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Cirrosi epatica avanzata: sintomi, encefalopatia e cure palliative

Ascite, encefalopatia, infezioni, danno renale e perdita muscolare richiedono un piano integrato. Le cure palliative possono affiancare epatologia, TIPS e valutazione trapiantologica senza attendere gli ultimi giorni.

Illustrazione editoriale di una persona con cirrosi assistita da una caregiver durante un colloquio clinico, accanto a una rappresentazione del fegato

Illustrazione editoriale del dialogo tra paziente, caregiver e professionista nella cirrosi avanzata; non rappresenta una diagnosi né una persona reale.

Guida 2026 per pazienti e caregiver · cirrosi scompensata ed encefalopatia epatica

In sintesi

La cirrosi scompensata condivide con le altre insufficienze d’organo una traiettoria fatta di crisi, recuperi parziali e decisioni complesse. Confronti le grandi insufficienze d’organo avanzate.

Nella cirrosi, ricoveri, declino e sintomi devono far cercare bisogni non soddisfatti; non sono soglie automatiche di terminalità o accesso. Legga la guida all’identificazione dei bisogni palliativi.

Le cure palliative possono iniziare prima del fine vita e procedere insieme all’epatologia

La cirrosi scompensata può causare ascite, encefalopatia epatica, sanguinamenti, infezioni, debolezza, perdita muscolare e danno renale. Le cure palliative non sostituiscono il trattamento della causa, la gestione epatologica, la TIPS o il trapianto: si integrano per controllare i sintomi, sostenere il caregiver, coordinare l’assistenza e preparare decisioni difficili.3

È utile introdurle quando i sintomi restano importanti, le crisi o i ricoveri si ripetono, il carico dei farmaci aumenta, l’autonomia diminuisce, il caregiver è in difficoltà o la prognosi e gli obiettivi richiedono un confronto chiaro. Non occorre attendere che siano terminate le cure epatologiche o che la persona venga definita terminale.

Prima la sicurezza

Una nuova confusione non va attribuita automaticamente alla “solita encefalopatia”

Chiami il 112/118, salvo un diverso piano di crisi già concordato, in caso di vomito con sangue o feci nere, difficoltà a svegliare la persona, perdita di coscienza, convulsioni, svenimento, colorito bluastro o grave difficoltà respiratoria.

Richieda una valutazione urgente anche per nuova confusione o rapido peggioramento della sonnolenza, febbre o dolore addominale in presenza di ascite, marcata riduzione delle urine, vomito persistente, addome che aumenta rapidamente o peggioramento generale. La peritonite batterica spontanea può presentarsi senza febbre o dolore e talvolta manifestarsi soprattutto con encefalopatia o danno renale.45

Non aumenti autonomamente lattulosio, diuretici, sedativi o analgesici: diarrea, disidratazione, ipotensione e alterazioni degli elettroliti possono aggravare il quadro.

Capire la fase clinica

Cirrosi compensata e cirrosi scompensata non sono la stessa cosa

Nella fase compensata il fegato è danneggiato, ma non sono ancora comparse le principali complicanze cliniche dell’ipertensione portale e dell’insufficienza epatica. Lo scompenso viene riconosciuto soprattutto dalla comparsa di ascite, encefalopatia epatica o sanguinamento gastrointestinale correlato all’ipertensione portale. Infezioni, ittero marcato, danno renale, iponatriemia, fragilità e ricoveri ricorrenti possono rendere il percorso ancora più complesso.5

È un passaggio prognostico importante, ma non equivale automaticamente a una fase terminale. Alcune cause precipitanti sono reversibili, il controllo della causa della malattia può stabilizzare il quadro e in una parte dei pazienti è possibile una recompensazione. Il trapianto resta il trattamento potenzialmente risolutivo per persone selezionate; le linee guida AASLD/AST 2026 indicano che un evento di scompenso, compresi ascite, encefalopatia manifesta o emorragia da varici, deve far considerare l’invio a un centro trapianti, senza affidarsi al solo MELD.1015

Tabella: Cirrosi epatica avanzata: sintomi, encefalopatia e cure palliative
ConcettoChe cosa descriveChe cosa non significa
Cirrosi compensataMalattia epatica senza ascite, encefalopatia o sanguinamento da ipertensione portale già manifesti.Non significa malattia lieve né assenza di follow-up.
Cirrosi scompensataComparsa di una o più complicanze che modificano rischio, autonomia e bisogni assistenziali.Non significa automaticamente ultimi giorni o sospensione delle cure.
Bisogno palliativoSintomi, distress, decisioni complesse o carico assistenziale che richiedono un sostegno aggiuntivo.Non dipende da una soglia unica di MELD né dall’esclusione dal trapianto.

