Demenza e agitazione notturna: cosa fare a casa
Demenza e agitazione notturna: cause da controllare, cosa fare durante la crisi, rischi dei sedativi e quando richiedere una visita domiciliare.

Demenza, agitazione serale, insonnia e assistenza domiciliare
Demenza e agitazione notturna: cause, cosa fare e quando chiedere aiuto
Di giorno può apparire relativamente tranquilla. Con il calare della luce comincia invece a chiamare, vuole tornare a casa anche se si trova già nella propria abitazione, tenta di alzarsi, apre continuamente le porte o accusa i familiari di tenerla prigioniera. La notte può proseguire tra urla, camminate, rifiuto dei farmaci e paura di cadute.
Non sempre è soltanto insonnia e non sempre basta un sedativo. L’agitazione può dipendere da alterazione del ritmo sonno-veglia, ma anche da dolore, ritenzione urinaria, stipsi, infezioni, difficoltà respiratoria, farmaci o delirium.
Prima di cercare il farmaco che “la faccia dormire” bisogna capire quale bisogno la persona non riesce più a comunicare e quale livello di rischio esista per lei e per chi la assiste.
La notte in cui il caregiver non sa più cosa fare
Sono le tre del mattino. La persona si è già alzata quattro volte, non riconosce la camera, vuole uscire e respinge chi prova a riaccompagnarla a letto. Il caregiver è sveglio dalla sera precedente e teme che cada.
In questo momento frasi come “deve dormire” o “è la demenza” non aiutano. Serve un metodo: mettere in sicurezza, ridurre il conflitto, controllare i bisogni corporei e riconoscere i segnali che richiedono una valutazione clinica.
Che cos’è il sundowning
Con il termine inglese sundowning si descrive l’aumento di confusione, ansia, irrequietezza o aggressività che compare nel tardo pomeriggio o nelle ore serali in alcune persone con demenza.
Non è una diagnosi autonoma e non identifica una sola causa. Possono contribuire alterazioni dei ritmi circadiani, minore esposizione alla luce, stanchezza, ombre difficili da interpretare, ridotta capacità di orientarsi e accumulo di stimoli durante il giorno.
Definire ogni agitazione serale come sundowning può però essere pericoloso. Un comportamento simile può essere la manifestazione di dolore, infezione, ritenzione urinaria, fecaloma, ipossia o delirium.
Schema ricorrenteAgitazione serale abituale
Compare quasi ogni giorno in una fascia oraria simile e tende a ridursi quando l’ambiente diventa più tranquillo o la persona viene rassicurata.
Cambiamento acutoPossibile delirium
L’agitazione è nuova, molto più intensa del solito o associata a sonnolenza, febbre, allucinazioni nuove, disattenzione o rapido peggioramento generale.
Bisogno non espressoDolore o discomfort
La persona geme, si irrigidisce, protegge una parte del corpo, rifiuta di essere girata o diventa agitata soprattutto durante igiene, vestizione e trasferimenti.
Sundowning, insonnia e delirium: non sono la stessa cosa
| Caratteristica | Agitazione serale ricorrente | Disturbo del sonno | Possibile delirium |
|---|---|---|---|
| Comparsa | Tende a ripetersi nel tardo pomeriggio o alla sera. | Difficoltà ad addormentarsi, risvegli o inversione del ritmo. | Cambiamento recente, in ore o pochi giorni. |
| Attenzione | Può essere ridotta ma simile al livello abituale. | Può essere conservata durante i periodi di veglia. | Spesso fluttua nettamente e la persona non riesce a seguire neppure una richiesta semplice. |
| Comportamento | Irrequietezza, richieste ripetitive, desiderio di “andare a casa”. | Veglia notturna, sonno diurno, continui risvegli. | Agitazione nuova oppure insolita sonnolenza e ridotta reattività. |
| Possibili cause | Ritmo circadiano, luce, stanchezza, ambiente e demenza. | Dolore, apnee, farmaci, sonnellini, nicturia, depressione. | Infezione, dolore, disidratazione, ritenzione, fecaloma, squilibri metabolici o farmaci. |
| Condotta | Piano ambientale e assistenziale personalizzato. | Valutazione del ritmo nelle 24 ore e delle cause del risveglio. | Valutazione clinica tempestiva e trattamento della causa. |
Quando non è possibile distinguere chiaramente un peggioramento della demenza da un delirium sovrapposto, è prudente considerare e ricercare prima il delirium.
