Quando richiedere una visita
Quando può essere utile una valutazione di terapia del dolore
Una visita può essere appropriata quando il dolore persiste, ricorre o non è controllato in modo soddisfacente; quando limita sonno, movimento o autonomia; oppure quando una terapia non offre un beneficio sufficiente o provoca effetti indesiderati. L’obiettivo non è prescrivere automaticamente un farmaco, ma chiarire causa e meccanismo probabile, misurare l’impatto e costruire un piano verificabile.
Dolore oncologico o malattia avanzata
Dolore persistente o episodico, difficoltà ad assumere i farmaci, effetti avversi, fragilità o sintomi concomitanti richiedono spesso rivalutazioni ravvicinate. Nella malattia neoplastica avanzata la prima visita è l’inizio di un percorso: follow-up e coordinamento con i curanti vengono definiti in base all’evoluzione clinica.
Dolore durante o dopo le terapie oncologiche
Bruciore, scosse o dolore al contatto possono comparire nel corso della malattia o dopo alcuni trattamenti. La visita chiarisce il possibile meccanismo e collega la gestione del dolore al percorso oncologico in corso.
Rientro a casa e bisogni della famiglia
Dopo una dimissione o quando la malattia cambia, può servire rivedere la terapia, chiarire la gestione delle crisi e concordare i controlli. Se sono presenti altri sintomi o bisogni assistenziali, il piano si integra con le cure palliative e i curanti.
Terapie inefficaci o difficili da tollerare
Mancato beneficio, sonnolenza, confusione, stipsi, cadute, interazioni o gestione complessa degli oppioidi sono motivi per riconsiderare indicazione, dosi e alternative.
L’attività comprende anche valutazioni selezionate per dolore cronico non oncologico; il percorso descritto qui è dedicato principalmente ai bisogni delle persone con tumore.
Un dolore nuovo, improvviso o associato ai segnali descritti nella sezione Segnali d’allarme non deve attendere una visita programmata. Nel dolore oncologico è disponibile anche la guida specifica sulla gestione del dolore oncologico in Campania.
Percorso clinico
Come si svolge la visita di terapia del dolore
- 01
Colloquio e documentazione pertinente
Si ricostruiscono storia del dolore, terapie realmente assunte, beneficio, effetti avversi, malattie associate e referti utili. Non serve inviare in anticipo l’intera documentazione sanitaria su WhatsApp.
- 02
Esame clinico e ipotesi sul meccanismo
La distribuzione del dolore, l’esame neurologico e muscoloscheletrico e la ricerca di segnali d’allarme orientano diagnosi differenziale ed eventuali approfondimenti.
- 03
Piano condiviso e proporzionato
Il piano può comprendere revisione dei farmaci, indicazioni riabilitative, misure non farmacologiche, raccordo con i curanti o invio a servizi e procedure pertinenti. Nessuna tecnica è proposta in modo automatico.
- 04
Rivalutazione di efficacia e sicurezza
Tempi e modalità del controllo dipendono dal quadro. Si verificano funzione, sonno, crisi, tollerabilità e raggiungimento degli obiettivi concordati.
Concordiamo la modalità preferita anche quando il paziente riesce a spostarsi. Gli esami, le procedure e l’assistenza ospedaliera eventualmente necessari seguono il percorso indicato dal quadro clinico.
Trovi il percorso per la sua zona
Terapia del dolore a domicilio: capoluoghi e comuni della Campania.
Le visite domiciliari per il dolore oncologico si organizzano nelle cinque province, anche fuori dai capoluoghi. Caserta e il suo territorio rappresentano un’area abituale dell’attività domiciliare del Dr. De Lucia. Scelga la sua zona per conoscere modalità della visita, contatti e organizzazione dei controlli.
Può richiedere la visita anche da un comune non citato. Prima della conferma concordiamo appuntamento, costo e modalità dei controlli. La visita a casa è disponibile anche per chi può spostarsi; gli studi si trovano a Nola, Napoli e Avellino.
