Dispnea nelle cure palliative a domicilio in Campania
Dispnea, fame d'aria e respiro affannoso nel paziente fragile o oncologico. Valutazione palliativistica domiciliare in Campania, cause e trattamenti.

La dispnea o la fame d’aria richiedono una valutazione?
Nel primo messaggio indichi solo comune, età della persona, problema principale e servizio richiesto. Eventuali dettagli clinici o referti saranno richiesti in seguito, se necessari.
Capisca quale percorso può essere indicato Attività valutabile in Campania secondo quadro clinico, comune e condizioni di sicurezza. Messaggi non monitorati in tempo reale; non è un servizio di emergenza.Fame d’aria · Respiro affannoso · Valutazione domiciliare
Dispnea nelle cure palliative: cosa fare e quando richiedere una valutazione a domicilio
La dispnea è la sensazione di non ricevere abbastanza aria, di dover respirare con fatica o di non riuscire a completare il respiro. Può essere intensa anche con una saturazione apparentemente normale e può dipendere da più cause contemporaneamente.
Il Dr. Francesco Paolo De Lucia valuta a domicilio la dispnea nei pazienti oncologici, fragili o con malattia avanzata e imposta un piano orientato al sollievo, alla causa clinica e agli obiettivi della persona.
La valutazione può comprendere esame clinico, saturazione, revisione dei farmaci, auscultazione, ecografia point-of-care quando indicata e verifica della possibilità di trattamenti o procedure domiciliari.
Il paziente respira peggio del solito?Nel primo messaggio indichi solo comune, età della persona, problema principale e servizio richiesto. Eventuali dettagli clinici o referti saranno richiesti in seguito, se necessari.
Una crisi grave o improvvisa non deve essere gestita aspettando una risposta su WhatsApp.
Scriva su WhatsApp Chiama il 328 302 5659 Cosa fare subito Possibili cause Visita domiciliare Ossigeno Trattamenti Segnali d’allarme Domande frequentiLa dispnea non coincide con una saturazione bassa
La dispnea è un’esperienza soggettiva. Il paziente può descriverla come fame d’aria, oppressione, respiro corto, impossibilità a inspirare a fondo o eccessiva fatica respiratoria. Il saturimetro, invece, stima la quantità di ossigeno trasportata dal sangue periferico.
I due dati sono collegati, ma non equivalenti. Una persona può avere saturazione ridotta e riferire poco disagio; un’altra può avere saturazione normale e vivere una fame d’aria intensa. Per questo il trattamento non può basarsi soltanto su un numero.
Cosa può fare il caregiver nell’attesa di una valutazione
Le misure semplici non sostituiscono il medico, ma possono ridurre il carico respiratorio e il panico mentre si cerca assistenza.
Sollevare il bustoSistemare il paziente seduto o semiseduto, con schiena sostenuta e braccia appoggiate. Evitare di obbligarlo a restare disteso.
Creare aria frescaAprire una finestra o dirigere un piccolo ventilatore verso guance e naso, senza utilizzare un flusso violento.
Ridurre lo sforzoSospendere attività non necessarie, parlare con frasi brevi e predisporre vicino al letto ciò che serve.
Mantenere calmaRestare accanto al paziente, evitare molte persone nella stanza e guidare un’espirazione lenta, senza imporre ritmi faticosi.
Se esiste già un piano prescritto per le crisi, seguire soltanto quelle indicazioni. Non aumentare autonomamente ossigeno, oppioidi, sedativi, diuretici o broncodilatatori e non somministrare farmaci appartenenti ad altri familiari.
Che cos’è realmente la dispnea
La dispnea nasce dall’interazione tra segnali respiratori, lavoro dei muscoli, funzione cardiaca, ossigenazione, anidride carbonica, anemia, stato metabolico e interpretazione del cervello. Ansia e paura possono amplificarla, ma non rendono il sintomo “immaginario”.
Nelle malattie avanzate le cause spesso si sommano. Un paziente può avere, nello stesso momento, versamento pleurico, anemia, debolezza muscolare, secrezioni e panico anticipatorio. Cercare un’unica spiegazione può quindi portare a trattamenti incompleti.
Il primo obiettivo è comprendere se esista una causa modificabile. Il secondo è ridurre la sofferenza anche quando la malattia di base non può essere corretta completamente.
Perché un paziente può respirare male
Cause polmonariTumore, polmonite, BPCO, broncospasmo, atelettasia, fibrosi, embolia polmonare o riduzione della capacità respiratoria.
