legato a un’alterata nocicezione non spiegata interamente da un danno tissutale o da una lesione del sistema somatosensoriale. Va riconosciuto senza interrompere la ricerca di nuove cause quando il quadro cambia.
Nel dolore cronico primario, nessuna malattia sottostante spiega adeguatamente il dolore o il suo impatto. Nel dolore cronico secondario è riconoscibile una condizione causale, come una malattia oncologica, neuropatica, viscerale o muscoloscheletrica. Le due forme possono coesistere; se la presentazione cambia, la diagnosi va rivalutata.
Valutazione clinica
Una scala da 0 a 10 aiuta, ma non basta.
- 01
Ricostruire il dolore
Sede, qualità, irradiazione, durata, andamento, fattori che lo scatenano o alleviano, dolore a riposo e durante il movimento.
- 02
Cercare la causa e il meccanismo
Storia clinica ed esame obiettivo orientano eventuali accertamenti, senza attribuire automaticamente ogni nuovo dolore a una diagnosi già nota.
- 03
Misurare l’impatto
Sonno, movimento, autonomia, lavoro, umore, partecipazione e carico per la famiglia completano il punteggio di intensità.
- 04
Rivedere terapie e rischi
Benefici ottenuti, effetti avversi, aderenza, funzione renale ed epatica, fragilità, cadute, sostanze e possibili interazioni.
- 05
Concordare obiettivi verificabili
Definire che cosa dovrebbe migliorare e quando rivalutare permette di proseguire, modificare o sospendere un trattamento in modo motivato.
Nelle persone con deficit cognitivi o difficoltà di comunicazione, il racconto di caregiver e professionisti e l’osservazione di espressioni, movimenti, vocalizzazioni e cambiamenti del comportamento integrano la valutazione. Questi comportamenti aiutano a riconoscere la possibile presenza del dolore, ma non equivalgono automaticamente a un punteggio di intensità.
Piano multimodale
Più strumenti, scelti per la diagnosi e coordinati.
Trattare la causa quando possibile
La terapia della malattia, la radioterapia antalgica, una procedura o la correzione di una complicanza possono incidere più dell’aumento dell’analgesico.
Recuperare o proteggere la funzione
Esercizio, fisioterapia, adattamento delle attività e ausili vanno calibrati su diagnosi, sicurezza e capacità della persona.
Intervenire sui fattori che mantengono il dolore
Educazione, strategie psicologiche e sostegno al sonno possono ridurre disabilità e sofferenza senza negare la realtà del sintomo.
Usare farmaci mirati
La scelta dipende dal tipo di dolore, dalle altre malattie e dagli obiettivi. Efficacia e tollerabilità vanno controllate, non date per scontate.
Per il dolore cronico primario, la linea guida NICE NG193 privilegia programmi di esercizio e attività fisica, terapia dell’accettazione e dell’impegno (ACT) o terapia cognitivo-comportamentale (CBT) per il dolore e, in casi selezionati, altre opzioni concordate. Le raccomandazioni farmacologiche specifiche per questa forma non devono essere estese automaticamente al dolore oncologico, neuropatico o ad altre forme secondarie.
Per il solo dolore cronico primario, NICE NG193 raccomanda di non iniziare oppioidi, paracetamolo, farmaci antinfiammatori non steroidei o gabapentinoidi. Questa indicazione non riguarda il dolore neuropatico, oncologico o altre forme secondarie, che seguono raccomandazioni specifiche.
Farmaci e sicurezza
Il farmaco giusto dipende dal dolore e dalla persona.
Analgesici non oppioidi, farmaci per il dolore neuropatico, trattamenti topici e oppioidi hanno indicazioni, limiti ed effetti indesiderati differenti. Età, fragilità, funzione renale o epatica, rischio gastrointestinale o cardiovascolare, sonnolenza, cadute e interazioni possono cambiare il rapporto fra beneficio e rischio. Un farmaco inefficace non va proseguito soltanto perché “è per il dolore”.
Nel dolore neuropatico, farmaci come amitriptilina, duloxetina, gabapentin o pregabalin possono essere opzioni in quadri selezionati secondo la linea guida NICE CG173. La scelta non deriva da un solo sintomo e richiede indicazione corretta, titolazione, controllo precoce degli effetti avversi e rivalutazioni regolari.