Dolore oncologico
Dolore oncologico: valutazione, trattamento e follow-up.
Il dolore durante una malattia oncologica merita attenzione anche mentre proseguono le terapie antitumorali. Il percorso viene adattato al tipo di tumore, ai sintomi e ai trattamenti in corso; le guide seguenti approfondiscono bisogni differenti.
Il dolore che interrompe il sonno, impedisce di girarsi nel letto o rende faticoso raggiungere il bagno cambia la giornata del paziente e della famiglia. Durante la visita c’è spazio anche per la paura delle crisi, la preoccupazione per i farmaci e la difficoltà di capire quando chiedere aiuto.
Capire come si presenta il dolore
Ricostruiamo il dolore a riposo e durante il movimento, le riacutizzazioni, il beneficio delle dosi al bisogno e ciò che la persona vorrebbe tornare a fare. Bruciore, scosse, peso e dolore profondo orientano la valutazione, senza attribuire automaticamente ogni sintomo al tumore.
Un piano utilizzabile anche a casa
La visita comprende la revisione della terapia, della tollerabilità e della possibilità di assumere i farmaci. Le indicazioni chiariscono terapia di fondo, gestione delle crisi quando indicata, effetti indesiderati da osservare e modalità dei controlli. Se occorrono procedure o trattamenti diretti alla causa del dolore, viene concordato il percorso appropriato.
Follow-up e bisogni che cambiano
Nel tempo rivalutiamo sollievo, lucidità, sonno, movimento e difficoltà della famiglia. Nausea, stipsi, affanno, scarso appetito o difficoltà a deglutire entrano nella stessa valutazione palliativa. Tempi e modalità dei contatti e delle visite successive vengono concordati con il paziente, in raccordo con oncologo, medico curante e servizi già coinvolti.
Il controllo del dolore può affiancare le terapie oncologiche. Può approfondire la gestione clinica del dolore oncologico e il ruolo delle cure palliative durante i trattamenti.
Il dolore cambia da persona a persona, anche con la stessa diagnosi
Non tutti i tumori provocano dolore. Quando è presente, la sede della neoplasia è uno degli elementi della valutazione: contano anche i trattamenti ricevuti, le altre malattie e l’impatto sulla vita quotidiana.
Pancreas, fegato, stomaco, colon-retto e ovaio: dolore addominale o pelvico
Dolore profondo, crampi o senso di peso possono accompagnarsi a nausea, gonfiore o difficoltà a mangiare. La visita considera il funzionamento intestinale e la possibilità di assumere la terapia, insieme al sollievo dal dolore.
Tumore della mammella: dolore della malattia e dei trattamenti
La valutazione distingue il dolore della parete toracica o dell’ascella, i sintomi dopo chirurgia e le possibili componenti neuropatiche. Il piano considera anche mobilità del braccio, sonno e trattamento oncologico in corso.
Tumore del polmone e pleura: dolore toracico, costale o dorsale
Si valutano insieme dolore, respiro e movimento. Occorre distinguere il dolore legato alla malattia o ai trattamenti da problemi nuovi che richiedono accertamenti urgenti, soprattutto quando compare difficoltà respiratoria improvvisa.
Metastasi ossee, mieloma e tumori ossei: dolore e movimento
Alzarsi, camminare o girarsi nel letto può scatenare crisi intense. Il sollievo va affrontato insieme alla stabilità delle ossa e alla sicurezza dei movimenti. Metastasi, mieloma e tumori ossei primitivi richiedono valutazioni specifiche.
Tumori cerebrali e interessamento neurologico: cefalea e altri sintomi
Cefalea e dolore vengono valutati insieme a vigilanza, deglutizione e autonomia. Il percorso affianca la neuro-oncologia; peggioramento rapido, nuovi deficit o crisi convulsive richiedono una valutazione urgente.