Versamento pleuricoIl liquido tra polmone e parete toracica può limitare l’espansione e provocare affanno, peso toracico e ridotta tolleranza allo sforzo.
Cause cardiacheScompenso, congestione, edema polmonare, aritmie o ischemia possono produrre affanno, ortopnea, stanchezza ed edemi.
Anemia e alterazioni metabolicheRiduzione dell’emoglobina, febbre, infezione, insufficienza renale, acidosi e squilibri elettrolitici aumentano la richiesta ventilatoria.
Compressione addominaleAscite tesa, distensione intestinale o masse addominali possono limitare il movimento del diaframma e peggiorare il respiro.
Dolore, ansia e debolezzaDolore toracico, panico, decondizionamento e debolezza dei muscoli respiratori possono amplificare il senso di fatica.
Una dispnea nuova e improvvisa richiede un ragionamento diverso da un affanno cronico e stabile. Anche il peggioramento rapido di un sintomo già noto può indicare un evento acuto sovrapposto.
Come viene valutata la dispnea a domicilio
La visita non consiste soltanto nel misurare la saturazione. Il medico ricostruisce l’andamento del sintomo, osserva il paziente e stabilisce quali accertamenti o interventi abbiano una probabilità concreta di cambiare il trattamento.
Intensità percepitaQuando possibile, il paziente descrive fame d’aria, sforzo, oppressione e intensità su una scala semplice.
Andamento temporaleVengono distinti esordio improvviso, peggioramento progressivo, crisi episodiche e dispnea da movimento.
Lavoro respiratorioSi osservano frequenza, profondità, muscoli accessori, postura, capacità di parlare e presenza di rientramenti.
Segni associatiFebbre, tosse, secrezioni, dolore toracico, emottisi, edemi, pallore, delirium e riduzione delle urine orientano la diagnosi.
Saturazione e parametriSaturazione, frequenza cardiaca, pressione e temperatura vengono interpretate insieme alla situazione clinica.
Terapie e obiettiviSi verificano ossigeno, inalatori, diuretici, oppioidi, sedativi, anticoagulanti e obiettivi condivisi delle cure.
Ecografia point-of-care
Quando indicata e tecnicamente fattibile, l’ecografia polmonare e pleurica può contribuire a riconoscere versamento, consolidamenti periferici, pattern interstiziale, alterazioni della dinamica pleurica o altre condizioni utili a orientare il percorso.
L’ecografia non sostituisce automaticamente radiografia, TC, esami ematici o valutazione ospedaliera. Il suo valore consiste nel rispondere a un quesito clinico concreto direttamente al letto del paziente.
Saturazione e sofferenza respiratoria sono due informazioni diverse
Che cosa dice il saturimetro
Il saturimetro stima la percentuale di emoglobina legata all’ossigeno. Il valore può essere alterato da mani fredde, movimento, smalto, scarsa perfusione, tremore e posizionamento non corretto.
Una singola misurazione deve essere confrontata con i valori abituali, il flusso di ossigeno eventualmente prescritto e le condizioni generali del paziente.
Che cosa non dice
Non misura direttamente la fatica dei muscoli respiratori, la quantità di anidride carbonica, l’anemia, il panico, il dolore o la percezione cerebrale di fame d’aria.
Per questo un valore “buono” non autorizza a ignorare una persona che riferisce di soffocare o mostra un evidente aumento del lavoro respiratorio.
Ossigeno: quando può aiutare e quando può non bastare
L’ossigeno tratta l’ipossiemia, non tutte le forme di dispnea. Può essere indicato quando la saturazione è ridotta, quando esiste una prescrizione per una malattia respiratoria specifica o quando una prova controllata produce un beneficio clinico osservabile.
Quando è ragionevole valutarlo
Ipossiemia documentata, precedente ossigenoterapia prescritta, alcune riacutizzazioni respiratorie o cardiache e situazioni in cui il beneficio viene verificato sul paziente.
Flusso, dispositivo, obiettivo e sicurezza devono essere definiti. Nel paziente con rischio di ritenzione di anidride carbonica non è prudente aumentare il flusso senza indicazione clinica.
Quando può non risolvere la fame d’aria
Se la saturazione è normale, il sintomo può dipendere da lavoro respiratorio, debolezza, versamento, ansia, dolore o altre cause. In questi casi più ossigeno non equivale necessariamente a più sollievo.