Cosa fare durante la crisi notturna
Mettere in sicurezza senza bloccare fisicamente
Liberare il percorso, accendere una luce sufficiente, allontanare ostacoli e proteggere scale, porte esterne e fonti di calore. Non affrontare la persona in più persone e non circondarla.
Ridurre parole e richieste
Parlare lentamente, con una sola indicazione alla volta. Evitare domande complesse, spiegazioni lunghe e tentativi di dimostrare che ciò che dice è sbagliato.
Controllare il respiro e lo stato generale
Osservare se respira più rapidamente, ha febbre, tosse, brividi, colorito diverso, sonnolenza insolita o difficoltà a restare sveglia.
Cercare dolore
Osservare volto, postura, lamenti, rigidità e reazione ai movimenti. Verificare cadute recenti, lesioni cutanee, articolazioni dolenti e dolore addominale.
Verificare vescica, pannolone e intestino
Chiedersi quando ha urinato e quando ha evacuato. Un pannolone asciutto da molte ore, un addome teso, perdite di piccole quantità o agitazione durante la minzione possono indicare ritenzione o stipsi.
Utilizzare solo terapie già concordate
Un farmaco al bisogno deve avere un’indicazione precisa, una dose, un intervallo minimo e un limite giornaliero. Non aggiungere compresse o gocce appartenenti ad altri familiari.
Rivalutare la risposta
Annotare che cosa è stato fatto, a che ora e con quale effetto. Una sedazione senza reale sollievo o una crisi che ricompare ogni notte indicano che il piano deve essere rivisto.
Quando la crisi richiede una valutazione urgente
È necessario chiedere rapidamente assistenza quando l’agitazione è completamente nuova o si associa a difficoltà respiratoria, febbre con peggioramento generale, dolore intenso, caduta con trauma, debolezza di un lato del corpo, perdita di coscienza, convulsioni, vomito ripetuto, impossibilità a urinare o grave rischio di danno per la persona o per chi la assiste.
Richiedono attenzione anche una sonnolenza molto maggiore del solito, l’impossibilità a svegliare adeguatamente la persona e la comparsa di allucinazioni o disorganizzazione nettamente diverse dal comportamento abituale.
Le cause da cercare prima di prescrivere un sedativo
Dolore
Artrosi, fratture, lesioni da pressione, mal di denti, neuropatia, addome disteso o procedure recenti possono presentarsi con agitazione invece che con una richiesta di analgesia.
Problemi respiratori o infezioni
Polmonite, infezione urinaria, febbre, ipossia e secrezioni possono causare inquietudine, paura, disattenzione o improvvisa sonnolenza.
Ritenzione urinaria e stipsi
Una vescica distesa o un fecaloma possono provocare dolore, tentativi continui di alzarsi, lamenti, rifiuto delle cure e insonnia.
Farmaci
Modifiche recenti, associazioni sedative, farmaci anticolinergici, cortisonici, diuretici assunti tardi o sospensioni improvvise possono modificare sonno e comportamento.
Ambiente e comunicazione
Ombre, televisione ad alto volume, molte persone, trasferimenti, discussioni, specchi e una stanza non riconoscibile possono aumentare disorientamento e paura.
Ritmo sonno-veglia alterato
Sonno prolungato durante il giorno, poca luce naturale, immobilità e attività insufficienti possono ridurre la pressione del sonno nelle ore notturne.
Quando l’agitazione è dolore non espresso
Nella demenza avanzata il dolore può essere comunicato attraverso un cambiamento del comportamento. Aumentare un sedativo senza riconoscerlo può ridurre la capacità di muoversi senza eliminare la sofferenza.
Durante i movimenti Urla, irrigidimento o tentativi di colpire mentre viene girata, vestita o sollevata. A letto Continui cambi di posizione, impossibilità a trovare riposo o protezione di un fianco. Durante l’igiene Reazione improvvisa quando si tocca la cute, un’articolazione o la regione perineale. Nel volto Smorfie, fronte corrugata, occhi serrati, pianto o sguardo impaurito. Nella voce Gemiti, lamenti, ripetizione continua di una parola o richiesta di aiuto. Nelle funzioni Improvviso rifiuto di camminare, mangiare, sedersi o utilizzare un arto.Una valutazione strutturata del dolore e una prova analgesica appropriata, seguita da rivalutazione, possono essere più utili dell’aumento automatico di antipsicotici o benzodiazepine.
