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Grandi insufficienze d’organo avanzate: quando integrare le cure palliative

Cuore, polmoni, reni, fegato e malattie neurologiche seguono traiettorie diverse. Le cure palliative si integrano con gli specialisti quando sintomi, crisi, decisioni o carico assistenziale richiedono un piano più ampio.

Persona con malattia cronica avanzata e caregiver durante un colloquio di pianificazione con una professionista sanitaria

Illustrazione editoriale di un colloquio di pianificazione nelle malattie croniche avanzate; non rappresenta una diagnosi, una prognosi né una persona reale.

Guida 2026 per pazienti, caregiver e professionisti · cuore, polmoni, reni, fegato e malattie neurologiche

In sintesi

Prima di applicare indicatori specifici a cuore, polmoni, reni, fegato o sistema neurologico, è utile distinguere case finding, valutazione dei bisogni e prognosi. Approfondisca il metodo per identificare i bisogni palliativi.

Le cure palliative si integrano in base ai bisogni, non quando “non c’è più nulla da fare”

Le grandi insufficienze d’organo comprendono percorsi diversi: scompenso cardiaco, BPCO o interstiziopatie avanzate, malattia renale cronica severa, cirrosi scompensata e malattie neurologiche progressive. Possono causare dispnea, dolore, stanchezza, prurito, nausea, confusione, perdita di autonomia e crisi ripetute. Le cure palliative non sostituiscono cardiologia, pneumologia, nefrologia, epatologia o neurologia: aggiungono controllo dei sintomi, comunicazione, sostegno al caregiver e pianificazione mentre proseguono i trattamenti utili.12

Il momento giusto non dipende da un singolo valore o da una previsione di vita breve. Una valutazione diventa utile quando esistono bisogni non soddisfatti: sintomi persistenti, declino funzionale, ricoveri o riacutizzazioni ripetuti, decisioni difficili, forte incertezza o un caregiver che non riesce più a sostenere da solo il carico dell’assistenza.

Prima la sicurezza

Una riacutizzazione non va attribuita automaticamente alla malattia cronica

Chiami il 112/118, salvo un diverso piano di crisi già concordato e immediatamente attivabile, in caso di grave difficoltà respiratoria o colorito bluastro, dolore toracico nuovo o intenso, perdita di coscienza, segni improvvisi compatibili con ictus, convulsione prolungata, vomito con sangue, feci nere associate a malessere, emorragia importante o rapido collasso.

Richieda una valutazione clinica urgente o nella stessa giornata per dispnea nettamente peggiore, nuova confusione o sonnolenza, febbre con deterioramento, marcata riduzione delle urine, rapido aumento di edemi o addome, incapacità di assumere i farmaci, ripetute cadute o riduzione improvvisa della forza. Infezioni, ischemia, aritmie, tromboembolia, sanguinamento, disidratazione, danno renale acuto, effetti dei farmaci e squilibri metabolici possono essere trattabili.

Non aumenti autonomamente diuretici, ossigeno, oppioidi, sedativi, lassativi o farmaci per la pressione: lo stesso sintomo può avere cause diverse e una modifica non controllata può peggiorare un altro organo.

Una famiglia di percorsi, non una diagnosi unica

Che cosa significa “grande insufficienza d’organo”

L’espressione indica una malattia cronica progressiva nella quale un organo o un sistema non riesce più a mantenere stabilmente la propria funzione, nonostante cure appropriate. “End-stage” viene talvolta usato per descrivere la fase più avanzata, ma può essere fuorviante se viene tradotto automaticamente come “ultimi giorni”. Una persona può vivere ancora a lungo, alternando stabilità, crisi e recuperi parziali.

Non va confusa con l’insufficienza multiorgano acuta della terapia intensiva, nella quale più sistemi falliscono rapidamente durante sepsi, shock o altre condizioni critiche. Questa guida riguarda soprattutto malattie croniche evolutive e le loro riacutizzazioni.