Altre neoplasie e dolore dopo i trattamenti
Il servizio si può richiedere anche quando il nome del tumore non è presente in questo elenco. Dolore persistente, bruciore, scosse o terapie poco tollerate vengono valutati secondo causa e bisogni individuali.
Nel cancro il dolore può dipendere dal tumore, dai trattamenti o da condizioni non oncologiche. La valutazione iniziale e le rivalutazioni distinguono dolore continuo, dolore durante il movimento, episodi intensi transitori e possibile fine dell’effetto della dose. Sede, meccanismo, funzione, effetti avversi e obiettivi guidano terapia di fondo ed eventuale terapia al bisogno.
Le linee guida WHO, ESMO, ASCO e AIOM 2025 sostengono un trattamento individualizzato. Quando appropriati, oppioidi, farmaci adiuvanti, radioterapia, trattamenti antitumorali, procedure, riabilitazione e sostegno psicologico possono integrarsi. Il beneficio va misurato e gli effetti indesiderati prevenuti o trattati.
Definizione
Che cos’è la terapia del dolore
La IASP definisce il dolore come un’esperienza sensoriale ed emotiva spiacevole associata, o simile a quella associata, a un danno tissutale reale o potenziale. È sempre personale ed è influenzato, in misura diversa, da fattori biologici, psicologici e sociali. Dolore e nocicezione non coincidono e l’impossibilità di descriverlo a parole non ne esclude la presenza.
La terapia del dolore comprende la valutazione diagnostica e interventi farmacologici, riabilitativi, psicologici, strumentali o chirurgici, scelti e coordinati in base al problema. Non consiste nella semplice aggiunta di un analgesico e non promette sempre “dolore zero”: gli obiettivi possono includere meno crisi, sonno migliore, maggiore movimento e attività quotidiane più sostenibili.
Il dolore acuto è in genere collegato a un evento recente e richiede anche di riconoscerne la causa. Il dolore cronico persiste o ricorre per più di tre mesi e può diventare una condizione complessa, con effetti su funzione, sonno, umore, lavoro e relazioni.
Meccanismi
Dolore nocicettivo, neuropatico e nociplastico
“Oncologico”, “articolare” o “postoperatorio” descrivono un contesto clinico; nocicettivo, neuropatico e nociplastico descrivono invece meccanismi. Riconoscerli aiuta a evitare trattamenti generici e a scegliere interventi coerenti. Una stessa persona può avere componenti miste e il meccanismo può cambiare nel tempo.
Dolore nocicettivo
Deriva dall’attivazione dei nocicettori in tessuti non nervosi danneggiati o minacciati. Può essere somatico, per esempio osseo o muscolare, oppure viscerale.
Dolore neuropatico
È causato da una lesione o malattia del sistema somatosensoriale. Bruciore, scosse o dolore al semplice sfioramento possono suggerirlo, ma da soli non dimostrano la diagnosi.
Dolore nociplastico
È legato a un’alterata nocicezione non spiegata interamente da un danno tissutale o da una lesione del sistema somatosensoriale. Va riconosciuto senza interrompere la ricerca di nuove cause quando il quadro cambia.
Nel dolore cronico primario, nessuna malattia sottostante spiega adeguatamente il dolore o il suo impatto. Nel dolore cronico secondario è riconoscibile una condizione causale, come una malattia oncologica, neuropatica, viscerale o muscoloscheletrica. Le due forme possono coesistere; se la presentazione cambia, la diagnosi va rivalutata.
Valutazione clinica
Come si valuta il dolore
- 01
Ricostruire il dolore
Sede, qualità, irradiazione, durata, andamento, fattori che lo scatenano o alleviano, dolore a riposo e durante il movimento.
- 02
Cercare la causa e il meccanismo
Storia clinica ed esame obiettivo orientano eventuali accertamenti, senza attribuire automaticamente ogni nuovo dolore a una diagnosi già nota.