La gestione della notte comincia durante il giorno
Il piano più efficace raramente inizia alle due del mattino. Luce, movimento, attività e riposo devono essere organizzati lungo tutte le ventiquattro ore, adattandoli alle capacità reali della persona.
Mattino: luce e orientamento
Aprire tende e persiane, favorire l’esposizione alla luce naturale e mantenere visibili orologio, calendario e oggetti familiari.
Giornata: movimento proporzionato
Camminare, alzarsi in poltrona, partecipare all’igiene o svolgere una semplice attività può ridurre immobilità e sonno diurno. Il programma deve rispettare dolore e rischio di caduta.
Pomeriggio: evitare l’esaurimento
Troppe visite, rumori e richieste possono provocare una crisi serale. È utile alternare attività e pause senza lasciare la persona a dormire per tutto il pomeriggio.
Tramonto: accendere le luci prima che la stanza diventi buia
Una transizione graduale limita ombre e riflessi difficili da interpretare. Chiudere tende e ridurre i rumori provenienti dall’esterno può diminuire gli stimoli.
Sera: una routine riconoscibile
Cena semplice, igiene, musica gradita e attività tranquille svolte nello stesso ordine possono comunicare che la giornata sta terminando.
Notte: interventi essenziali
Limitare rumori, luci improvvise e manovre non necessarie. Ogni risveglio per pannolone, terapia o controllo deve essere realmente utile.
Come parlare senza aumentare il conflitto
Quando una persona è disorientata non sempre è possibile riportarla alla realtà con una spiegazione logica. Correggerla ripetutamente può aumentare la sensazione di non essere creduta o di trovarsi in pericolo.
Frasi che spesso peggiorano la crisi
“Te l’ho già detto cento volte.”
“Questa è casa tua, possibile che non lo capisci?”
“Non devi alzarti.”
“Adesso dormi e basta.”
Frasi più utili
“Sono qui con te.”
“Sei al sicuro.”
“Vieni, facciamo qualche passo insieme.”
“Prima controlliamo se hai bisogno del bagno.”
Rassicurare non significa assecondare ogni richiesta rischiosa. Significa riconoscere l’emozione e proporre una direzione alternativa senza entrare in una disputa.
Quando vuole uscire o cammina continuamente
Capire dove vuole andare“Devo andare a casa” può significare bisogno di sicurezza, ricerca dei genitori, desiderio di andare in bagno o necessità di muoversi. Il contenuto letterale non è sempre il vero bisogno.
Creare un percorso sicuroQuando possibile, consentire qualche passo accompagnato in un’area libera da ostacoli può essere meno conflittuale che imporre il letto.
Proteggere le uscitePorte esterne, scale, balconi e fornelli devono essere messi in sicurezza senza trasformare la casa in un ambiente minaccioso o ricorrere automaticamente a contenzioni.
Controllare calzature e pressioneScarpe instabili, ipotensione, debolezza e farmaci sedativi aumentano il rischio di caduta durante il vagabondaggio notturno.
Evitare lo scontro fisicoAfferrare con forza o impedire il passaggio può trasformare la paura in aggressività. Quando esiste un rischio immediato è necessario chiedere aiuto e mantenere una distanza sicura.
Non sempre “non dorme” significa insonnia
Il caregiver può riferire che la persona non dorme mai, mentre il diario mostra numerosi periodi di sonno durante il giorno. In altri casi i risvegli dipendono da dolore, necessità di urinare, tosse, apnee, prurito o ambiente non confortevole.
Sonno diurno prolungato Può ridurre il bisogno di dormire di notte, ma impedirlo bruscamente può aumentare stanchezza e agitazione serale. Nicturia e diuretici Ripetuti bisogni di urinare o terapie assunte tardi possono frammentare il sonno e aumentare il rischio di cadute. Dolore notturno Artrosi, neuropatia, lesioni da pressione e posture mantenute a lungo possono provocare continui risvegli. Disturbi respiratori Russamento, pause respiratorie, tosse, ortopnea o secrezioni richiedono una valutazione specifica. Ambiente Una stanza troppo buia può spaventare, mentre una luce intensa continua può rendere più difficile distinguere giorno e notte. Routine assistenziale Cambi, misurazioni e farmaci distribuiti durante tutta la notte possono impedire periodi di riposo sufficientemente lunghi.Farmaci: perché “qualcosa per dormire” non è sempre la soluzione
Nella persona anziana con demenza la risposta ai sedativi può essere imprevedibile. Un farmaco può produrre sonnolenza senza correggere dolore, paura o delirium e può lasciare il paziente più instabile il giorno successivo.
