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Terapia sottocutanea nelle cure palliative: farmaci e ipodermoclisi

Somministrazione sottocutanea di farmaci e liquidi nelle cure palliative: indicazioni, dispositivi, pompe, controllo della sede e sicurezza.

Controllo dei sintomi · Idratazione selettiva · Cure domiciliari

Ipodermoclisi e terapia sottocutanea a domicilio in Campania

Quando deglutire compresse diventa difficile, la nausea impedisce l’assunzione orale o i sintomi richiedono una somministrazione regolare, la via sottocutanea può permettere di proseguire le cure con un accesso poco invasivo e compatibile con il domicilio.

Il Dr. Francesco Paolo De Lucia valuta l’indicazione, imposta il piano terapeutico e organizza, nei pazienti selezionati, la somministrazione sottocutanea di farmaci o liquidi a domicilio.

La terapia può prevedere dosi intermittenti, un’infusione continua tramite pompa o un periodo limitato di ipodermoclisi. Scelta dei farmaci, compatibilità, velocità, sede e monitoraggio devono essere definiti individualmente.

Il paziente non riesce più ad assumere la terapia orale?

Nel primo messaggio indica diagnosi, comune, sintomi non controllati, farmaci prescritti, difficoltà a deglutire, nausea o vomito, livello di vigilanza e servizi domiciliari già attivi.

Non preparare miscele e non convertire autonomamente le dosi dalla via orale a quella sottocutanea.

Richiedi una valutazione Chiama il 328 302 5659 Farmaci o idratazione Quando può servire Farmaci sottocutanei Ipodermoclisi Come si organizza Monitoraggio Domande frequenti

Una via di somministrazione, non una terapia già decisa

“Sottocutanea” descrive il percorso con cui un farmaco o un liquido raggiunge il tessuto posto sotto la pelle. Non indica quale trattamento sia appropriato, quale dose debba essere utilizzata o se il paziente debba essere idratato.

Prima si definiscono il problema clinico e l’obiettivo: controllare dolore, dispnea, nausea, agitazione o secrezioni; superare temporaneamente una difficoltà di deglutizione; correggere una disidratazione selezionata; oppure garantire continuità terapeutica nelle ultime fasi della malattia. Solo dopo si sceglie la via più proporzionata.

Terapia sottocutanea e ipodermoclisi non sono la stessa cosa

Somministrazione sottocutanea di farmaci

Consiste nella somministrazione di uno o più medicinali nel tessuto sottocutaneo. Può avvenire con una dose occasionale, con boli prescritti al bisogno oppure mediante infusione continua.

Nelle cure palliative viene utilizzata soprattutto per controllare sintomi quando la via orale non è più praticabile o affidabile.

Ipodermoclisi

È la somministrazione di liquidi nel tessuto sottocutaneo con una velocità compatibile con il loro progressivo assorbimento.

Può essere considerata per una disidratazione lieve o moderata in pazienti selezionati. Non sostituisce la rapida infusione endovenosa necessaria nelle emergenze o nelle gravi alterazioni circolatorie.

Le due modalità possono richiedere dispositivi, volumi, siti e controlli differenti. Anche quando vengono utilizzate nello stesso paziente, può essere opportuno mantenerle separate per evitare incompatibilità o rendere più semplice la valutazione della tolleranza.

Quando la via sottocutanea può essere utile

Disfagia

Il paziente non riesce più a deglutire in modo sicuro compresse, capsule o quantità sufficienti di liquido.

Nausea e vomito

La terapia orale viene espulsa, non viene assorbita con affidabilità o aumenta il disagio.

Sonnolenza o delirium

Vigilanza fluttuante, confusione o agitazione rendono difficile assumere correttamente i farmaci per bocca.

Occlusione intestinale

Il transito gastrointestinale non è utilizzabile e serve controllare nausea, dolore, coliche o secrezioni con una via alternativa.

Sintomi persistenti

Dolore, dispnea, agitazione o nausea richiedono una copertura regolare che una successione di compresse non garantisce più.

Fine vita

Si desidera mantenere soltanto le terapie realmente utili al comfort, evitando accessi venosi ripetuti e trasferimenti non necessari.

Come si decide se utilizzarla

Definire il sintomo

Si chiarisce quale problema deve essere trattato e quanto sia urgente ottenere un effetto.

Rivedere la terapia

I farmaci vengono confermati, sospesi, sostituiti o semplificati in base alla fase clinica.