Cannule, maschere, rumore del concentratore, secchezza e limitazione dei movimenti possono inoltre creare disagio senza un beneficio proporzionato.
L’ossigeno è un farmaco e deve essere utilizzato secondo prescrizione. In casa vanno rispettate rigorosamente le indicazioni di sicurezza: niente fumo, fiamme libere, candele o fonti di calore vicino al sistema.
Come viene trattata la dispnea
Il trattamento può combinare interventi sulla causa, misure non farmacologiche e terapia sintomatica. La proporzione tra questi elementi dipende dalla reversibilità del problema, dalla fase della malattia, dal carico degli accertamenti e dagli obiettivi concordati.
Aria fresca e posizioneBusto sollevato, appoggio delle braccia, ventilatore sul volto e riduzione degli sforzi sono interventi semplici e spesso immediati.
BroncodilatatoriPossono essere utili quando è presente broncospasmo o una malattia ostruttiva con indicazione specifica.
DiureticiVengono considerati quando congestione e scompenso contribuiscono al sintomo, valutando pressione, funzione renale e stato dei liquidi.
Antibiotici o altri trattamenti causaliPossono essere appropriati in infezioni selezionate, se coerenti con obiettivi, probabilità di beneficio e setting di cura.
Gestione di anemia e metabolismoEsami, trasfusione o correzioni mirate vengono valutati quando possono produrre un beneficio proporzionato.
Supporto emotivoSpiegazioni brevi, presenza rassicurante e controllo del panico riducono l’amplificazione della crisi respiratoria.
Oppioidi e dispnea: un impiego selettivo, non automatico
Nelle neoplasie avanzate e nelle cure degli ultimi giorni, oppioidi sistemici a basse dosi possono essere prescritti quando la fame d’aria resta clinicamente rilevante nonostante le misure non farmacologiche e il trattamento delle cause affrontabili.
Che cosa trattanoPossono ridurre la percezione di fame d’aria e rendere il respiro meno angosciante. Non riaprono un bronco e non drenano un versamento.
Come vengono sceltiContano precedente esposizione agli oppioidi, funzione renale, età, fragilità, via disponibile e intensità del sintomo.
Come vengono controllatiSi rivalutano beneficio, sonnolenza, confusione, nausea, stipsi, frequenza respiratoria e necessità di dosi aggiuntive.
Nella dispnea cronica associata a gravi malattie respiratorie non oncologiche, le evidenze sono più controverse. L’impiego non deve essere routinario: richiede selezione del caso, ottimizzazione delle terapie respiratorie e una prova clinica monitorata soltanto quando ritenuta appropriata dal medico.
La morfina non deve essere iniziata copiando la dose utilizzata da un altro paziente. Indicazione, quantità, intervallo, conversione tra vie e terapia di soccorso devono essere prescritti. Particolare prudenza è necessaria in insufficienza renale, fragilità estrema, sonnolenza e uso concomitante di altri sedativi.
Benzodiazepine
Le benzodiazepine non sono il trattamento principale della dispnea. Possono essere considerate quando ansia intensa o panico persistono nonostante gli interventi appropriati, oppure in specifici contesti di fine vita. Anche in questo caso servono indicazione e monitoraggio, perché sedazione, delirium e cadute possono aumentare.
Quando il sollievo può richiedere una procedura
Non tutta la dispnea si controlla aumentando i farmaci. Quando il sintomo deriva da un problema meccanico, un intervento mirato può offrire un beneficio più diretto.
Versamento pleuricoSe il liquido comprime il polmone e contribuisce concretamente all’affanno, può essere indicata una toracentesi ecoguidata.
Toracentesi a domicilio in Campania .
Versamento recidivanteSe il liquido ritorna rapidamente, la strategia può comprendere nuove toracentesi, drenaggio a permanenza o altre opzioni.
Toracentesi o drenaggio nel versamento recidivante .
Ascite tesaUn addome molto disteso può limitare il diaframma, peggiorare il respiro e ridurre la capacità di mangiare o muoversi.
Ascite e paracentesi evacuativa domiciliare .
La presenza di liquido all’ecografia non è, da sola, un’indicazione alla procedura. Bisogna stimare quanto contribuisca al sintomo, la possibilità di drenarlo in sicurezza e la probabilità reale di ottenere un beneficio.