Tabella: Grandi insufficienze d’organo avanzate: quando integrare le cure palliative
AreaEsempiProblemi che possono emergereDecisioni frequenti
CuoreScompenso cardiaco avanzato, cardiomiopatie, valvulopatie non correggibili.Dispnea, congestione, fatica, dolore, sincope, ricoveri.Farmaci, dispositivi, inotropi, assistenza meccanica, trapianto, luogo di cura.
PolmoniBPCO avanzata, fibrosi e altre interstiziopatie, insufficienza respiratoria cronica.Dispnea, tosse, secrezioni, panico, ridotta mobilità, riacutizzazioni.Ossigeno, ventilazione non invasiva, intubazione, riabilitazione, piano delle crisi.
ReniMalattia renale cronica G5, insufficienza renale con elevato carico di comorbilità.Prurito, nausea, edema, fatica, dolore, disturbi del sonno e cognitivi.Dialisi, gestione conservativa, prova a tempo, accessi, sospensione condivisa.
FegatoCirrosi scompensata, insufficienza epatica avanzata.Ascite, encefalopatia, sanguinamento, prurito, sarcopenia, danno renale.Paracentesi, TIPS, trapianto, gestione delle recidive, luogo di cura.
Sistema neurologicoSLA e altre malattie del motoneurone, Parkinsonismi, sclerosi multipla, demenze.Debolezza, disfagia, comunicazione, dolore, spasticità, respiro, cognizione.Ventilazione, gastrostomia, ausili, rappresentanza, assistenza continuativa.

La diagnosi da sola non stabilisce la necessità di cure palliative specialistiche. Due persone con lo stesso stadio possono avere sintomi, funzione, supporto familiare e preferenze molto diversi. Il criterio più corretto è la complessità reale del bisogno.

Crisi, recuperi parziali e nuove fragilità

Perché queste malattie sono difficili da prevedere

Nelle insufficienze d’organo la perdita di funzione non segue sempre una discesa lineare. Una riacutizzazione può sembrare terminale e poi rispondere al trattamento; un’altra crisi, apparentemente simile, può lasciare una riduzione permanente di autonomia. Ogni ricovero può abbassare il livello dal quale la persona riparte.

Questa incertezza produce due rischi opposti. Il primo è rimandare ogni conversazione perché “potrebbe riprendersi”; il secondo è interpretare ogni peggioramento come irreversibile e trascurare cause trattabili. Il metodo palliativo tiene insieme entrambe le possibilità: tratta ciò che può migliorare e prepara contemporaneamente un piano se il recupero fosse incompleto.

Fase relativamente stabile

Si ottimizzano le terapie, la funzione possibile, nutrizione, riabilitazione e prevenzione delle crisi. È anche il momento migliore per capire valori, priorità e persone di fiducia.

Fase di crisi

Si cercano cause reversibili, si rivalutano proporzionalità e setting e si comunica che esistono scenari diversi, evitando promesse o conclusioni premature.

Fase di declino avanzato

Quando il beneficio dei trattamenti si riduce o il carico cresce, il piano può dare più peso al sollievo e al luogo di cura, continuando ciò che aiuta davvero la persona.

Bisogni, non una soglia unica

Quando integrare una valutazione palliativa

Le raccomandazioni contemporanee per scompenso cardiaco e malattie respiratorie avanzate spostano l’attenzione dalla sola prognosi a una valutazione olistica dei bisogni. Sintomi, qualità di vita, distress psicologico o esistenziale, carico sociale e difficoltà del caregiver vanno cercati in modo sistematico.56

Tabella: Grandi insufficienze d’organo avanzate: quando integrare le cure palliative
SegnaleDomanda clinicaContributo possibile
Sintomi persistentiDispnea, dolore, nausea, prurito, stanchezza, insonnia o ansia restano importanti?Valutazione multidimensionale, cause trattabili, prove terapeutiche e rivalutazione.
Funzione in caloLa persona cammina meno, cade, dipende di più o recupera sempre meno dopo le crisi?Obiettivi realistici, riabilitazione possibile, ausili e prevenzione del disagio.
Crisi ripetuteAccessi urgenti, ricoveri o terapie di salvataggio si ripetono senza un piano?Istruzioni scritte, contatti, soglie per domicilio e ospedale.
Decisioni complesseSi discute di ventilazione, dialisi, dispositivi, TIPS, trapianto o nutrizione?Informazione comprensibile, valori, scenari e proporzionalità.
Polifarmacia e più organi coinvoltiUna terapia utile per un organo sta creando rischi per un altro?Riconciliazione, priorità e monitoraggio coordinato.
Caregiver in difficoltàInsonnia, paura, conflitto o impossibilità pratica rendono fragile l’assistenza?Sostegno, formazione, sollievo e revisione del setting.