Scegliere la modalità

Si stabilisce se servano boli, infusione continua, un altro tipo di formulazione o una via diversa.

Organizzare il domicilio

Devono essere disponibili prescrizione, farmaci, materiali, assistenza e un piano chiaro per problemi e rivalutazioni.

La via sottocutanea non è una scorciatoia farmacologica

Un farmaco assunto per bocca non può essere trasferito automaticamente nella stessa quantità sotto la cute. Biodisponibilità, concentrazione, formulazione, funzione renale ed epatica, età, fragilità e trattamenti precedenti modificano dose e intervallo.

Alcuni medicinali non sono adatti alla via sottocutanea. Altri possono essere utilizzati in contesti specialistici pur non avendo quella via espressamente riportata nella scheda tecnica. In questi casi servono una motivazione clinica, evidenze professionali, informazione appropriata, prescrizione documentata e sorveglianza.

La presenza di una pompa non rende automaticamente efficace il trattamento: se il farmaco è sbagliato, la dose è inadeguata, il sito non assorbe o il sintomo ha un’altra causa, l’infusione continua semplicemente un piano che deve essere rivalutato.

Perché è particolarmente utile nelle cure palliative

Poco invasiva

Utilizza una piccola cannula morbida e non richiede la ricerca ripetuta di vene difficili o fragili.

Adatta al domicilio

Può essere gestita con dispositivi portatili e un’organizzazione assistenziale relativamente semplice.

Continuità terapeutica

Permette di proseguire farmaci essenziali quando la deglutizione diventa impossibile.

Minore ingombro

Una pompa portatile può consentire al paziente di muoversi, riposare e ricevere assistenza senza essere legato a un’asta da flebo.

Somministrazione regolare

L’infusione continua può ridurre le oscillazioni tra fine dell’effetto e nuova dose nei sintomi persistenti.

Possibilità di rivalutazione

Il piano può essere adattato in rapporto a consumo delle dosi al bisogno, efficacia, sedazione e tolleranza locale.

Quali sintomi possono essere trattati per via sottocutanea

La via sottocutanea viene utilizzata per diverse classi di farmaci. Questa pagina non costituisce un prontuario: la scelta dipende dal sintomo, dalle precedenti terapie, dalla funzione degli organi, dalla disponibilità delle formulazioni e dalle compatibilità documentate.

Dolore

Alcuni analgesici e oppioidi possono essere somministrati in boli o infusione continua quando la via orale non è più utilizzabile.

Dispnea

In situazioni selezionate vengono impiegati farmaci per ridurre la sensazione di fame d’aria e il distress associato.

Nausea e vomito

La scelta dell’antiemetico dipende dal meccanismo prevalente: stasi gastrica, farmaci, occlusione, alterazioni metaboliche o coinvolgimento neurologico.

Delirium e agitazione

Possono essere utilizzati farmaci specifici dopo aver ricercato dolore, ritenzione urinaria, stipsi, infezione, tossicità o altre cause reversibili.

Secrezioni respiratorie

Farmaci antisecretivi possono essere prescritti quando l’accumulo produce rumore respiratorio o disagio clinicamente rilevante.

Occlusione intestinale

La via può veicolare trattamenti destinati a nausea, coliche, dolore e secrezioni gastrointestinali in un piano coordinato.

Compatibilità non significa soltanto “i farmaci non cambiano colore”. Devono essere verificati diluente, concentrazione, proporzioni, temperatura, materiale del dispositivo, durata prevista e stabilità chimico-fisica. Una miscela apparentemente limpida può comunque non essere supportata da dati affidabili.

Boli, infusione continua e dosi al bisogno

Bolo sottocutaneo

Una dose prescritta viene somministrata in un momento definito. Può essere utilizzata per un sintomo episodico, per valutare la risposta o come terapia di soccorso.

Devono essere indicati farmaco, dose, intervallo minimo, numero massimo di somministrazioni e comportamento in caso di inefficacia.

Infusione continua

Una pompa somministra lentamente la terapia nell’arco di un periodo prestabilito. È utile quando il sintomo è persistente o quando l’assunzione orale non è più possibile.

La terapia di fondo non elimina necessariamente la necessità di dosi aggiuntive al bisogno.

Piano combinato

L’infusione continua controlla il fabbisogno di base, mentre dosi separate vengono utilizzate per gli episodi intercorrenti.

Il numero e l’effetto delle dosi extra aiutano il medico a capire se il piano debba essere modificato.