Due competenze, un solo piano

Quando le cure palliative aggiungono valore

La cirrosi avanzata produce spesso un carico di sintomi simile a quello di altre malattie gravi: dolore, dispnea, crampi, prurito, disturbi del sonno, stanchezza, ansia e depressione possono coesistere. A questi si aggiungono l’incertezza del decorso, le difficoltà alimentari, la necessità di controlli e procedure e il timore di una nuova encefalopatia. AASLD raccomanda di valutare bisogni palliativi non riconosciuti nei pazienti con cirrosi scompensata e nei loro caregiver, anche quando proseguono cure dirette alla malattia o valutazione trapiantologica.3 Il position paper EASL 2026 rafforza un’integrazione precoce, multidisciplinare e parallela alle cure epatologiche, non limitata agli ultimi giorni o alle persone escluse dal trapianto.14

Epatologia

  • tratta la causa della malattia quando possibile;
  • previene e gestisce ascite, sanguinamento, encefalopatia, infezioni e danno renale;
  • valuta TIPS, sorveglianza oncologica e trapianto;
  • interpreta esami e punteggi nel loro contesto.

Cure palliative

  • misurano e trattano i sintomi più importanti per la persona;
  • rivedono carico e sicurezza dei farmaci;
  • sostengono caregiver, comunicazione e decisioni;
  • preparano un piano realistico per crisi e luogo di cura.

Una diagnosi clinica e di esclusione

Encefalopatia epatica: sintomi, diagnosi e cause precipitanti

L’encefalopatia epatica è una disfunzione cerebrale associata all’insufficienza epatica e/o a shunt porto-sistemici. Può manifestarsi con rallentamento, inversione sonno-veglia, difficoltà di attenzione, disorientamento, cambiamenti del comportamento, tremore a battito delle mani, sonnolenza fino al coma. Nelle forme lievi può emergere soprattutto come riduzione della capacità di guidare, lavorare o gestire attività complesse.2

Non esiste però un singolo test che sostituisca la valutazione clinica. L’ammoniemia isolata non conferma l’encefalopatia, non ne misura in modo affidabile la gravità e non dovrebbe guidare da sola le modifiche terapeutiche. Un valore normale invita a riconsiderare con particolare attenzione altre diagnosi.1

Tabella: Cirrosi epatica avanzata: sintomi, encefalopatia e cure palliative
Possibile problemaChe cosa può osservare il caregiverPerché serve una valutazione
Infezione, compresa la peritonite batterica spontaneaConfusione, debolezza, peggioramento renale; febbre e dolore possono anche mancare.Richiede diagnosi e trattamento tempestivi.
Sanguinamento digestivoVomito ematico, feci nere, pallore, capogiri o improvvisa encefalopatia.È un’emergenza e può aumentare il carico azotato.
Stipsi, disidratazione o eccesso di diuretici/lassativiAlvo cambiato, diarrea, sete, pressione bassa, urine ridotte.Volume ed elettroliti possono peggiorare rapidamente.
Danno renale o squilibri elettroliticiOliguria, edema, debolezza, crampi, sonnolenza.Possono precipitare encefalopatia e richiedono esami.
Farmaci e sostanzeSonnolenza dopo un nuovo analgesico, sedativo o modifica della terapia.Accumulo e interazioni sono più probabili nella cirrosi.
Cause neurologiche o metaboliche alternativeDeficit improvviso di forza o linguaggio, convulsioni, ipoglicemia, trauma dopo caduta.Non devono essere mascherate dall’etichetta di encefalopatia.