Gli strumenti di identificazione possono aiutare a non dimenticare un bisogno, ma non devono trasformarsi in una certificazione di terminalità. La domanda utile non è soltanto “quanto tempo rimane?”, ma anche “che cosa è difficile oggi e quale crisi dobbiamo preparare?”.

Cuore

Scompenso cardiaco: cure cardiologiche e palliative nello stesso percorso

Nello scompenso avanzato dispnea, ortopnea, edemi, dolore, fatica, insonnia e depressione possono persistere anche con una terapia cardiologica ottimizzata. La frazione di eiezione non descrive da sola il vissuto: una persona con funzione sistolica conservata può avere sintomi e ricoveri importanti, mentre un valore molto ridotto non definisce automaticamente una fase terminale.

Il position paper della Heart Failure Association dell’ESC raccomanda un approccio palliativo precoce e complementare alle terapie basate sulle linee guida. La valutazione specialistica diventa particolarmente utile davanti a sintomi complessi o refrattari, grave compromissione della qualità di vita, ricoveri ripetuti, fragilità, peggioramento renale, intolleranza ai farmaci o decisioni su defibrillatore, assistenza ventricolare, inotropi e trapianto.5

Un defibrillatore impiantabile, un pacemaker e un dispositivo di resincronizzazione hanno funzioni diverse. Parlare in anticipo di possibili modifiche future non significa spegnere automaticamente il dispositivo: richiede competenza cardiologica, consenso, documentazione e distinzione fra terapia antitachicardica e stimolazione. La guida dedicata approfondisce quando integrare le cure palliative nello scompenso cardiaco avanzato.

Polmoni

BPCO, interstiziopatie e insufficienza respiratoria: la dispnea è più di un numero

La dispnea nasce dall’interazione fra malattia respiratoria, sforzo, debolezza, comorbilità cardiache, anemia, ansia, ambiente e significato attribuito alla crisi. Saturazione e spirometria sono importanti, ma non misurano da sole la sofferenza né il carico del caregiver.

La linea guida ERS sulle cure palliative nella BPCO e nelle interstiziopatie raccomanda di considerarle quando una valutazione olistica identifica bisogni fisici, psicologici, sociali o esistenziali; di sostenere anche i caregiver; di offrire pianificazione anticipata secondo le preferenze; e di integrarle con le cure respiratorie ordinarie. Le raccomandazioni non richiedono una soglia isolata di FEV1 o una previsione di morte a breve.6

Broncodilatatori, trattamento delle riacutizzazioni, riabilitazione, tecniche respiratorie, ventilazione e ossigeno mantengono le proprie indicazioni. L’ossigeno corregge l’ipossiemia quando indicato, ma non è un ansiolitico universale e non sempre riduce la dispnea non ipossiemica. Ventilazione non invasiva e intubazione possono offrire benefici o un carico molto diverso a seconda di reversibilità, tolleranza e obiettivi: è meglio discuterne prima di una crisi. Per le misure pratiche consulti la guida sulla dispnea nelle cure palliative a domicilio.

Reni

Malattia renale avanzata: dialisi, gestione conservativa e cure palliative

La malattia renale cronica avanzata può provocare prurito, nausea, perdita di appetito, dolore, edema, disturbi del sonno, crampi, stanchezza e difficoltà cognitive. Il peso dei sintomi non è proporzionale in modo perfetto all’eGFR. Infezioni, disidratazione, ostruzione, farmaci e danno renale acuto sovrapposto vanno cercati prima di attribuire ogni peggioramento all’uremia.

La dialisi è un trattamento sostitutivo che può prolungare la vita e ridurre alcuni problemi, ma comporta accessi, sedute, vincoli e rischi. Non è incompatibile con le cure palliative. Per alcune persone molto fragili o con comorbilità severe può essere discussa una gestione conservativa globale: controllo attivo dei sintomi e delle complicanze, supporto nutrizionale e psicosociale, pianificazione e assistenza di fine vita quando necessaria. Non equivale a “non fare nulla”.