Possono essere utilizzati diversi dispositivi, tra cui pompe a siringa, pompe elettroniche o sistemi elastomerici. La scelta dipende da farmaci, volume, precisione richiesta, disponibilità del dispositivo, durata, possibilità di assistenza e caratteristiche del paziente.

Ipodermoclisi: idratazione sottocutanea

L’ipodermoclisi permette di somministrare liquidi a velocità moderate, sfruttando l’assorbimento del tessuto sottocutaneo. Può essere più semplice da gestire rispetto a un accesso venoso nel paziente anziano, fragile, agitato o con vene difficili.

Non è però una risposta automatica alla frase «non beve più». Una minore assunzione può dipendere da disfagia, nausea, delirium, dolore orale, farmaci, infezione, insufficienza d’organo o naturale evoluzione della malattia. Ogni causa richiede una valutazione diversa.

Quando può essere considerata

Può essere utile in una disidratazione lieve o moderata, quando la via orale è temporaneamente insufficiente, non serve una correzione rapida e il paziente presenta un tessuto sottocutaneo idoneo.

Può anche essere proposta come prova terapeutica limitata nel tempo, con un obiettivo esplicito: migliorare sete non controllata dalle cure orali, vigilanza, delirium potenzialmente correlato a disidratazione o tolleranza di determinati trattamenti.

Quando può essere inutile o dannosa

L’idratazione può aumentare edema periferico, congestione, ascite, secrezioni respiratorie, necessità di minzione o discomfort nel punto di infusione.

Non è adatta per shock, grave disidratazione con instabilità, necessità di rapida espansione di volume, importanti squilibri elettrolitici o situazioni che richiedono monitoraggio ospedaliero.

Idratazione nelle ultime fasi della vita

Nelle ultime giornate o ore, la riduzione di cibo e liquidi è spesso parte del processo di malattia e non equivale necessariamente a una sofferenza da sete. Bocca asciutta e labbra secche possono dipendere da respirazione orale, ossigeno, farmaci o ridotta salivazione e spesso richiedono soprattutto igiene orale frequente, umidificazione e piccoli gesti di comfort.

L’idratazione clinicamente assistita può essere iniziata, proseguita, ridotta o sospesa in base a obiettivi, benefici osservabili e possibili danni. Non deve essere interpretata né come obbligo automatico né come trattamento da escludere per principio.

Approfondisci: demenza avanzata: che cosa fare quando il paziente non mangia e non beve .

Come viene organizzata la terapia sottocutanea a domicilio

Valutazione clinica

Si definiscono sintomi, fase di malattia, terapie precedenti, funzione degli organi e obiettivi.

Prescrizione

Vengono indicati farmaci, modalità, terapia di fondo, dosi al bisogno e criteri di rivalutazione.

Scelta del sito

Si individua una zona integra, confortevole, accessibile e lontana da edema, infezione o aree compromesse.

Posizionamento

Una piccola cannula viene introdotta nel sottocute e protetta con una medicazione che ne consenta il controllo.

Monitoraggio

Si osservano efficacia, vigilanza, sintomi, sito, funzionamento del dispositivo e consumo delle dosi al bisogno.

Prima di iniziare devono essere disponibili i farmaci prescritti, il materiale necessario e una persona o un servizio in grado di effettuare i controlli previsti. Il caregiver non deve essere lasciato con una pompa priva di istruzioni, numeri di riferimento e indicazioni su che cosa fare in caso di allarme o peggioramento.

Dove può essere posizionata la cannula

La sede viene scelta considerando quantità di tessuto sottocutaneo, postura, mobilità, abbigliamento, pannoloni, stomie, rischio di trazione e possibilità di osservare la medicazione.

Addome

Spesso offre un tessuto sottocutaneo adeguato e una buona visibilità. Devono essere evitate aree vicine a stomie, lesioni, cicatrici problematiche o edema.

Torace superiore

Può essere utile nel paziente allettato, purché la sede non interferisca con medicazioni, dispositivi o zone irradiate.

Braccio

La regione esterna o posteriore può essere utilizzata quando non viene compressa durante il riposo e non è presente linfedema.

Coscia

Può offrire una sede accessibile, ma deve essere valutato il rischio di trazione durante mobilizzazione, igiene e cambio del pannolone.

Regione scapolare

Può essere considerata nel paziente agitato che tende a rimuovere i dispositivi, evitando però aree sottoposte a pressione continua.