- 03
Misurare l’impatto
Sonno, movimento, autonomia, lavoro, umore, partecipazione e carico per la famiglia completano il punteggio di intensità.
- 04
Rivedere terapie e rischi
Benefici ottenuti, effetti avversi, aderenza, funzione renale ed epatica, fragilità, cadute, sostanze e possibili interazioni.
- 05
Concordare obiettivi verificabili
Definire che cosa dovrebbe migliorare e quando rivalutare permette di proseguire, modificare o sospendere un trattamento in modo motivato.
Nelle persone con deficit cognitivi o difficoltà di comunicazione, il racconto di caregiver e professionisti e l’osservazione di espressioni, movimenti, vocalizzazioni e cambiamenti del comportamento integrano la valutazione. Questi comportamenti aiutano a riconoscere la possibile presenza del dolore, ma non equivalgono automaticamente a un punteggio di intensità.
Piano multimodale
Trattamenti per il dolore: un piano multimodale
Trattare la causa quando possibile
La terapia della malattia, la radioterapia antalgica, una procedura o la correzione di una complicanza possono incidere più dell’aumento dell’analgesico.
Recuperare o proteggere la funzione
Esercizio, fisioterapia, adattamento delle attività e ausili vanno calibrati su diagnosi, sicurezza e capacità della persona.
Intervenire sui fattori che mantengono il dolore
Educazione, strategie psicologiche e sostegno al sonno possono ridurre disabilità e sofferenza senza negare la realtà del sintomo.
Usare farmaci mirati
La scelta dipende dal tipo di dolore, dalle altre malattie e dagli obiettivi. Efficacia e tollerabilità vanno controllate, non date per scontate.
Per il dolore cronico primario, la linea guida NICE NG193 privilegia programmi di esercizio e attività fisica, terapia dell’accettazione e dell’impegno (ACT) o terapia cognitivo-comportamentale (CBT) per il dolore e, in casi selezionati, altre opzioni concordate. Le raccomandazioni farmacologiche specifiche per questa forma non devono essere estese automaticamente al dolore oncologico, neuropatico o ad altre forme secondarie.
Per il solo dolore cronico primario, NICE NG193 raccomanda di non iniziare oppioidi, paracetamolo, farmaci antinfiammatori non steroidei o gabapentinoidi. Questa indicazione non riguarda il dolore neuropatico, oncologico o altre forme secondarie, che seguono raccomandazioni specifiche.
Farmaci e sicurezza
Farmaci, oppioidi e sicurezza
Analgesici non oppioidi, farmaci per il dolore neuropatico, trattamenti topici e oppioidi hanno indicazioni, limiti ed effetti indesiderati differenti. Età, fragilità, funzione renale o epatica, rischio gastrointestinale o cardiovascolare, sonnolenza, cadute e interazioni possono cambiare il rapporto fra beneficio e rischio. Un farmaco inefficace non va proseguito soltanto perché “è per il dolore”.
Nel dolore neuropatico, farmaci come amitriptilina, duloxetina, gabapentin o pregabalin possono essere opzioni in quadri selezionati secondo la linea guida NICE CG173. La scelta non deriva da un solo sintomo e richiede indicazione corretta, titolazione, controllo precoce degli effetti avversi e rivalutazioni regolari.
Nel dolore oncologico moderato-severo possono essere indicati, salvo controindicazioni. Nel dolore cronico non oncologico, secondo la linea guida CDC 2022, il beneficio atteso su dolore e funzione deve superare i rischi; questa linea guida non si applica al dolore oncologico, alle cure palliative o al fine vita. Nel dolore cronico primario gli oppioidi non vanno iniziati secondo NICE NG193. Obiettivi, dose, beneficio, stipsi, nausea, sedazione, confusione, respirazione e rischio individuale devono essere rivalutati. Benzodiazepine, alcol e altri depressori del sistema nervoso centrale possono aumentare sedazione e depressione respiratoria. Un trattamento assunto da tempo non va ridotto o sospeso bruscamente senza un piano clinico, salvo circostanze eccezionali.