KDIGO sottolinea una cura centrata sulla persona, la valutazione del rischio, la revisione dei farmaci e decisioni condivise lungo il percorso della malattia renale.7 Avvio, prova a tempo o sospensione della dialisi richiedono nefrologia, informazioni su benefici realistici e carico, valori della persona e un piano per ciò che accadrebbe in ciascuno scenario. Analgesici, sedativi e altri farmaci devono essere adattati alla funzione renale; la guida su oppioidi e insufficienza renale o epatica spiega perché non esistono sostituzioni automatiche.

Fegato

Cirrosi scompensata: il supporto palliativo non esclude TIPS o trapianto

Ascite, encefalopatia, sanguinamento da ipertensione portale, infezioni e danno renale segnano lo scompenso, ma non significano automaticamente fase terminale. Una causa precipitante può essere reversibile; TIPS e trapianto restano opzioni per persone selezionate. Nel frattempo, sintomi, sarcopenia, incertezza e carico familiare richiedono attenzione.

La guidance AASLD riconosce che le cure palliative possono essere considerate in qualunque fase della cirrosi e procedere insieme alle cure dirette alla malattia e alla valutazione trapiantologica.8 Una nuova confusione non va attribuita automaticamente all’encefalopatia: infezione, sanguinamento, disidratazione, danno renale, farmaci e cause neurologiche devono essere valutati. La guida completa su cirrosi avanzata, encefalopatia e cure palliative approfondisce urgenze, nutrizione, TIPS e trapianto.

Sistema neurologico

SLA, Parkinsonismi, sclerosi multipla e demenze richiedono piani diversi

Riunire queste condizioni sotto l’etichetta “neurologiche” non deve cancellarne le differenze. Nella SLA possono cambiare rapidamente forza, respiro, deglutizione e comunicazione mentre la cognizione può restare conservata. Nei Parkinsonismi sono frequenti fluttuazioni motorie, disfagia, cadute, ipotensione e disturbi neuropsichiatrici. Nella sclerosi multipla avanzata possono dominare spasticità, dolore, infezioni e dipendenza; nelle demenze la capacità di comunicare e decidere può ridursi molto prima di altri problemi.

NICE raccomanda per le malattie del motoneurone un’équipe multidisciplinare con competenza palliativa, discussioni sensibili e tempestive, supporto alla comunicazione e pianificazione anticipata, soprattutto prima che comunicazione, cognizione o capacità possano peggiorare. Ventilazione non invasiva e gastrostomia vanno discusse per indicazioni, benefici, limiti e preferenze, non presentate come simboli di accanimento o di abbandono.9

Per approfondire sono disponibili le guide sulle cure palliative nelle malattie neurodegenerative, sul Parkinson avanzato e cure palliative, sulla sclerosi laterale amiotrofica e sulle cure palliative nella demenza.

La regola, non l’eccezione

Quando più organi e più terapie si condizionano a vicenda

Nella pratica, le insufficienze d’organo raramente restano isolate. Scompenso cardiaco e malattia renale formano una sindrome cardiorenale; la cirrosi può associarsi a danno renale e alterazioni circolatorie; BPCO, cardiopatia, fragilità e malnutrizione spesso coesistono. Una terapia utile per un problema può peggiorarne un altro: diuretici e restrizioni possono alterare pressione o funzione renale; sedativi possono peggiorare ventilazione o cognizione; antinfiammatori possono aumentare rischio renale, ritenzione e sanguinamento.

Per questo il piano non può essere la somma di prescrizioni indipendenti. Serve stabilire chi coordina, quali obiettivi hanno priorità, quali parametri monitorare, quale beneficio si attende da ogni farmaco e che cosa fare se il risultato non arriva. La riconciliazione terapeutica dopo ogni dimissione è un intervento di sicurezza.

Una revisione integrata dovrebbe chiedere

  • quali sintomi limitano davvero la giornata della persona;
  • quali farmaci hanno ancora un beneficio presente o futuro plausibile;
  • quali interazioni, duplicazioni o dosi non sono più compatibili con rene e fegato;
  • quali controlli e spostamenti producono un beneficio proporzionato;
  • chi risponde durante una crisi e chi aggiorna il piano complessivo;
  • che cosa è sostenibile per il caregiver, non soltanto tecnicamente possibile.