Sedi da evitare

Cute infetta o lesa, edema marcato, ematomi, aree irradiate, prominenze ossee, zone con scarso tessuto o vicine a articolazioni.

Non esiste una durata universale obbligatoria del sito. La cannula viene sostituita quando compare una reazione locale, perde funzionalità, si disloca, non è più necessaria o secondo i protocolli assistenziali adottati.

Che cosa deve essere controllato

Efficacia clinica

Si osservano intensità del sintomo, intervallo tra le riacutizzazioni, qualità del riposo e necessità di dosi aggiuntive.

Vigilanza e comportamento

Sonnolenza, agitazione, confusione, allucinazioni o ridotta capacità di comunicare devono essere confrontate con la situazione iniziale.

Sito sottocutaneo

Si controllano arrossamento, dolore, indurimento, gonfiore, sanguinamento, perdita, calore e stabilità della medicazione.

Dispositivo

Si verificano collegamenti, allarmi, avanzamento previsto, integrità dei tubi e assenza di pieghe o trazioni.

Dosi al bisogno

Devono essere registrati orario, motivo, dose prescritta, effetto ottenuto e durata del beneficio.

Bilancio dell’idratazione

Durante ipodermoclisi si rivalutano sete, vigilanza, urine, edema, secrezioni, respiro e obiettivo concordato.

Quando il sito o la terapia devono essere rivalutati

Gonfiore limitato e temporaneo può dipendere dal normale assorbimento, soprattutto durante l’ipodermoclisi. Un aumento progressivo, cute tesa, dolore, eritema marcato, calore, indurimento, perdita di liquido, sanguinamento o medicazione sollevata richiedono invece un controllo e spesso il cambio della sede.

Anche un sintomo non controllato non deve essere attribuito automaticamente alla cannula. Potrebbero essere cambiati il fabbisogno, la causa del sintomo, la funzione renale, l’assorbimento o la fase della malattia.

Grave difficoltà respiratoria, perdita di coscienza, convulsioni, cianosi, sospetta reazione allergica, rapido peggioramento, emorragia importante o shock richiedono una valutazione urgente e non devono essere gestiti soltanto modificando la pompa a domicilio.

Che cosa deve sapere il caregiver

Il coinvolgimento del familiare può rendere la terapia più sicura, ma non deve trasformarlo nel responsabile di decisioni prescrittive. Il caregiver osserva, registra e segnala; non modifica autonomamente dosi, velocità, miscele o dispositivi.

Che cosa è in infusione

Deve essere disponibile un documento leggibile con terapia, durata prevista e professionista di riferimento.

Come controllare il sito

Il familiare deve sapere che cosa osservare senza rimuovere medicazione o manipolare inutilmente il collegamento.

Quando usare un rescue

Una dose al bisogno può essere somministrata soltanto se prescritta con indicazioni chiare e se il caregiver è stato formato.

Che cosa registrare

Orario, sintomo, intervento, risposta e problemi del dispositivo rendono più precisa la rivalutazione.

Chi contattare

Devono essere definiti i riferimenti per problemi clinici, infermieristici, tecnici e per l’eventuale emergenza.

Che cosa non fare

Non aggiungere farmaci, accelerare l’infusione, bucare il serbatoio, riutilizzare materiali o improvvisare una nuova miscela.

Quando la via sottocutanea non è la scelta migliore

La via sottocutanea non è adatta a ogni trattamento. Può essere insufficiente quando serve un effetto immediato, un’elevata velocità di infusione, una rapida correzione della volemia o la somministrazione di sostanze non compatibili con il tessuto sottocutaneo.

Shock, grave ipoperfusione, edema generalizzato importante, infezione estesa della cute, alterazioni critiche dei liquidi o degli elettroliti, necessità di monitoraggio intensivo o urgenze tempo-dipendenti possono richiedere una via endovenosa e un setting differente.

Anche la presenza di un accesso venoso già funzionante non obbliga però a utilizzarlo per ogni terapia. La scelta dipende da obiettivo, durata, compatibilità, comfort e organizzazione complessiva delle cure.

Gestione domiciliare in Campania

L’attività è concentrata prioritariamente a Nola, nell’area nolana e nella Città Metropolitana di Napoli. Le richieste dalle altre zone vengono valutate considerando distanza, urgenza, complessità del piano, disponibilità dei farmaci e presenza di assistenza infermieristica.

Nola e area nolana

Area principale per valutazione, impostazione terapeutica e possibili controlli successivi.

