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Cachessia neoplastica e malnutrizione oncologica: come riconoscerle e cosa fare

Perdita di peso, riduzione della massa muscolare e inappetenza non indicano sempre lo stesso problema. Distinguere malnutrizione, cachessia e cause trattabili aiuta a scegliere interventi realistici senza ridurre tutto alle calorie.

Persona anziana davanti a un piccolo pasto, sostenuta dalla mano di un caregiver a domicilio

Illustrazione editoriale del sostegno durante il pasto a domicilio; non rappresenta una prescrizione nutrizionale né permette di riconoscere la cachessia.

Guida clinica per pazienti e caregiver · cachessia oncologica

Risposta breve

Perdere peso nel tumore avanzato non significa soltanto mangiare poco

La cachessia neoplastica è una sindrome in cui riduzione dell’appetito, infiammazione, alterazioni metaboliche, inattività e malattia oncologica contribuiscono alla perdita di muscolo. Per questo forzare il cibo o aggiungere calorie, da soli, non risolvono sempre il problema. Una valutazione precoce può però riconoscere malnutrizione, sintomi e cause correggibili, sostenere la funzione e ridurre il distress legato ai pasti.36

Questa guida riguarda soprattutto la cachessia associata al cancro. Scompenso cardiaco, BPCO, insufficienza renale e malattie neurologiche possono causare perdita di peso e muscolo, ma richiedono percorsi specifici.

Prima la sicurezza

Quando non è prudente attendere

Chiami il 112/118 in caso di soffocamento con impossibilità a respirare o parlare, grave difficoltà respiratoria, colorito bluastro, perdita di coscienza o dolore toracico improvviso.

Contatti il team curante nella stessa giornata se la persona non riesce a deglutire acqua o saliva, tossisce ripetutamente durante i pasti, non trattiene liquidi o farmaci, presenta nuova confusione, urina molto poco, oppure ha addome disteso e doloroso con vomito e assenza di feci o gas. Quest’ultimo quadro può richiedere il percorso dedicato all’occlusione intestinale maligna.

Parole da non confondere

Anoressia, malnutrizione, sarcopenia e cachessia

Le quattro condizioni possono coesistere, ma descrivono problemi diversi. Una persona può avere scarso appetito senza essere ancora malnutrita, perdere muscolo con un peso apparentemente normale oppure essere malnutrita senza avere una cachessia neoplastica.

Tabella: Cachessia neoplastica e malnutrizione oncologica: come riconoscerle e cosa fare
CondizioneChe cosa descriveChe cosa non dimostra da sola
AnoressiaRiduzione o perdita dell’appetito, anche per nausea, farmaci, gusto alterato o malattia.Non misura lo stato nutrizionale né la massa muscolare.
MalnutrizioneAlterazione associata ad apporto o assimilazione insufficienti e/o a carico di malattia e infiammazione, valutata con criteri clinici strutturati.Uno screening positivo non equivale ancora a diagnosi.
SarcopeniaMalattia del muscolo, riconosciuta soprattutto dalla riduzione della forza e confermata dalla bassa quantità o qualità muscolare.Non richiede necessariamente sottopeso: può essere presente anche con obesità.
Cachessia neoplasticaPerdita progressiva di muscolo, con o senza grasso, sostenuta da scarso introito e metabolismo alterato.Non è completamente reversibile con la sola nutrizione.

Il consenso europeo sulla sarcopenia dà priorità alla forza; massa e prestazione fisica precisano gravità e diagnosi.4 Edema, ascite, obesità e disidratazione possono invece rendere il peso poco rappresentativo.

Osservare l’andamento, non un solo numero

Segnali da riferire e cause che possono essere trattate

Segnali a domicilio

  • peso involontariamente ridotto o vestiti più larghi;
  • porzioni sempre più piccole e sazietà dopo pochi bocconi;
  • minore forza nell’alzarsi, camminare o lavarsi;
  • perdita di interesse per il pasto o forte fatigue;
  • gonfiore di gambe o addome che può nascondere il dimagrimento.