Stesso sintomo, cause e rischi diversi

Controllo dei sintomi senza protocolli automatici

Dispnea, dolore, nausea, stanchezza, insonnia, ansia e confusione attraversano tutte le insufficienze d’organo, ma non possono essere trattati con una ricetta identica. La dispnea può dipendere da congestione, broncospasmo, infezione, versamento, anemia, embolia, debolezza o ansia. La sonnolenza può riflettere ipercapnia, uremia, encefalopatia epatica, delirium, farmaci o progressione neurologica.

Il primo passaggio è descrivere che cosa è cambiato, in quanto tempo e rispetto a quale livello abituale. Seguono ricerca delle cause, trattamento proporzionato e rivalutazione. Gli interventi non farmacologici — posizione, ventilazione dell’ambiente, conservazione dell’energia, supporto alla comunicazione, cura della bocca, routine e ausili — possono ridurre il disagio, ma non devono ritardare la valutazione di un’urgenza.

La linea guida ERS 2024 sulla gestione dei sintomi respiratori mostra anche quanto l’evidenza possa essere incerta: sostiene servizi multicomponente, tecniche respiratorie e ventaglio portatile con raccomandazioni condizionali, mentre invita a non trasformare l’uso degli oppioidi nella dispnea respiratoria cronica in un automatismo. La decisione richiede selezione, monitoraggio e considerazione di rene, fegato, ventilazione e farmaci associati.10

Scenari, non scadenze

Come parlare di prognosi senza falsa precisione

NYHA, ricoveri, parametri emodinamici, FEV1, necessità di ossigeno o ventilazione, eGFR, rischio di insufficienza renale, MELD, fragilità e scale neurologiche forniscono informazioni utili. Nessuno di questi dati, isolato, determina la data della morte o l’appropriatezza delle cure palliative.

È più affidabile integrare andamento nel tempo, intensità dei sintomi, funzione, nutrizione, comorbilità, frequenza delle crisi, recupero dopo ciascuna crisi e preferenze. Gli strumenti come SPICT o la “surprise question” possono funzionare da promemoria per una valutazione, non da test diagnostici né da criteri di esclusione.

La comunicazione per scenari distingue ciò che è più probabile, ciò che è possibile e ciò che bisogna preparare se la situazione peggiora. Ogni prognosi deve essere riveduta dopo un ricovero, una perdita di autonomia o un cambiamento terapeutico importante. La guida sulla valutazione prognostica nelle cure palliative approfondisce limiti e uso clinico degli strumenti.

Preparare, documentare, rivedere

Consenso, DAT e pianificazione condivisa delle cure

Le decisioni più difficili non dovrebbero iniziare quando la persona è confusa, ipossica o instabile. È utile discutere in anticipo che cosa considera una vita accettabile, quali trattamenti sarebbe disposta a provare, quali carichi ritiene eccessivi, chi vorrebbe coinvolgere e chi dovrebbe rappresentarla se perdesse capacità.

In Italia la legge 219/2017 disciplina consenso informato, rifiuto e revoca dei trattamenti, disposizioni anticipate di trattamento e pianificazione condivisa delle cure davanti a una patologia cronica e invalidante o a evoluzione inarrestabile con prognosi infausta. La pianificazione documentata vincola medico ed équipe quando il paziente non possa più esprimersi, può essere aggiornata e non equivale a un rifiuto globale di ogni cura.4

Ventilazione, dialisi, nutrizione artificiale, rianimazione, ricoveri e dispositivi sono trattamenti diversi: accettarne o rifiutarne uno non decide automaticamente gli altri. Anche dopo un rifiuto o una sospensione restano dovuti terapia del dolore, cure palliative, assistenza e sostegno. La legge 38/2010 tutela l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore anche per patologie croniche e degenerative.3

Dalla teoria all’assistenza quotidiana

Un piano domiciliare deve dire chi fa che cosa

Il domicilio può offrire continuità e ridurre spostamenti, ma non è sempre il luogo più sicuro. La sostenibilità dipende da sintomi, stabilità, reperibilità, disponibilità di farmaci e ausili, competenze dell’équipe e possibilità reale del caregiver. Ospedale, ambulatorio, domicilio, struttura e hospice sono setting complementari, non una graduatoria morale.