Napoli e provincia

La fattibilità viene definita in base a zona, situazione clinica, tempi e rete assistenziale già disponibile.

Altre province campane

Caserta, Avellino, Benevento e Salerno vengono considerate caso per caso, senza garanzia automatica di copertura.

La terapia sottocutanea rientra nel servizio più ampio di procedure domiciliari in cure palliative in Campania .

Quando il problema non riguarda soltanto la via di somministrazione, può essere utile una valutazione di un medico palliativista a domicilio .

Quali informazioni inviare prima della valutazione

Comune e accessibilità Località, provincia, piano, ascensore e disponibilità di un caregiver. Diagnosi e fase clinica Malattia principale, trattamenti in corso ed eventuale presa in carico palliativa. Sintomo prioritario Dolore, dispnea, nausea, agitazione, secrezioni, disidratazione o impossibilità ad assumere farmaci. Capacità di deglutire Indicare se il paziente assume acqua, cibo, compresse o presenta tosse e soffocamento durante la deglutizione. Terapia completa Elenco di farmaci, formulazioni, dosi prescritte, orari e ultime somministrazioni effettuate. Funzione renale ed epatica Segnalare insufficienza d’organo ed eventuali esami recenti disponibili. Allergie e reazioni Riportare allergie note, precedenti problemi con farmaci, cerotti, adesivi o dispositivi. Materiali disponibili Farmaci, cannule, deflussori, pompe, elastomeri o prescrizioni già predisposte dal servizio curante. Rete assistenziale Medico curante, ADI, UCP, hospice, oncologo, neurologo o infermiere già coinvolti.

Chi esegue la valutazione

Dr. Francesco Paolo De Lucia

Medico palliativista e terapista del dolore.

Responsabile Cure Palliative e Terapia del Dolore presso Fondazione Clotilde.

La valutazione palliativistica domiciliare considera il sintomo, la terapia già assunta, la fase della malattia, gli obiettivi del paziente e le risorse realmente disponibili a casa.

Impostare una terapia sottocutanea significa spesso ridisegnare l’intero piano: eliminare farmaci non più utili, convertire soltanto quelli necessari, predisporre dosi al bisogno, verificare compatibilità e costruire istruzioni che siano comprensibili per famiglia e professionisti.

Conosci il percorso professionale del Dr. Francesco Paolo De Lucia .

Domande frequenti

Che differenza c’è tra terapia sottocutanea e ipodermoclisi?

La terapia sottocutanea comprende la somministrazione di farmaci nel tessuto sottocutaneo. L’ipodermoclisi indica più specificamente la somministrazione sottocutanea di liquidi per l’idratazione.

La via sottocutanea può essere utilizzata a domicilio?

Sì, nei pazienti selezionati e con un’organizzazione adeguata. Sono necessari prescrizione chiara, farmaci e materiali disponibili, controlli del sito, istruzioni scritte e riferimenti per eventuali problemi.

È dolorosa?

Il posizionamento della piccola cannula produce generalmente un fastidio breve. Bruciore persistente, dolore durante l’infusione o progressivo indurimento della zona non sono risultati da ignorare e richiedono un controllo.

Quali farmaci possono essere somministrati sottocute?

La via viene utilizzata per diversi farmaci contro dolore, dispnea, nausea, vomito, agitazione, delirium, secrezioni e occlusione intestinale. Ogni farmaco deve essere verificato per formulazione, dose, tollerabilità e compatibilità.

Si possono mettere più farmaci nella stessa pompa?

Soltanto se esistono dati affidabili sulla compatibilità della specifica combinazione, alle concentrazioni e con il diluente utilizzati. In caso di dubbio la miscela deve essere semplificata o separata.

Che cos’è una pompa elastomerica?

È un dispositivo portatile che utilizza la pressione di un serbatoio elastico per somministrare il contenuto a una velocità prestabilita. Non tutte le terapie o situazioni cliniche sono adatte a questo dispositivo.

La pompa fa dormire il paziente?

Non è la pompa a determinare la sedazione, ma i farmaci, le dosi, la sensibilità individuale, l’accumulo e la progressione della malattia. Una sonnolenza nuova o eccessiva deve essere rivalutata.

La terapia sottocutanea equivale alla sedazione palliativa?

No. La via sottocutanea è soltanto una modalità di somministrazione. Può essere utilizzata per analgesici, antiemetici e molti altri trattamenti senza ricercare una riduzione della coscienza.