Il calcolatore di equianalgesia è uno strumento professionale orientativo: una conversione non è una prescrizione e deve considerare tolleranza crociata incompleta, quadro clinico e monitoraggio.
Malattie avanzate e fine vita
Controllare il dolore è una parte delle cure palliative, non un sinonimo.
Nelle malattie avanzate il dolore può associarsi a dispnea, nausea, delirium, debolezza, difficoltà nella deglutizione e bisogni della famiglia. La terapia del dolore affronta il sintomo e i suoi meccanismi; le cure palliative coordinano questi problemi con comunicazione, obiettivi di cura, organizzazione dell’assistenza e sostegno al caregiver.
In questo contesto il palliativista può integrare la valutazione del dolore con gli altri sintomi, rivedere appropriatezza e sicurezza delle terapie, prevenire o trattare gli effetti avversi, considerare vie di somministrazione alternative e aiutare paziente, caregiver e curanti a definire obiettivi realistici. Quando indicato, facilita il raccordo con oncologia, terapia del dolore, radioterapia, riabilitazione e rete territoriale.
Quando la via orale non è più affidabile, il piano può richiedere formulazioni o vie alternative scelte dal medico. Non si devono triturare compresse, aprire capsule o sostituire autonomamente una via di somministrazione: rilascio del farmaco, assorbimento e dose possono cambiare.
Indicazioni alla visita
Quando richiedere una visita di terapia del dolore
Una valutazione può essere utile quando
- il dolore è severo o limita molto sonno, movimento, autonomia, lavoro o partecipazione;
- il meccanismo o la diagnosi sono incerti, oppure il quadro clinico è cambiato;
- trattamenti adeguatamente provati non funzionano o causano effetti difficili;
- la malattia sottostante peggiora o compaiono crisi ripetute;
- la gestione degli oppioidi è complessa o richiede una possibile rotazione;
- si devono valutare procedure, tecniche interventistiche o un percorso multidisciplinare.
Segnali d’allarme
Un nuovo dolore può richiedere una valutazione urgente.
L’elenco non è esaustivo. Un dolore improvviso, molto intenso o associato a un rapido peggioramento non va gestito soltanto aumentando autonomamente gli analgesici.
in caso di dolore o pressione toracica nuova o prolungata, soprattutto con dispnea, sudorazione, nausea o svenimento; cefalea improvvisa che raggiunge la massima intensità entro pochi minuti; dolore lombare severo con nuove alterazioni di vescica, intestino, funzione sessuale o sensibilità perineale. In una persona con tumore, dolore vertebrale associato a nuova debolezza, difficoltà a camminare, alterazioni sfinteriche o perdita di sensibilità può indicare una compressione midollare ed è un’emergenza oncologica.
In una persona con tumore, anche un dolore vertebrale nuovo, progressivo o notturno senza deficit neurologici richiede un contatto oncologico urgente.
Il diritto e la rete pubblica
La terapia del dolore nel Servizio sanitario italiano.
La Legge 38/2010 tutela il diritto di accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. La rete di terapia del dolore, distinta dalla rete di cure palliative, collega servizi territoriali, ospedalieri e centri specialistici secondo l’organizzazione regionale.
Il medico di medicina generale, lo specialista o il servizio che segue la malattia possono indicare il percorso pubblico locale. Modalità di accesso, disponibilità e tempi variano tra territori. Una consulenza privata può integrare la valutazione, ma non attiva automaticamente la presa in carico del Servizio sanitario.
In Campania, i documenti regionali descrivono una rete organizzata in centri Hub e Spoke. La pagina regionale dedicata al DCA n. 22/2015 indica l’accesso ai centri pubblici tramite prescrizione del medico di medicina generale o del pediatra di libera scelta e prenotazione CUP; il DPGRC n. 10 del 13 febbraio 2024 ha costituito le strutture regionali di coordinamento. Requisiti, sedi operative e modalità concrete vanno comunque verificati presso l’azienda sanitaria o il centro prescelto.