Documenti e informazioni utili

  • diagnosi, lettere di dimissione e specialisti di riferimento;
  • elenco aggiornato di farmaci, dosi, allergie e ultime modifiche;
  • funzione abituale, ossigeno o dispositivi e parametri da controllare;
  • piano delle crisi, numeri diurni e fuori orario;
  • DAT, pianificazione, fiduciario o rappresentante quando presenti.

Domande da chiarire prima della dimissione

  • quale peggioramento richiede una telefonata e quale il 112/118;
  • quali farmaci possono essere assunti al bisogno e con quali limiti prescritti;
  • chi controlla funzione renale, elettroliti, peso o altri parametri;
  • che cosa fare se la persona non riesce a deglutire o usare i dispositivi;
  • quando domicilio e carico del caregiver non sono più sostenibili.

Il Ministero della Salute descrive la Rete di Cure Palliative come un sistema ospedaliero, ambulatoriale, domiciliare e hospice rivolto a malati di ogni età e non limitato alla fase terminale. L’accesso concreto passa attraverso i servizi territoriali e regionali disponibili, il medico curante e le équipe di riferimento.2

Valutazione domiciliare in Campania · dopo avere escluso un’urgenza

Serve un piano unico tra sintomi, farmaci, specialisti e caregiver?

Per pazienti che si trovano in Campania può essere valutata una visita palliativistica domiciliare per rivedere sintomi, polifarmacia, rischi a casa, obiettivi e piano delle crisi, in coordinamento con medico curante e specialisti già coinvolti.

Richieda una valutazione palliativistica

Il contatto non è monitorato in tempo reale, non sostituisce gli specialisti d’organo e non è un servizio di emergenza. Nel primo messaggio indichi solo comune, età della persona, problema principale e servizio richiesto. Eventuali dettagli clinici o referti saranno richiesti in seguito, se necessari.

Domande frequenti

Dubbi comuni sulle grandi insufficienze d’organo

Che cosa sono le grandi insufficienze d’organo?

Sono malattie croniche progressive nelle quali cuore, polmoni, reni, fegato o sistema neurologico non riescono più a garantire stabilmente le funzioni necessarie nonostante le terapie. Il termine descrive un percorso clinico, non una diagnosi unica e non coincide con l’insufficienza multiorgano acuta della terapia intensiva.

End-stage significa che la morte è imminente?

No. Indica una fase avanzata, ma la traiettoria può includere riacutizzazioni, recuperi parziali e periodi di stabilità. Nessun singolo valore, stadio o ricovero permette di stabilire da solo quanto tempo rimane; sintomi, funzione, fragilità, crisi e risposta alle cure devono essere letti insieme.

Le cure palliative fanno interrompere cardiologia, pneumologia, nefrologia, epatologia o neurologia?

No. Si integrano con le cure specialistiche e con i trattamenti diretti alla malattia. Aiutano a controllare i sintomi, sostenere il caregiver, coordinare il percorso e preparare decisioni future; l’eventuale modifica di un trattamento dipende da beneficio, rischi, obiettivi e volontà della persona, non dall’ingresso in cure palliative.

Qual è il momento giusto per una valutazione palliativa?

Quando compaiono bisogni non soddisfatti: dispnea, dolore o altri sintomi difficili; autonomia in calo; crisi o ricoveri ripetuti; decisioni complesse su dispositivi, ventilazione, dialisi, TIPS, nutrizione o luogo di cura; forte incertezza; oppure sovraccarico del caregiver. Non occorre attendere una prognosi breve.

La dialisi è incompatibile con le cure palliative?

No. Le cure palliative possono affiancare la dialisi per sintomi, decisioni e qualità di vita. Anche la gestione conservativa della malattia renale è un percorso attivo e pianificato, non abbandono; la scelta tra opzioni richiede valutazione nefrologica e decisione condivisa.

Si possono ricevere cure palliative mentre si è candidati a trapianto?

Sì. Il supporto palliativo non determina da solo l’eleggibilità a trapianto di cuore, polmone, rene o fegato. Può accompagnare valutazione e lista d’attesa, affrontando sintomi, comunicazione e possibili scenari se il trapianto non fosse disponibile o il quadro cambiasse.

Un punteggio o una soglia possono decidere da soli l’accesso alle cure palliative?