Nel dolore oncologico moderato-severo possono essere indicati, salvo controindicazioni. Nel dolore cronico non oncologico, secondo la linea guida CDC 2022, il beneficio atteso su dolore e funzione deve superare i rischi; questa linea guida non si applica al dolore oncologico, alle cure palliative o al fine vita. Nel dolore cronico primario gli oppioidi non vanno iniziati secondo NICE NG193. Obiettivi, dose, beneficio, stipsi, nausea, sedazione, confusione, respirazione e rischio individuale devono essere rivalutati. Benzodiazepine, alcol e altri depressori del sistema nervoso centrale possono aumentare sedazione e depressione respiratoria. Un trattamento assunto da tempo non va ridotto o sospeso bruscamente senza un piano clinico, salvo circostanze eccezionali.
Il calcolatore di equianalgesia è uno strumento professionale orientativo: una conversione non è una prescrizione e deve considerare tolleranza crociata incompleta, quadro clinico e monitoraggio.
Dolore oncologico
Analgesici, terapia della malattia e interventi specialistici.
Nel cancro il dolore può dipendere dal tumore, dai trattamenti o da condizioni non oncologiche. La valutazione iniziale e le rivalutazioni distinguono dolore continuo, dolore durante il movimento, episodi intensi transitori e possibile fine dell’effetto della dose. Sede, meccanismo, funzione, effetti avversi e obiettivi guidano terapia di fondo ed eventuale terapia al bisogno.
Le linee guida WHO, ESMO e ASCO sostengono un trattamento individualizzato. Quando appropriati, oppioidi, farmaci adiuvanti, radioterapia, trattamenti antitumorali, procedure, riabilitazione e sostegno psicologico possono integrarsi. Il beneficio va misurato e gli effetti indesiderati prevenuti o trattati.
Malattie avanzate e fine vita
Controllare il dolore è una parte delle cure palliative, non un sinonimo.
Nelle malattie avanzate il dolore può associarsi a dispnea, nausea, delirium, debolezza, difficoltà nella deglutizione e bisogni della famiglia. La terapia del dolore affronta il sintomo e i suoi meccanismi; le cure palliative coordinano questi problemi con comunicazione, obiettivi di cura, organizzazione dell’assistenza e sostegno al caregiver.
Quando la via orale non è più affidabile, il piano può richiedere formulazioni o vie alternative scelte dal medico. Non si devono triturare compresse, aprire capsule o sostituire autonomamente una via di somministrazione: rilascio del farmaco, assorbimento e dose possono cambiare.
Valutazione specialistica
Quando il percorso richiede un livello in più.
Può essere utile quando
- il dolore è severo o limita molto sonno, movimento, autonomia, lavoro o partecipazione;
- il meccanismo o la diagnosi sono incerti, oppure il quadro clinico è cambiato;
- trattamenti adeguatamente provati non funzionano o causano effetti difficili;
- la malattia sottostante peggiora o compaiono crisi ripetute;
- la gestione degli oppioidi è complessa o richiede una possibile rotazione;
- si devono valutare procedure, tecniche interventistiche o un percorso multidisciplinare.
Segnali d’allarme
Un nuovo dolore può richiedere una valutazione urgente.
L’elenco non è esaustivo. Un dolore improvviso, molto intenso o associato a un rapido peggioramento non va gestito soltanto aumentando autonomamente gli analgesici.
in caso di dolore o pressione toracica nuova o prolungata, soprattutto con dispnea, sudorazione, nausea o svenimento; cefalea improvvisa che raggiunge la massima intensità entro pochi minuti; dolore lombare severo con nuove alterazioni di vescica, intestino, funzione sessuale o sensibilità perineale. In una persona con tumore, dolore vertebrale associato a nuova debolezza, difficoltà a camminare, alterazioni sfinteriche o perdita di sensibilità può indicare una compressione midollare ed è un’emergenza oncologica.
In una persona con tumore, anche un dolore vertebrale nuovo, progressivo o notturno senza deficit neurologici richiede un contatto oncologico urgente.