La valutazione può svolgersi su appuntamento negli studi di Nola, Napoli e Avellino oppure a domicilio in tutta la Campania. Luogo, tempi e follow-up vengono concordati con paziente e famiglia. Questi percorsi locali sono distinti dalla rete pubblica.
Benevento e provincia
Terapia del dolore a Benevento e nel Sannio: visite a domicilio
Per il dolore oncologico a Benevento, San Giorgio del Sannio, Montesarchio, Airola, Telese Terme e negli altri comuni del Sannio, la visita si organizza a domicilio. La pagina dedicata descrive come richiedere l’appuntamento, che cosa preparare e come concordare il follow-up.
Visita di terapia del dolore a Benevento: modalità e contattiSe occorre una valutazione più ampia di sintomi e bisogni assistenziali, consulti anche il percorso di cure palliative a domicilio a Benevento.
Esperienze dei pazienti
Ascolto, spiegazioni e continuità del rapporto.
Esperienze condivise su MioDottore
Estratti selezionati dalle recensioni del Dr. Francesco Paolo De Lucia. Le recensioni complete, con il contesto originale, sono consultabili nel profilo professionale.
Dottore empatico e competente, disponibile anche dopo la visita […]
[…] Ci ha ascoltati con calma, ha spiegato le cose in modo semplice […]
Domande frequenti
I dubbi più comuni.
La visita di terapia del dolore è rivolta ai pazienti oncologici?
L’attività del Dr. Francesco Paolo De Lucia è rivolta prevalentemente alle persone con una malattia oncologica. La valutazione affronta il dolore, la tollerabilità dei farmaci e i bisogni del paziente e della famiglia, anche durante i trattamenti antitumorali. Prima visita e controlli vengono concordati secondo il quadro clinico.
Si può richiedere una visita da Caserta, Avellino, Salerno o Benevento?
Sì. Le visite domiciliari si organizzano nelle cinque province della Campania, compresi i comuni fuori dai capoluoghi. Caserta e provincia sono un territorio abituale dell’attività domiciliare. Indichi il comune nel primo contatto: appuntamento, costo e modalità dei controlli vengono concordati prima della conferma. Gli studi si trovano a Nola, Napoli e Avellino.
Quando un dolore viene definito cronico?
Quando persiste o ricorre per più di tre mesi. La durata, però, non basta a stabilire la causa: dolore cronico primario e dolore cronico secondario possono anche coesistere.
Terapia del dolore e cure palliative sono la stessa cosa?
No. Nella pratica clinica la medicina del dolore può riguardare condizioni acute e croniche, oncologiche e non oncologiche; la rete disciplinata dalla Legge 38/2010 è rivolta alla terapia del dolore nelle forme croniche. Le cure palliative affrontano l’insieme dei bisogni legati a una malattia grave; il controllo del dolore ne è una parte.
Gli oppioidi sono sempre necessari?
No. Possono essere indicati nel dolore oncologico moderato-severo e in situazioni selezionate, ma non sono adatti a ogni dolore. Indicazione, obiettivi, dose, beneficio ed effetti avversi devono essere rivalutati.
Come viene organizzato il follow-up nel dolore oncologico?
Non esiste una cadenza uguale per tutti. I controlli vengono programmati in relazione all’andamento del dolore, alle modifiche della terapia, all’uso delle dosi al bisogno, agli effetti indesiderati e ai cambiamenti della malattia. Possono comprendere rivalutazioni programmate, contatto telefonico, informazioni del caregiver e ulteriori visite, in raccordo con oncologo, medico curante e cure palliative. Il follow-up non implica reperibilità continuativa e non sostituisce i canali di emergenza.
Un oppioide assunto da tempo può essere sospeso all’improvviso?