Cause correggibili da cercare

  • dolore, dispnea, sonnolenza o farmaci sedativi;
  • mucosite, candidosi, bocca secca, problemi dentali o gusto alterato;
  • nausea, vomito, sazietà precoce, diarrea o stipsi;
  • disfagia, problemi di masticazione o paura di soffocare;
  • infezione, alterazioni metaboliche, depressione, ansia o delirium.

Nausea e vomito non hanno tutti la stessa causa: farmaci, stipsi, disturbi metabolici, rallentamento gastrico e occlusione richiedono strategie diverse. La guida dedicata spiega come raccogliere le informazioni utili nella nausea e vomito nel paziente oncologico. Trattare uno di questi ostacoli può migliorare l’assunzione anche se la cachessia non è completamente reversibile.

Dal rischio alla diagnosi

Come si valutano malnutrizione, muscolo e funzione

Il percorso GLIM parte da uno screening validato, scelto in base a età e contesto assistenziale. Se emerge un rischio, la diagnosi di malnutrizione richiede almeno un criterio fenotipico — perdita di peso, BMI basso o massa muscolare ridotta — e almeno un criterio eziologico: assunzione o assimilazione ridotte, oppure malattia e infiammazione. L’aggiornamento GLIM 2025 ha confermato questo impianto e raccomanda di considerare tutti e cinque gli elementi.12

La valutazione raccoglie peso abituale e sua variazione, quantità realmente assunta, sintomi, farmaci, idratazione, edema, comorbilità, trattamenti oncologici, autonomia e carico del caregiver. Quando appropriato, forza, prestazione e massa muscolare vengono misurate con strumenti validati o ricavate da immagini già disponibili.

Una traiettoria, non tre caselle rigide

Pre-cachessia, cachessia e fase refrattaria

Il consenso internazionale descrive una possibile evoluzione dalla pre-cachessia alla cachessia e, in alcuni casi, alla fase refrattaria. La pre-cachessia comprende primi cambiamenti di appetito e metabolismo con perdita di peso contenuta. Tra i criteri usati per la cachessia vi sono una perdita superiore al 5% in sei mesi, oppure superiore al 2% in chi ha già BMI basso o massa muscolare ridotta.3

Queste soglie aiutano il clinico: non sono un test da applicare a casa. La fase refrattaria non viene definita dal peso né da un calendario isolato, ma da malattia rapidamente progressiva, catabolismo non controllabile, funzione molto ridotta, risposta ai trattamenti e prognosi complessiva. Non tutte le persone attraversano gli stadi nello stesso modo.

Mesi o trattamento attivo

Prevenire ulteriore perdita e sostenere la funzione

Si trattano gli ostacoli all’assunzione, si personalizzano cibo e supplementi e si affianca, quando possibile, attività adattata. Le cure palliative simultanee possono procedere insieme all’oncologia.

Settimane o rapido declino

Ridurre invasività e carico

Comfort, sintomi, cibi desiderati e sostegno alla famiglia acquistano più peso. Ogni intervento viene mantenuto soltanto se produce un beneficio percepibile.

Ultimi giorni

Non applicare obiettivi calorici automatici

La riduzione dell’appetito può far parte del morire. Cura della bocca, piccoli sorsi e assaggi se desiderati e sicuri hanno priorità. Per decisioni su flebo, PEG e ultimi giorni rimandiamo alla guida su alimentazione e idratazione nel fine vita.14

Gestione multimodale

Alimentazione, supplementi, movimento e farmaci

Partire da cibo e sintomi

Quando la persona può mangiare in sicurezza, il counseling nutrizionale è il primo passo: piccole quantità frequenti, alimenti graditi e più densi di energia e proteine, consistenze tollerate e attenzione al momento della giornata in cui l’appetito è migliore. I supplementi orali possono completare, non sostituire automaticamente, l’alimentazione. Diete restrittive, digiuno e prodotti presentati come “anticancro” possono peggiorare il deficit.57

Le linee guida utilizzano spesso 25–30 kcal/kg al giorno e oltre 1 g di proteine/kg, fino a circa 1,5 g/kg, come stime iniziali professionali in persone selezionate. Non sono prescrizioni universali: funzione renale ed epatica, obesità, edema, infiammazione, attività, prognosi e rischio di rialimentazione possono modificarle.