Il diritto e la rete pubblica
La terapia del dolore nel Servizio sanitario italiano.
La Legge 38/2010 tutela il diritto di accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. La rete di terapia del dolore, distinta dalla rete di cure palliative, collega servizi territoriali, ospedalieri e centri specialistici secondo l’organizzazione regionale.
Il medico di medicina generale, lo specialista o il servizio che segue la malattia possono indicare il percorso pubblico locale. Modalità di accesso, disponibilità e tempi variano tra territori. Una consulenza privata può integrare la valutazione, ma non attiva automaticamente la presa in carico del Servizio sanitario.
La valutazione può svolgersi su appuntamento negli studi di Nola, Napoli e Avellino oppure, quando clinicamente appropriata e organizzativamente fattibile, a domicilio in Campania. Questi percorsi locali sono distinti dalla rete pubblica.
Domande frequenti
I dubbi più comuni.
Quando un dolore viene definito cronico?
Quando persiste o ricorre per più di tre mesi. La durata, però, non basta a stabilire la causa: dolore cronico primario e dolore cronico secondario possono anche coesistere.
Terapia del dolore e cure palliative sono la stessa cosa?
No. Nella pratica clinica la medicina del dolore può riguardare condizioni acute e croniche, oncologiche e non oncologiche; la rete disciplinata dalla Legge 38/2010 è rivolta alla terapia del dolore nelle forme croniche. Le cure palliative affrontano l’insieme dei bisogni legati a una malattia grave; il controllo del dolore ne è una parte.
Gli oppioidi sono sempre necessari?
No. Possono essere indicati nel dolore oncologico moderato-severo e in situazioni selezionate, ma non sono adatti a ogni dolore. Indicazione, obiettivi, dose, beneficio ed effetti avversi devono essere rivalutati.
Un oppioide assunto da tempo può essere sospeso all’improvviso?
In genere no. La sospensione brusca può causare sintomi da astinenza o peggiorare il dolore. Riduzione o sostituzione richiedono un piano concordato con il medico, salvo particolari emergenze cliniche.
Bruciore o formicolio significano sempre dolore neuropatico?
No. Sono indizi utili, non una diagnosi. Occorre verificare distribuzione, esame neurologico, malattie associate ed eventuale lesione o patologia del sistema somatosensoriale.
Una visita privata attiva la rete pubblica di terapia del dolore?
No. Può offrire una valutazione clinica e indicazioni da condividere con i curanti, ma accesso e presa in carico nella rete pubblica seguono modalità e criteri del servizio sanitario regionale competente.
Fonti e limiti
Documenti utilizzati per questa revisione.
Questa guida riguarda l’adulto, orienta e non sostituisce una valutazione clinica. Indicazioni, autorizzazioni dei farmaci e organizzazione dei servizi vanno verificate nel singolo caso e nel contesto italiano. Le fonti sono state controllate il 12 agosto 2026.
- International Association for the Study of Pain. Terminology.
- NICE NG193. Chronic pain (primary and secondary) in over 16s.
- Treede RD et al. Chronic pain as a symptom or a disease: the IASP Classification of Chronic Pain for ICD-11. Pain. 2019.
- NICE CG173. Neuropathic pain in adults: pharmacological management.
- World Health Organization. Guidelines for the pharmacological and radiotherapeutic management of cancer pain in adults and adolescents. 2018; pubblicazione online 2019.
- Fallon M et al. Management of cancer pain in adult patients: ESMO Clinical Practice Guidelines. Ann Oncol. 2018.
- Paice JA et al. Use of Opioids for Adults With Pain From Cancer or Cancer Treatment: ASCO Guideline. J Clin Oncol. 2023.
- NICE NG215. Medicines associated with dependence or withdrawal symptoms. 2022.
- CDC Clinical Practice Guideline for Prescribing Opioids for Pain. 2022.
- Legge 15 marzo 2010, n. 38. Accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore.
- Ministero della Salute. La rete di terapia del dolore.
- NICE CG95. Recent-onset chest pain.
- NICE CG150. Headaches in over 12s.
- NICE NG127. Suspected neurological conditions.
- NICE NG234. Spinal metastases and metastatic spinal cord compression.