Terapia del dolore

Il dolore non è un numero: deve essere compreso prima di essere trattato.

Una terapia efficace parte dal meccanismo del dolore, dalle condizioni cliniche e dagli obiettivi realistici della persona, non dalla semplice aggiunta di farmaci.

Per orientarsi

Dolori diversi richiedono strategie diverse.

La valutazione distingue componente nocicettiva somatica o viscerale, dolore neuropatico e forme miste. Considera andamento, crisi improvvise, movimento, sonno, ansia, stipsi, funzione renale ed epatica e trattamenti già utilizzati.

Nel dolore da cancro possono essere necessari oppioidi forti, farmaci adiuvanti, dosi di salvataggio o vie alternative. L’obiettivo non è promettere sempre dolore zero, ma ridurre intensità e crisi, permettere sonno, igiene, postura e movimento compatibili con la situazione clinica.

L’aumento della dose non è sempre la risposta: talvolta occorre trattare una causa, cambiare oppioide, correggere un effetto avverso o modificare la via di somministrazione.

Metodo

Come si sviluppa il percorso

01

Definire il meccanismo

Sede, qualità, andamento, fattori scatenanti e segni della componente neuropatica.

02

Misurare l’impatto

Sonno, movimento, igiene, alimentazione, autonomia e carico assistenziale del caregiver.

03

Scegliere la strategia

Analgesico di fondo, farmaco al bisogno, adiuvanti e prevenzione degli effetti indesiderati.

04

Controllare la risposta

Beneficio, sedazione, delirium, nausea, stipsi e necessità di modificare dose, molecola o via.

Un primo orientamento

Il dolore resta non controllato o la terapia causa effetti difficili?

Indichi sede e intensità del dolore, farmaci con dosi e orari, dosi al bisogno, effetti indesiderati e comune del paziente.

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