Le linee guida richiedono di descrivere gravità e andamento e di cercare fattori precipitanti. Infezione, sanguinamento, stipsi, disidratazione, danno renale, alterazioni di sodio o potassio, sedativi, oppioidi, alcol e una TIPS recente sono esempi frequenti. L’encefalopatia non va confusa automaticamente con demenza o delirium terminale: alcune cause sono correggibili e il recupero può essere significativo.

Trattare la causa, prevenire le recidive

Lattulosio, rifaximina e ruolo concreto del caregiver

La gestione dell’encefalopatia manifesta comprende la ricerca e il trattamento del fattore precipitante e una terapia specifica prescritta dal team. Il lattulosio è un cardine del trattamento; la rifaximina può essere aggiunta in situazioni indicate, soprattutto nella prevenzione delle recidive. Schema e obiettivo dell’alvo devono essere personalizzati: aumentare da soli il lassativo non è sempre sicuro, perché una diarrea eccessiva può provocare disidratazione, ipotensione, squilibri elettrolitici e ulteriore peggioramento.1

Il caregiver può osservare orario del sonno, attenzione, orientamento, equilibrio, cadute, regolarità dell’alvo, assunzione effettiva dei farmaci e cambiamenti rispetto al livello abituale. È utile annotare quando è iniziato il cambiamento e quali terapie sono state modificate, ma non è compito della famiglia stabilire la causa o decidere autonomamente la dose.

Un piano scritto dovrebbe chiarire

  • quale stato cognitivo è abituale e quali variazioni comunicare subito;
  • chi contattare di giorno, fuori orario e in emergenza;
  • come assumere la terapia prescritta e quando non modificare le dosi;
  • come comportarsi con vomito, diarrea, stipsi o impossibilità a deglutire;
  • se guida, lavoro a rischio o gestione autonoma dei farmaci siano ancora sicuri;
  • quali informazioni portare a ogni accesso urgente.

Tre problemi collegati, non intercambiabili

Ascite, peritonite batterica spontanea e danno renale

L’ascite può causare tensione e dolore addominale, sazietà precoce, reflusso, difficoltà nei movimenti e dispnea. Il trattamento dipende da causa, pressione, sodio, funzione renale, terapia diuretica, risposta precedente e possibilità di trapianto o TIPS. Nell’ascite tesa o refrattaria la paracentesi evacuativa può offrire un sollievo importante; nella cirrosi l’albumina viene utilizzata secondo volume rimosso e quadro clinico, ma la procedura allevia il liquido presente e non cura la malattia di base.4

Per tecnica, selezione, albumina, rischi e follow-up è disponibile la guida specifica sulla paracentesi evacuativa ecoguidata. L’approfondimento sull’albumina nelle cure palliative distingue invece il semplice valore basso dalle indicazioni reali all’infusione. La possibilità di eseguire una procedura a casa riguarda pazienti selezionati e stabili: la pagina sull’ascite epatologica e la valutazione domiciliare in Campania descrive i limiti del setting senza sostituire il percorso epatologico.

L’infezione del liquido ascitico può essere poco evidente

La peritonite batterica spontanea non provoca sempre febbre o dolore addominale. Un peggioramento dell’encefalopatia, della funzione renale, della pressione o dello stato generale può essere il primo segnale. In presenza di ascite nuova o di un ricovero per ascite, encefalopatia o sospetta infezione, la paracentesi diagnostica precoce è uno strumento centrale del percorso ospedaliero.5

Non ogni insufficienza renale è sindrome epatorenale

Nella cirrosi anche un incremento modesto della creatinina o una riduzione della diuresi possono essere clinicamente rilevanti. Disidratazione, infezione, farmaci, perdite gastrointestinali, danno tubulare e altre cause devono essere considerate. La sindrome epatorenale-AKI è un fenotipo specifico in persone con cirrosi avanzata e ascite, non un sinonimo di ogni danno renale. Il consenso ADQI/ICA 2024 ha inoltre superato l’automatismo di somministrare albumina per 48 ore come requisito diagnostico in tutti: volume e cause alternative vanno valutati nel singolo caso.6

Sollievo con margini di sicurezza più stretti

Dolore, dispnea, prurito, crampi, sonno e sicurezza dei farmaci

Prima di aggiungere un farmaco è necessario cercare una causa trattabile: ascite tesa, infezione, stipsi, lesione muscoloscheletrica, neuropatia, anemia, disturbo dell’umore o effetto di una terapia. Nella cirrosi la riduzione del metabolismo epatico, gli shunt, l’ipoalbuminemia, il danno renale e le interazioni possono aumentare esposizione e tossicità. Per questo “dose abituale” e “farmaco da banco” non significano automaticamente sicuro.