In genere no. La sospensione brusca può causare sintomi da astinenza o peggiorare il dolore. Riduzione o sostituzione richiedono un piano concordato con il medico, salvo particolari emergenze cliniche.
Bruciore o formicolio significano sempre dolore neuropatico?
No. Sono indizi utili, non una diagnosi. Occorre verificare distribuzione, esame neurologico, malattie associate ed eventuale lesione o patologia del sistema somatosensoriale.
Una visita privata attiva la rete pubblica di terapia del dolore?
No. Può offrire una valutazione clinica e indicazioni da condividere con i curanti, ma accesso e presa in carico nella rete pubblica seguono modalità e criteri del servizio sanitario regionale competente.
Dove si svolge la visita di terapia del dolore in Campania?
La consulenza si può organizzare a domicilio in tutta la Campania, nelle province di Napoli, Caserta, Avellino, Benevento e Salerno, oppure negli studi di Nola, Napoli e Avellino. La visita a casa è disponibile anche dove c’è uno studio e per chi riesce a spostarsi: concordiamo luogo, appuntamento e controlli con il paziente e la famiglia.
Quando può essere appropriata una valutazione a domicilio?
La consulenza domiciliare può essere scelta per comodità e continuità, ed è particolarmente utile quando dolore o malattia avanzata rendono faticosi gli spostamenti. La visita comprende valutazione, revisione terapeutica e follow-up; esami, procedure e urgenze che richiedono un ambiente attrezzato seguono i percorsi indicati dal quadro clinico.
Che cosa portare alla prima visita per il dolore?
Sono utili l’elenco aggiornato dei farmaci realmente assunti, i referti pertinenti, le allergie note e una breve descrizione di andamento, fattori scatenanti ed effetti del dolore su sonno e attività. Non è necessario inviare dati sanitari completi nel primo messaggio.
Fonti e limiti
Documenti utilizzati per questa revisione.
Questa guida riguarda l’adulto, orienta e non sostituisce una valutazione clinica. Indicazioni, autorizzazioni dei farmaci e organizzazione dei servizi vanno verificate nel singolo caso e nel contesto italiano. Le fonti sono state controllate il 22 agosto 2026.
- International Association for the Study of Pain. Terminology.
- NICE NG193. Chronic pain (primary and secondary) in over 16s.
- Treede RD et al. Chronic pain as a symptom or a disease: the IASP Classification of Chronic Pain for ICD-11. Pain. 2019.
- NICE CG173. Neuropathic pain in adults: pharmacological management.
- World Health Organization. Guidelines for the pharmacological and radiotherapeutic management of cancer pain in adults and adolescents. 2018; pubblicazione online 2019.
- Fallon M et al. Management of cancer pain in adult patients: ESMO Clinical Practice Guidelines. Ann Oncol. 2018.
- Paice JA et al. Use of Opioids for Adults With Pain From Cancer or Cancer Treatment: ASCO Guideline. J Clin Oncol. 2023.
- Associazione Italiana di Oncologia Medica. Linee guida AIOM 2025: terapia del dolore in oncologia.
- Sanders JJ et al. Palliative Care for Patients With Cancer: ASCO Guideline Update. J Clin Oncol. 2024.
- Rete Oncologica Campana. PDTA del dolore oncologico. Edizione 2025.
- NICE NG215. Medicines associated with dependence or withdrawal symptoms. 2022.
- CDC Clinical Practice Guideline for Prescribing Opioids for Pain. 2022.
- Legge 15 marzo 2010, n. 38. Accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore.
- Ministero della Salute. La rete di terapia del dolore.
- Regione Campania. Rete di terapia del dolore in Regione Campania e DCA n. 22/2015.
- Regione Campania. DPGRC n. 10 del 13 febbraio 2024: strutture regionali di coordinamento.
- NICE CG95. Recent-onset chest pain.
- NICE CG150. Headaches in over 12s.
- NICE NG127. Suspected neurological conditions.
- NICE NG234. Spinal metastases and metastatic spinal cord compression.