Proteggere il muscolo quando è possibile

Movimento e semplici esercizi di resistenza personalizzati possono sostenere forza e autonomia nelle persone clinicamente stabili. Il programma va adattato da chi conosce il caso, soprattutto con metastasi ossee, anemia importante, affanno, dolore, vertigini o rischio di caduta. L’obiettivo non è consumare calorie, ma preservare attività significative.

Farmaci per appetito e peso: obiettivo e tempo definiti

Le prove sui farmaci restano limitate. ASCO 2023 consente al medico di offrire olanzapina a basso dosaggio ad alcuni adulti con cancro avanzato per migliorare appetito e peso; gran parte dei dati riguarda tumori polmonari o gastrointestinali e pazienti in chemioterapia.8 Uno studio randomizzato del 2025 ha osservato un beneficio sull’anoressia, ma conferma che peso e forza non si muovono necessariamente insieme.9

L’uso dell’olanzapina per la cachessia non è un’indicazione autorizzata dall’EMA e richiede prescrizione, informazione e controllo medico.15 Sonnolenza, ipotensione, cadute, effetti anticolinergici e metabolici richiedono particolare prudenza nella fragilità.

Se l’olanzapina non è appropriata o tollerata, il medico può valutare una breve prova con un progestinico o un corticosteroide. Il megestrolo può aumentare appetito e peso soprattutto come grasso o liquidi, ma comporta trombosi, edema e possibile soppressione surrenalica. L’effetto dei corticosteroidi è spesso transitorio; iperglicemia, infezioni, insonnia o delirium e debolezza muscolare ne limitano l’uso. Prima di iniziare si concordano risultato atteso, durata e criterio di sospensione.

Non è una scorciatoia contro il catabolismo

Enterale, parenterale e rischio di rialimentazione

Sondino, PEG e nutrizione parenterale non curano la cachessia e non vengono proposti di routine per il solo dimagrimento. L’enterale può essere valutata se l’assunzione orale è insufficiente o non sicura ma l’intestino è utilizzabile. La parenterale riguarda soprattutto situazioni selezionate in cui il tratto gastrointestinale non può essere usato o non assorbe; richiede obiettivi, rivalutazione e confronto con infezione, trombosi, sovraccarico, pompa e carico familiare.710

Per indicazioni, selezione e gestione domiciliare consulti l’approfondimento sulla nutrizione parenterale nelle cure palliative. Se il dubbio nasce perché un malato terminale non mangia più, prognosi e fase clinica vengono prima della scelta dello strumento.

Il pasto non deve diventare una prova

Caregiver, deglutizione e conversazioni sulla prognosi

La perdita di appetito non è un rifiuto della famiglia e non significa che il caregiver stia assistendo male la persona. Insistere o forzare può aumentare nausea, vomito, paura e conflitto. È preferibile offrire piccole quantità senza pressione, chiedere che cosa sarebbe gradito, accettare che il desiderio cambi rapidamente e trovare forme di vicinanza che non dipendano dal cibo.

Se la deglutizione è difficile, consistenze, addensanti e posture non vanno improvvisati. Una decisione di continuare a mangiare e bere nonostante rischi riconosciuti richiede valutazione multidisciplinare, preferenze della persona, documentazione e revisione; nessuna modifica elimina ogni rischio di aspirazione.13

La cachessia non è un orologio

La perdita di peso può comparire mesi prima e, da sola, non stabilisce che la morte sia imminente. Una prognosi prudente considera velocità del declino, funzione, infiammazione, estensione e risposta del tumore, sintomi e capacità di assumere alimenti. La domanda utile non è soltanto “quanto tempo?”, ma quale funzione sia realistico preservare, quali interventi offrano beneficio e come prepararsi se il quadro cambia.