Dolore

Il paracetamolo non è automaticamente vietato ed è spesso l’analgesico sistemico preferito a dose ridotta, dopo avere verificato alcol, prodotti combinati e quadro clinico. I FANS sistemici sono generalmente da evitare per rischio renale, ritenzione, ascite e sanguinamento.

Oppioidi e sedativi

Non sono tutti equivalenti. Quando necessari richiedono scelta individuale, esposizioni iniziali prudenti e monitoraggio di coscienza, respiro e alvo. Stipsi e sedazione possono precipitare o mascherare l’encefalopatia; benzodiazepine e ipnotici aumentano anche il rischio di cadute.

Prurito e crampi

Richiedono valutazione di colestasi, cute, elettroliti, funzione renale e farmaci. Rimedi apparentemente innocui e integratori possono interagire con la terapia o accumularsi.

Fatica, sonno e umore

Anemia, encefalopatia, malnutrizione, depressione, apnea del sonno e farmaci possono sovrapporsi. Sonnolenza diurna o inversione del ritmo non devono portare automaticamente ad aggiungere un ipnotico.

Per un approfondimento tecnico sulla scelta e sul monitoraggio degli analgesici, consulti la guida su oppioidi, insufficienza epatica e funzione renale. Non sospenda o modifichi autonomamente analgesici, benzodiazepine, diuretici, beta-bloccanti, antibiotici o terapie per l’encefalopatia.

Proteggere muscolo e funzione

Nutrizione, sarcopenia e fragilità: evitare il mito della restrizione proteica

Ascite ed edemi possono nascondere la perdita di peso, mentre sazietà precoce, nausea, restrizioni poco sostenibili e ricoveri favoriscono la perdita di muscolo. La sarcopenia non è soltanto un problema estetico: riduce forza e autonomia e limita anche la capacità extraepatica del muscolo di contribuire al metabolismo dell’ammonio.

Le linee guida ESPEN raccomandano di non ridurre di routine le proteine nell’encefalopatia epatica, perché la restrizione aumenta il catabolismo. Piccoli pasti frequenti, evitare digiuni prolungati e uno spuntino serale possono essere utili, ma energia, proteine, sodio e liquidi devono essere adattati al peso secco, alla funzione renale, alla composizione corporea, alla tolleranza e agli obiettivi. Una restrizione di sodio troppo severa può rendere il cibo poco appetibile; la restrizione dei liquidi non è automatica per ogni ascite.9

La valutazione dovrebbe includere forza, cammino, cadute, attività quotidiane e riduzione del muscolo, non soltanto peso o BMI. AASLD suggerisce di integrare nutrizione e frailty nel percorso della cirrosi e del trapianto.8 La guida sulla malnutrizione e perdita di massa muscolare approfondisce i principi generali, che nel paziente epatologico richiedono comunque una personalizzazione.

Scelte specialistiche, non alternative automatiche

TIPS, trapianto e cure palliative possono entrare nello stesso percorso

La TIPS crea uno shunt intraepatico che riduce la pressione portale e può controllare sanguinamento o ascite refrattaria in pazienti selezionati. Non è una soluzione universale: può provocare o peggiorare encefalopatia e richiede valutazione epatologica, cardiaca, renale e del supporto familiare. Una storia di encefalopatia, infezione non controllata, grave disfunzione cardiaca o altri fattori possono modificare indicazione e rischio.7

La valutazione per trapianto non dovrebbe essere rinviata soltanto perché è iniziato un supporto palliativo. Allo stesso modo, essere in lista non elimina dolore, fatica, paura, problemi familiari o necessità di pianificare cosa accadrebbe in caso di peggioramento. Le due prospettive procedono in parallelo: massimizzare le possibilità di recupero e, nello stesso tempo, non lasciare senza risposta la sofferenza presente.