No. NYHA, funzione respiratoria, eGFR, MELD, scale neurologiche e strumenti di identificazione possono ordinare le informazioni, ma non devono diventare cancelli automatici. Le linee guida moderne privilegiano una valutazione multidimensionale basata sui bisogni.

Che cosa dovrebbe contenere un piano per le crisi a domicilio?

Dovrebbe indicare sintomi e parametri da osservare, farmaci da assumere soltanto come prescritti, contatti diurni e fuori orario, segnali che richiedono il 112/118 o l’ospedale, preferenze già condivise e ruolo del caregiver. Il piano deve essere scritto, accessibile e aggiornato dopo ogni cambiamento importante.

Quando bisogna chiamare il 112/118?

In assenza di un diverso piano clinico immediatamente attivabile, sono emergenze la grave difficoltà respiratoria o il colorito bluastro, il dolore toracico nuovo o intenso, la perdita di coscienza, i segni improvvisi di ictus, una convulsione prolungata, il vomito con sangue, le feci nere con malessere, un’emorragia importante o un rapido collasso. In caso di dubbio non si attenda una risposta online.

Responsabilità clinico-editoriale

Dr. Francesco Paolo De Lucia

Medico - Chirurgo, perfezionato in Medicina e Cure Palliative - Terapia del Dolore. Il contenuto integra principi trasversali e raccomandazioni d’organo; non sostituisce la valutazione cardiologica, pneumologica, nefrologica, epatologica, neurologica o trapiantologica.

Consulti il metodo editoriale e di aggiornamento

Fonti scientifiche e istituzionali

Revisione sostanziale del 21 agosto 2026. Sono state privilegiate fonti istituzionali, linee guida e documenti ufficiali delle società scientifiche. Raccomandazioni e servizi devono essere adattati alla persona e al contesto italiano.

  1. World Health Organization. Palliative care. Definizione, integrazione precoce e patologie non oncologiche.
  2. Ministero della Salute. Rete delle Cure Palliative. Aggiornato il 14 gennaio 2025.
  3. Legge 15 marzo 2010, n. 38. Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore.
  4. Legge 22 dicembre 2017, n. 219. Consenso informato, DAT e pianificazione condivisa delle cure.
  5. Hill L, et al. Integration of a Palliative Approach into Heart Failure Care: ESC Heart Failure Association Position Paper. Eur J Heart Fail. 2020;22:2327-2339. DOI 10.1002/ejhf.1994.
  6. Janssen DJA, et al. European Respiratory Society clinical practice guideline: palliative care for people with COPD or interstitial lung disease. Eur Respir J. 2023;62:2202014. DOI 10.1183/13993003.02014-2022.
  7. KDIGO 2024 Clinical Practice Guideline for the Evaluation and Management of Chronic Kidney Disease. Kidney Int. 2024;105(Suppl 4S):S117-S314. DOI 10.1016/j.kint.2023.10.018.
  8. Rogal SS, et al. AASLD Practice Guidance: palliative care and symptom-based management in decompensated cirrhosis. Hepatology. 2022. DOI 10.1002/hep.32378.
  9. NICE. Motor neurone disease: assessment and management, NG42. Raccomandazioni su équipe multidisciplinare, comunicazione, ventilazione, nutrizione e pianificazione.
  10. Holland AE, et al. European Respiratory Society clinical practice guideline on symptom management for adults with serious respiratory illness. Eur Respir J. 2024;63:2400335. DOI 10.1183/13993003.00335-2024.
  11. SIAARTI e società scientifiche. Grandi insufficienze d’organo “end stage”: cure intensive o cure palliative? Documento di pianificazione delle scelte di cura, 2013; utilizzato come riferimento storico, non come insieme di soglie automatiche.
Informazione e sicurezza

Queste informazioni non sostituiscono una valutazione medica. In caso di grave emergenza improvvisa e in assenza di un diverso piano palliativo condiviso, contatti il servizio di emergenza.

Un primo orientamento

Sintomi, crisi o decisioni stanno rendendo difficile coordinare l’assistenza?

Se la persona si trova in Campania, una valutazione palliativistica può integrare medico curante e specialisti per rivedere sintomi, farmaci, rischi a domicilio, obiettivi di cura e bisogni del caregiver.

Richieda una valutazione palliativisticaChiami il 328 302 5659Messaggi non monitorati in tempo reale. Questo contatto non è un servizio di emergenza.