Dopo la valutazione del problema dominante

Perdita di peso, forza o appetito stanno rendendo instabile l’assistenza?

Per pazienti che si trovano in Campania può essere valutato un intervento palliativistico a domicilio per cercare cause correggibili, rivedere sintomi e farmaci e definire obiettivi proporzionati con la famiglia.

Richieda una valutazione palliativistica

Il contatto non è monitorato in tempo reale e non è un servizio di emergenza. Per i segnali urgenti utilizzi il piano del team curante o il 112/118.

Domande frequenti

Dubbi comuni su cachessia e malnutrizione oncologica

Qual è la differenza tra malnutrizione e cachessia?

La malnutrizione è una condizione diagnosticata con una valutazione strutturata e può dipendere da apporto o assimilazione insufficienti e/o dal carico di malattia e dall’infiammazione. La cachessia neoplastica comprende anche alterazioni metaboliche e perdita progressiva di muscolo non completamente reversibile con la sola nutrizione. Le due condizioni possono coesistere, ma non sono sinonimi.

Come si riconosce la cachessia neoplastica?

I segnali comprendono dimagrimento involontario, vestiti più larghi, riduzione della forza, minore autonomia, scarso appetito e porzioni sempre più piccole. Un peso normale o elevato non la esclude, perché edema, ascite o grasso corporeo possono nascondere la perdita muscolare. La diagnosi richiede una valutazione clinica.

La cachessia può migliorare?

Può migliorare soprattutto quando viene riconosciuta presto e si possono trattare nausea, dolore, stipsi, disfagia, infezioni o altre cause che riducono l’assunzione. Nutrizione, attività adattata, controllo dei sintomi e terapia oncologica lavorano insieme. Nelle fasi refrattarie gli obiettivi diventano comfort e riduzione del distress.

Che cosa dovrebbe mangiare una persona con cachessia?

In genere si preferiscono piccole quantità gradite, frequenti e ricche di energia e proteine, adattate a nausea, sazietà, gusto e sicurezza della deglutizione. Non esiste un menu valido per tutti. Malattie renali o epatiche, edema e rischio di rialimentazione richiedono un piano professionale personalizzato.

Gli integratori nutrizionali servono sempre?

No. I supplementi orali possono aiutare quando il cibo non copre i bisogni, ma non curano da soli la cachessia e possono aumentare nausea, sazietà o diarrea. Dopo un periodo prolungato di assunzione minima, iniziarli rapidamente senza controllo può inoltre esporre alla sindrome da rialimentazione.

Esistono farmaci per aumentare l’appetito?

Il medico può considerare, in casi selezionati, olanzapina, progestinici o corticosteroidi. Il beneficio è variabile e spesso temporaneo; l’aumento di peso non equivale necessariamente a recupero del muscolo. Sedazione, cadute, trombosi, edema, iperglicemia, infezioni e debolezza vanno confrontati con l’obiettivo concordato.

La nutrizione parenterale cura la cachessia?

No. La nutrizione parenterale non arresta automaticamente il processo metabolico della cachessia e non viene usata di routine per il solo dimagrimento. Può essere valutata da un team esperto quando stomaco o intestino non sono utilizzabili o non assorbono e il beneficio atteso supera rischi e carico assistenziale.

La cachessia significa che la morte è vicina?

Non necessariamente. Può comparire mesi prima e non consente, da sola, di prevedere il tempo di vita. Prognosi, velocità del declino, risposta del tumore, infiammazione, funzione e capacità di assumere alimenti vanno interpretate insieme. La cachessia refrattaria è una valutazione clinica, non una conclusione ricavata dal peso.

Quando vomito, disfagia o perdita di peso richiedono una valutazione?