L’ipodermoclisi è indicata ogni volta che il paziente non beve?

No. Devono essere valutati causa della ridotta assunzione, fase della malattia, obiettivo realistico, possibilità di trattamento orale e rischio di edema, congestione o aumento delle secrezioni.

Quanti liquidi si possono somministrare sottocute?

Volume e velocità devono essere prescritti individualmente in base a condizioni cliniche, capacità di assorbimento, sito, obiettivo e rischio di sovraccarico. Non esiste un quantitativo appropriato per tutti e non deve essere deciso autonomamente.

Quanto dura una cannula sottocutanea?

Non esiste una durata identica per ogni paziente. Il sito viene mantenuto finché è integro, confortevole e funzionante, nel rispetto del protocollo assistenziale. Dolore, arrossamento, gonfiore, perdita o dislocazione richiedono la sostituzione.

Il caregiver può somministrare le dosi al bisogno?

Può farlo soltanto quando esiste una prescrizione esplicita, ha ricevuto una formazione adeguata e sono definiti dose, intervallo, limite e comportamento in caso di mancata risposta.

Quanto costa la gestione domiciliare?

Il costo dipende da località, complessità del piano, necessità di visita, posizionamento dell’accesso, dispositivo, materiali e controlli successivi. L’importo viene comunicato prima della conferma.

Fonti scientifiche e documenti di riferimento

  1. Broadhurst D, et al. International Consensus Recommendation Guidelines for Subcutaneous Infusions of Hydration and Medication in Adults. 2023. Consulta il documento .
  2. Brugnolli A, Bevilacqua A, Pedrotti D. Indicazioni all’uso della via sottocutanea per la somministrazione di liquidi e farmaci: una revisione della letteratura. Assistenza Infermieristica e Ricerca. 2025;44(2):52-68. Consulta la citazione .
  3. Hayes J, et al. MASCC Expert Opinion and Recommendations on the Use of Clinically Assisted Hydration in Patients with Advanced Cancer. 2024. Consulta le raccomandazioni .
  4. NHS Highland. Subcutaneous Fluid in Primary Care Guidelines. Consulta la linea guida .

Richiedi una valutazione domiciliare

Nel primo contatto non è necessario sapere già quale farmaco, pompa o quantità di liquidi utilizzare. Descrivi il problema concreto: che cosa il paziente non riesce più ad assumere e quale sintomo non è controllato.

Comune e provincia Indica località, piano, ascensore e presenza di un caregiver. Diagnosi principale Riporta malattia, fase clinica e specialisti o servizi già coinvolti. Problema attuale Specifica disfagia, vomito, dolore, dispnea, agitazione, secrezioni o ridotta assunzione di liquidi. Terapia prescritta Invia inizialmente l’elenco scritto dei farmaci, senza fotografie contenenti dati personali non necessari. Materiali disponibili Indica se sono già presenti pompa, elastomero, cannule, farmaci o assistenza infermieristica. Condizioni generali Descrivi vigilanza, respiro, urine, edema, febbre e capacità di comunicare il disagio. Invia i dati su WhatsApp Chiama il 328 302 5659 Invia una email

Il primo contatto non costituisce conferma della visita, reperibilità continuativa o garanzia di attivazione della terapia. Prescrizione, fattibilità, materiali, professionisti coinvolti, tempi e costo vengono definiti dopo la valutazione del caso. Non modificare autonomamente dosi, miscele o velocità della pompa e non utilizzare WhatsApp per gestire un’emergenza.

Le informazioni contenute in questa pagina hanno finalità informative e non sostituiscono una prescrizione o una valutazione medica. Farmaci, dosaggi, conversioni tra vie di somministrazione, diluenti, compatibilità, velocità di infusione e quantità di liquidi devono essere definiti da professionisti sanitari sulla base delle condizioni del singolo paziente. In presenza di grave difficoltà respiratoria, perdita di coscienza, convulsioni, cianosi, sospetta reazione allergica, shock o rapido deterioramento è necessario attivare tempestivamente i servizi di emergenza.

Informazione e sicurezza

Queste informazioni non sostituiscono una valutazione medica. In caso di grave emergenza improvvisa e in assenza di un diverso piano palliativo condiviso, contatti il servizio di emergenza.

Un primo orientamento

La via orale non è più affidabile?

Indichi quali farmaci non riescono più a essere assunti, i sintomi da controllare, il comune e l’assistenza infermieristica disponibile.

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