Benzodiazepine Possono aumentare sedazione, cadute, confusione e, in alcuni pazienti, provocare disinibizione o agitazione paradossa. Non devono essere aggiunte o aumentate autonomamente. Ipnotici “Z-drugs” Non sono privi dei rischi dei sedativi tradizionali. Possono causare sonnolenza residua, instabilità, comportamenti notturni e cadute. Antipsicotici Non sono sonniferi. Si valutano soprattutto quando esiste un rischio di danno o agitazione, allucinazioni o deliri causano grave sofferenza. Melatonina Non deve essere considerata automaticamente innocua o efficace. Le raccomandazioni NICE non ne consigliano l’impiego per l’insonnia nella malattia di Alzheimer. Valproato Non è raccomandato per trattare agitazione o aggressività nella demenza, salvo che sia necessario per un’altra indicazione clinica. Revisione della terapia Prima di aggiungere un nuovo farmaco bisogna controllare dosi, orari, interazioni, carico anticolinergico, funzione renale e terapie recentemente modificate.Quando un antipsicotico è realmente indicato, dovrebbe essere utilizzato alla dose minima efficace, per il minor tempo possibile, continuando gli interventi ambientali e rivalutandone regolarmente beneficio ed effetti indesiderati.
Attenzione particolare nella demenza a corpi di Lewy e nel Parkinson
Alcune persone con demenza a corpi di Lewy o demenza associata alla malattia di Parkinson possono sviluppare una grave sensibilità agli antipsicotici, con peggioramento della rigidità, della vigilanza e delle condizioni generali.
La presenza di allucinazioni visive ricorrenti, marcate fluttuazioni, parkinsonismo, disturbi del sonno REM o una diagnosi già conosciuta deve essere segnalata prima di prescrivere o modificare questi farmaci.
Un diario di tre giorni può cambiare la valutazione
Annotare ciò che succede aiuta a identificare uno schema e rende la consulenza medica molto più precisa. Non serve descrivere ogni minuto: bastano alcuni dati ripetuti con ordine.
Orario Quando comincia l’agitazione e quanto dura. Comportamento Cammina, urla, accusa, vede persone, tenta di uscire o rifiuta il letto. Possibile stimolo Pasto, igiene, visita, cambio di ambiente, rumore o calo della luce. Sintomi fisici Dolore, tosse, febbre, affanno, urine, evacuazione e cadute. Sonno diurno Orari e durata dei sonnellini. Farmaci Nome, orario, dose e risposta osservata. Intervento utile Passeggiata, bagno, luce, musica, analgesico o presenza di una persona. Effetto sul caregiver Ore di sonno perse, paura, impossibilità a gestire la crisi da solo.Quando può essere utile una consulenza palliativa domiciliare
Le cure palliative non intervengono soltanto negli ultimi giorni. Nella demenza avanzata possono aiutare quando agitazione, dolore, insonnia, disfagia e perdita di autonomia rendono la gestione domiciliare instabile.
Esame clinico nell’ambiente reale
A casa è possibile osservare letto, illuminazione, percorsi, modalità dei trasferimenti, farmaci disponibili e interazione con il caregiver.
Ricerca delle cause reversibili
Dolore, ritenzione, fecaloma, infezione, disidratazione, difficoltà respiratoria e tossicità farmacologica vengono valutati prima di attribuire tutto alla demenza.
Revisione dei farmaci
Si distinguono terapia di base, farmaci al bisogno, molecole potenzialmente aggravanti e vie di somministrazione ancora utilizzabili.
Piano scritto per la notte
Il caregiver deve sapere cosa controllare, quale intervento provare, quale farmaco usare, dopo quanto rivalutare e quando chiedere aiuto.
Valutazione della fase della malattia
Agitazione, alimentazione, deglutizione, mobilità, infezioni e comunicazione vengono interpretate nel loro insieme.
Sostenibilità dell’assistenza
Si considera anche la capacità reale della famiglia di proseguire l’assistenza senza mettere a rischio paziente e caregiver.
Quando il caregiver non dorme più
Una persona sola non può sorvegliare giorno e notte per settimane senza conseguenze. Privazione del sonno, paura e responsabilità continua aumentano il rischio di errori terapeutici, conflitti, cadute e collasso dell’assistenza domiciliare.