È prudente contattare il team nella stessa giornata se la persona non trattiene liquidi o farmaci, non deglutisce saliva o acqua, tossisce ripetutamente durante i pasti, urina molto poco, perde rapidamente peso o autonomia, oppure presenta addome disteso con dolore e alvo chiuso. Soffocamento o grave dispnea richiedono il 112/118.

È possibile una valutazione domiciliare in Campania?

Sì, quando condizioni cliniche, distanza e rete assistenziale rendono appropriato il domicilio. Una valutazione palliativistica può chiarire cause correggibili, sintomi, farmaci, obiettivi nutrizionali e piano per le crisi. Il contatto del sito non è un servizio di emergenza e non sostituisce il 112/118.

Responsabilità clinico-editoriale

Dr. Francesco Paolo De Lucia

Medico - Chirurgo, perfezionato in Medicina e Cure Palliative - Terapia del Dolore. Il contenuto integra valutazione nutrizionale, controllo dei sintomi e obiettivi palliativi; non sostituisce la valutazione dell’oncologo, del medico curante o del team di nutrizione clinica.

Consulti il metodo editoriale e di aggiornamento

Fonti scientifiche e istituzionali

Le raccomandazioni sono state confrontate con consensus internazionali, linee guida ufficiali e studi primari. Evidenze e disponibilità dei trattamenti possono cambiare; ogni decisione resta individuale.

  1. Jensen GL, et al. GLIM consensus approach to diagnosis of malnutrition: a 5-year update. JPEN. 2025.
  2. Cederholm T, et al. GLIM criteria for the diagnosis of malnutrition. J Cachexia Sarcopenia Muscle. 2019.
  3. Fearon K, et al. Definition and classification of cancer cachexia: an international consensus. Lancet Oncol. 2011.
  4. Cruz-Jentoft AJ, et al. Sarcopenia: revised European consensus on definition and diagnosis. Age Ageing. 2019.
  5. Muscaritoli M, et al. ESPEN practical guideline: Clinical Nutrition in cancer. Clin Nutr. 2021.
  6. Arends J, et al. Cancer cachexia in adult patients: ESMO Clinical Practice Guidelines. ESMO Open. 2021.
  7. Roeland EJ, et al. Management of Cancer Cachexia: ASCO Guideline. J Clin Oncol. 2020.
  8. Roeland EJ, et al. Cancer Cachexia: ASCO Guideline Rapid Recommendation Update. J Clin Oncol. 2023.
  9. Othman NO, et al. Olanzapine for Anorexia in Patients With Incurable Cancer and Cachexia. JNCCN. 2025.
  10. Pironi L, et al. ESPEN practical guideline: Home parenteral nutrition. Clin Nutr. 2023.
  11. NICE. Nutrition support for adults: oral, enteral and parenteral nutrition. CG32.
  12. Evans DC, et al. The Use of Visceral Proteins as Nutrition Markers: an ASPEN Position Paper. Nutr Clin Pract. 2021.
  13. Royal College of Speech and Language Therapists. Eating and drinking with acknowledged risks.
  14. Crawford GB, et al. Care of the adult cancer patient at the end of life: ESMO Clinical Practice Guidelines. ESMO Open. 2021.
  15. European Medicines Agency. Zyprexa (olanzapine): product information and authorised indications.
Informazione e sicurezza

Queste informazioni non sostituiscono una valutazione medica. In caso di grave emergenza improvvisa e in assenza di un diverso piano palliativo condiviso, contatti il servizio di emergenza.

Un primo orientamento

Il peso continua a scendere o la persona ha perso forza e autonomia?

Se il paziente si trova in Campania, una valutazione palliativistica domiciliare può distinguere sintomi trattabili, malnutrizione e cachessia e definire obiettivi realistici per alimentazione, funzione e assistenza.

Richieda una valutazione palliativisticaChiami il 328 302 5659Messaggi non monitorati in tempo reale. Questo contatto non è un servizio di emergenza.