Scenari, non date

Quanto si vive con una cirrosi scompensata?

La domanda è legittima, ma nessun sintomo o valore consente di fissare una data individuale. MELD 3.0 o MELD-Na, Child-Pugh, presenza di acute-on-chronic liver failure, funzione renale, infezioni, fragilità, sarcopenia, frequenza degli scompensi e risposta alle cure aiutano i clinici a stimare il rischio e a prendere decisioni. La disponibilità del trapianto cambia radicalmente lo scenario.

È più utile formulare tre possibilità: che cosa ci aspettiamo se il quadro risponde, che cosa è possibile ma meno probabile e che cosa dobbiamo preparare se la situazione peggiora. La prognosi va aggiornata dopo ogni ricovero, encefalopatia, infezione, sanguinamento o perdita di autonomia. La guida sulla valutazione della prognosi in cure palliative spiega perché punteggi e giudizio clinico devono essere usati insieme.

Una cirrosi scompensata non coincide con gli ultimi giorni. Viceversa, un’encefalopatia potenzialmente reversibile non va scambiata senza valutazione per delirium terminale. Quando il recupero non è più realistico o gli interventi diventano sproporzionati, il team può orientare maggiormente il piano al comfort, continuando i trattamenti che alleviano davvero i sintomi.

Assistenza concreta

Che cosa serve per gestire la cirrosi avanzata a domicilio

Il domicilio può ridurre spostamenti e disorientamento, ma richiede un raccordo reale tra epatologo, medico di medicina generale, servizi territoriali, infermieristica e cure palliative. Non tutte le complicanze possono essere diagnosticate o trattate a casa: sanguinamento, sospetta peritonite, grave encefalopatia, instabilità o danno renale acuto richiedono il setting appropriato.

Informazioni da tenere disponibili

  • diagnosi, ultime lettere di dimissione e contatti del centro epatologico;
  • elenco aggiornato di farmaci, dosi, allergie e ultime modifiche;
  • ultimo stato cognitivo abituale e precedenti episodi di encefalopatia;
  • andamento di alvo, diuresi, peso se previsto e sintomi dell’ascite;
  • decisioni già condivise, persona di fiducia e piano delle urgenze.

Compiti che non vanno lasciati alla famiglia

  • decidere se la confusione sia “solo ammonio” o un’altra urgenza;
  • raddoppiare lattulosio, diuretici, oppioidi o sedativi;
  • sospendere proteine, liquidi o farmaci senza indicazione;
  • scegliere da sola tra TIPS, paracentesi, ricovero o drenaggio permanente;
  • mantenere il domicilio quando carico e sicurezza non sono più sostenibili.

Il caregiver è parte dell’unità di cura. Stress, insonnia, ansia, problemi economici e paura di sbagliare sono frequenti e vanno chiesti esplicitamente. Chiedere un aiuto maggiore, un ricovero o un cambiamento di setting non rappresenta un fallimento.

Decidere prima della prossima crisi

Pianificazione condivisa delle cure e obiettivi rivedibili

La pianificazione affronta in anticipo domande che durante un’encefalopatia possono diventare difficili: chi dovrebbe rappresentare la persona, quali ricoveri e trattamenti considera accettabili, quale livello di autonomia è essenziale, che cosa fare se trapianto o TIPS non fossero più possibili e dove preferirebbe essere assistita. Non è una rinuncia globale alle cure e può essere aggiornata quando cambiano malattia, preferenze o opzioni.

In Italia l’articolo 5 della legge 219/2017 disciplina la pianificazione condivisa delle cure nelle patologie croniche e invalidanti o a evoluzione inarrestabile con prognosi infausta. Il paziente viene informato sull’evoluzione possibile, su ciò che può realisticamente attendersi, sulle possibilità cliniche e sulle cure palliative; la pianificazione è documentata e rivedibile.12 La legge 38/2010 tutela l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore.13

Valutazione domiciliare in Campania · dopo avere escluso un’urgenza

Confusione, ascite o debolezza stanno rendendo difficile l’assistenza a casa?