Chiedere aiuto prima di essere completamente esausti non significa voler abbandonare la persona. Significa proteggere la possibilità di continuare ad assisterla.È necessario rivalutare l’organizzazione quando il caregiver non riesce più a dormire, deve bloccare fisicamente la persona, teme di somministrare i farmaci, non può lasciarla sola neppure per pochi minuti o affronta ogni notte una crisi senza un professionista di riferimento.
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Domande frequenti
Perché una persona con demenza si agita soprattutto la sera?Possono contribuire alterazione del ritmo sonno-veglia, stanchezza, riduzione della luce, ombre, difficoltà a interpretare l’ambiente, dolore, bisogni corporei, farmaci e sovrastimolazione accumulata durante la giornata.
Che cosa significa sundowning?È un termine descrittivo utilizzato quando confusione, irrequietezza o agitazione aumentano nel tardo pomeriggio o alla sera. Non è una diagnosi e non deve impedire di cercare cause cliniche trattabili.
Come distinguere l’agitazione serale dal delirium?L’agitazione serale tende a ripresentarsi secondo uno schema simile. Il delirium è invece un cambiamento acuto, comparso in ore o pochi giorni, con attenzione, vigilanza e comportamento molto fluttuanti.
Cosa posso fare subito durante la crisi?Mettere in sicurezza l’ambiente, ridurre rumore e persone, parlare con voce calma, evitare discussioni, controllare dolore, respiro, febbre, bisogno di urinare o evacuare e utilizzare soltanto le terapie già prescritte con indicazioni chiare.
Devo impedirle di alzarsi dal letto?Non sempre. Se è possibile creare un percorso sicuro, qualche passo accompagnato può ridurre il conflitto. Occorre però valutare rischio di caduta, pressione, dolore, debolezza e accesso a scale o porte esterne.
I sonniferi sono sempre utili?No. Alcuni sedativi possono aumentare confusione, instabilità, sonnolenza diurna e agitazione paradossa. Prima di prescriverli bisogna capire perché la persona è sveglia o agitata.
Quando possono essere prescritti gli antipsicotici?Si considerano soprattutto quando esiste un rischio di danno o agitazione, allucinazioni o deliri provocano grave sofferenza. Devono essere usati alla dose minima efficace, per il minor tempo possibile e con rivalutazioni.
La melatonina è sempre sicura nella demenza?Non deve essere iniziata automaticamente. Efficacia, formulazione, interazioni e causa dell’insonnia devono essere valutate. NICE non ne raccomanda l’impiego per trattare l’insonnia nella malattia di Alzheimer.
Quando serve una valutazione palliativa domiciliare?Quando le crisi sono frequenti, la persona cade, urla, non dorme, rifiuta le cure, non deglutisce più i farmaci o il caregiver è esausto e non dispone di un piano sicuro per affrontare la notte.
Le notti sono diventate ingestibili?
Quando una persona con demenza si agita ogni sera, cammina senza sicurezza, urla, non dorme o riceve sedativi senza un beneficio chiaro, una valutazione domiciliare può aiutare a individuare cause trattabili e costruire un piano più sicuro.
La consulenza può comprendere valutazione del dolore, controllo di ritenzione e stipsi, revisione dei farmaci, analisi del ritmo sonno-veglia, identificazione dei segnali di delirium e indicazioni operative per il caregiver.
Nel primo messaggio indica diagnosi e stadio della demenza, da quanto tempo è comparsa l’agitazione, fascia oraria, comportamento durante la crisi, cadute, febbre, dolore, urine, evacuazioni, farmaci assunti e comune nel quale si trova la persona.Svolgo valutazioni per persone con demenza avanzata e sintomi complessi in Campania, in relazione alle condizioni cliniche, alla distanza e alla fattibilità dell’intervento.
Descrivi il caso su WhatsApp Chiama il 328 302 5659 Invia una emailFonti scientifiche principali
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Questo contenuto ha finalità informative e non sostituisce una valutazione medica. Agitazione improvvisa associata a difficoltà respiratoria, febbre, dolore intenso, caduta con trauma, debolezza di un lato, perdita di coscienza, convulsioni, vomito ripetuto, impossibilità a urinare o rischio immediato di danno richiede una valutazione clinica tempestiva. Non modificare sedativi, antipsicotici o benzodiazepine senza una prescrizione e un piano di monitoraggio.
Queste informazioni non sostituiscono una valutazione medica. In caso di grave emergenza improvvisa e in assenza di un diverso piano palliativo condiviso, contatti il servizio di emergenza.