Per pazienti che si trovano in Campania può essere valutata una visita palliativistica domiciliare per rivedere sintomi, sicurezza dei farmaci, stato cognitivo, funzione renale, bisogni del caregiver e piano delle crisi, in integrazione con epatologo, medico curante e servizi disponibili.

Richieda una valutazione palliativistica

Il contatto non è monitorato in tempo reale, non sostituisce l’epatologo e non è un servizio di emergenza. Nel primo messaggio indichi solo comune, età della persona, problema principale e servizio richiesto. Eventuali dettagli clinici o referti saranno richiesti in seguito, se necessari.

Domande frequenti

Dubbi comuni su cirrosi, encefalopatia e cure palliative

Quando una cirrosi si definisce scompensata?

Si parla di scompenso quando compaiono complicanze cliniche come ascite, encefalopatia epatica o sanguinamento da ipertensione portale. Anche ittero marcato, infezioni, danno renale e ricoveri ripetuti possono indicare maggiore instabilità. Scompensata non significa automaticamente terminale: servono una rivalutazione epatologica, la ricerca di cause trattabili e, quando appropriato, la valutazione trapiantologica.

Le cure palliative escludono il trapianto di fegato?

No. Possono affiancare terapia della causa, gestione delle complicanze, TIPS e valutazione o lista trapianto. Il loro compito è ridurre i sintomi, sostenere paziente e caregiver, migliorare la comunicazione e preparare un piano per le crisi; non stabiliscono da sole l’eleggibilità al trapianto.

La confusione in una persona con cirrosi è sempre encefalopatia epatica?

No. Infezione, sanguinamento, disidratazione, danno renale, alterazioni di sodio o potassio, ipoglicemia, farmaci, ictus e altre cause di delirium possono produrre sintomi simili. Una nuova confusione o una sonnolenza marcata richiedono una valutazione clinica e non vanno trattate automaticamente come la solita encefalopatia.

L’ammonio alto conferma l’encefalopatia epatica?

No. L’ammoniemia isolata non conferma la diagnosi, non misura in modo affidabile la gravità e non deve guidare da sola la terapia. L’encefalopatia è una diagnosi clinica che richiede di cercare fattori precipitanti e cause alternative; un valore normale rende opportuno riconsiderare con attenzione la diagnosi.

Nell’encefalopatia epatica bisogna ridurre le proteine?

In generale no. La restrizione proteica routinaria aumenta il catabolismo e può peggiorare sarcopenia e fragilità. Quantità, distribuzione dei pasti e fonti proteiche vanno adattate da medico e dietista al peso secco, alla funzione renale, alla tolleranza e allo stato nutrizionale.

L’ascite può essere trattata con una paracentesi a domicilio?

In pazienti selezionati e clinicamente stabili la fattibilità domiciliare può essere valutata, ma non è automatica. Ascite nuova, febbre o dolore addominale, nuova encefalopatia, pressione instabile, marcata riduzione della diuresi o sospetta infezione richiedono un percorso diagnostico e un setting appropriati, spesso ospedalieri.

Quali antidolorifici sono sicuri nella cirrosi?

Non esiste un antidolorifico sicuro per tutti. Il paracetamolo non è automaticamente vietato ed è spesso preferito a dose ridotta dopo verifica clinica; i FANS sistemici sono generalmente da evitare. Oppioidi, sedativi e farmaci per il dolore neuropatico richiedono scelta e monitoraggio individuali perché sedazione, stipsi e accumulo possono precipitare o mascherare l’encefalopatia.

Quanto si vive con una cirrosi scompensata?

Non è possibile ricavare una data da un solo sintomo o punteggio. MELD, Child-Pugh, funzione renale, infezioni, fragilità, sarcopenia, frequenza degli scompensi, risposta alla terapia e possibilità di trapianto aiutano a costruire scenari, ma la traiettoria individuale resta variabile e può includere recuperi o recompensazione.

Quando serve una valutazione urgente?

Vomito con sangue o feci nere, difficoltà a svegliare la persona, perdita di coscienza, convulsioni, svenimento o grave difficoltà respiratoria richiedono assistenza in emergenza. Anche nuova confusione, febbre o dolore addominale con ascite, marcata riduzione delle urine o rapido peggioramento generale richiedono una valutazione urgente secondo il piano clinico disponibile.

Responsabilità clinico-editoriale

Dr. Francesco Paolo De Lucia

Medico - Chirurgo, perfezionato in Medicina e Cure Palliative - Terapia del Dolore. Il contenuto integra controllo dei sintomi, assistenza al caregiver e pianificazione; non sostituisce la valutazione epatologica, infettivologica, nefrologica o trapiantologica.

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Fonti scientifiche e istituzionali

Revisione sostanziale del 21 agosto 2026. Il testo è stato confrontato con linee guida e documenti primari; indicazioni, disponibilità dei servizi e appropriatezza dei trattamenti dipendono dal caso clinico.

  1. Bajaj JS, et al. ACG Clinical Guideline: Hepatic Encephalopathy. Am J Gastroenterol. 2026;121:588-618. DOI 10.14309/ajg.0000000000003899.
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  3. Rogal SS, et al. AASLD Practice Guidance: Palliative care and symptom-based management in decompensated cirrhosis. Hepatology. 2022. DOI 10.1002/hep.32378.
  4. Orman ES, et al. AGA Clinical Practice Update on the Management of Ascites, Volume Overload, and Hyponatremia in Cirrhosis. Gastroenterology. 2025. DOI 10.1053/j.gastro.2025.08.029.
  5. Biggins SW, et al. AASLD Practice Guidance: ascites, spontaneous bacterial peritonitis and hepatorenal syndrome. Hepatology. 2021. DOI 10.1002/hep.31884.
  6. Nadim MK, et al. ADQI/ICA consensus on acute kidney injury and hepatorenal syndrome in cirrhosis. J Hepatol. 2024;81:163-183. DOI 10.1016/j.jhep.2024.03.031.
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  8. Lai JC, et al. AASLD Practice Guidance on malnutrition, frailty, and sarcopenia in patients with cirrhosis. Hepatology. 2021. DOI 10.1002/hep.32049.
  9. Plauth M, et al. ESPEN practical guideline: Clinical nutrition in liver disease. Clin Nutr. 2021. DOI 10.1016/j.clnu.2020.09.001.
  10. de Franchis R, et al. Baveno VII: Renewing consensus in portal hypertension. J Hepatol. 2022. DOI 10.1016/j.jhep.2021.12.022.
  11. Haire E, et al. Supportive and palliative care needs in advanced non-malignant liver disease: systematic review. BMJ Support Palliat Care. 2024. DOI 10.1136/spcare-2024-004785.
  12. Legge 22 dicembre 2017, n. 219. Consenso informato, DAT e pianificazione condivisa delle cure. Gazzetta Ufficiale.
  13. Legge 15 marzo 2010, n. 38. Accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. Gazzetta Ufficiale.
  14. Verma S, et al. EASL position paper on palliative care in advanced chronic liver disease. JHEP Reports. 2026;8:101686. DOI 10.1016/j.jhepr.2025.101686.
  15. Dove L, et al. AASLD/AST Practice Guideline on adult liver transplantation: candidate evaluation. Hepatology. 2026;83:1609-1645. DOI 10.1097/HEP.0000000000001644.
Informazione e sicurezza

Queste informazioni non sostituiscono una valutazione medica. In caso di grave emergenza improvvisa e in assenza di un diverso piano palliativo condiviso, contatti il servizio di emergenza.

Un primo orientamento

Confusione, ascite o debolezza stanno rendendo difficile l’assistenza?

Se il paziente si trova in Campania, una valutazione palliativistica domiciliare può integrare epatologo e medico curante per rivedere sintomi, sicurezza dei farmaci, stato cognitivo, funzione renale, bisogni del caregiver e piano delle crisi.

Richieda una valutazione palliativisticaChiami il 328 302 5659Messaggi non monitorati in tempo reale. Questo contatto non è un servizio di emergenza.