Quando la terapia sottocutanea può essere utile
Disfagia, vomito, sonnolenza, delirium o impossibilità ad assumere compresse possono rendere inaffidabile la via orale. In questi casi, farmaci selezionati per il controllo della dispnea o dei sintomi associati possono essere prescritti per via sottocutanea.
Il piano può prevedere dosi intermittenti, terapia al bisogno o infusione continua. La scelta dipende da intensità, durata, rapidità delle crisi, farmaci già utilizzati e assistenza disponibile a domicilio.
Approfondisci: ipodermoclisi e terapia sottocutanea nelle cure palliative .
Un piano domiciliare per prevenire e gestire le crisi
Riconoscere l’inizioIndividuare i primi segnali, gli orari e le attività che precedono il peggioramento.
Ridurre il caricoPosizione, aria fresca, pause e organizzazione dell’ambiente vengono attivati subito.
Seguire la prescrizioneIl caregiver utilizza soltanto i trattamenti al bisogno indicati nel piano scritto.
Misurare la rispostaSi registra se il sintomo migliora, in quanto tempo e per quanto dura il beneficio.
Chiedere rivalutazioneCrisi più frequenti, dosi extra ripetute o nuovo distress richiedono una revisione del piano.
Il piano deve chiarire chi contattare, quali farmaci utilizzare, l’intervallo minimo, il limite previsto e in quali circostanze attivare i servizi di emergenza. Un generico “somministrare al bisogno” non è un’istruzione sufficiente.
Quando la difficoltà respiratoria richiede assistenza urgente
Una valutazione domiciliare programmabile non sostituisce i servizi di emergenza quando il quadro è grave, improvviso o instabile.
Esordio improvviso e severoComparsa rapida di fame d’aria intensa, soprattutto senza una spiegazione già conosciuta.
Dolore toracico nuovoDolore intenso, oppressivo o associato a sudorazione, pallore, nausea o perdita di coscienza.
Cianosi o alterazione della coscienzaLabbra bluastre, estrema sonnolenza, confusione acuta, sincope o incapacità a rispondere.
Soffocamento o sospetta ostruzioneImpossibilità improvvisa a parlare o tossire efficacemente durante alimentazione o assunzione di farmaci.
Emorragia o sangue con la tosseEmottisi importante, sanguinamento attivo o rapido peggioramento associato a pallore e debolezza.
Piano domiciliare inefficaceIl sintomo resta intollerabile nonostante gli interventi prescritti oppure peggiora rapidamente.
In queste situazioni chiamare il 112 o il 118, salvo che esista un piano di fine vita esplicito, condiviso e immediatamente attivabile con professionisti reperibili. WhatsApp ed email non sono canali di emergenza.
Dispnea nelle ultime giornate di vita
Nelle fasi terminali il ritmo respiratorio può cambiare: pause, respiro irregolare, uso della bocca, riduzione della vigilanza e secrezioni rumorose non significano necessariamente che il paziente percepisca fame d’aria.
Il medico cerca segni di distress: agitazione, espressione di paura, smorfie, tensione muscolare, tachipnea faticosa e tentativi ripetuti di cambiare posizione. Il trattamento viene rivolto alla sofferenza osservata, non soltanto al rumore o all’aspetto del respiro.
Approfondisci: dispnea nel fine vita: cosa fare a domicilio , respiro agonico nel processo di fine vita e rantolo terminale e secrezioni rumorose .
Dispnea refrattaria e sedazione palliativa
Una dispnea viene definita refrattaria quando causa una sofferenza intollerabile e non può essere adeguatamente alleviata con interventi appropriati e proporzionati in un tempo compatibile con le condizioni del paziente.
La sedazione palliativa non è il primo trattamento della dispnea e non coincide con la somministrazione ordinaria di morfina. Può essere considerata nei casi realmente refrattari, dopo valutazione clinica, condivisione, documentazione e monitoraggio proporzionato.
L’obiettivo è ridurre la coscienza quanto necessario per alleviare una sofferenza non controllabile, non accelerare la morte.
Il caregiver non deve affrontare la fame d’aria senza un piano
Assistere una persona che respira male genera paura e porta facilmente a ripetere misurazioni, aumentare l’ossigeno o somministrare farmaci in modo disordinato. Un piano scritto riduce improvvisazione e ritardi.
Conoscere il valore abitualeSaturazione e frequenza devono essere confrontate con la situazione normale del paziente, non con valori generici.
Osservare il pazienteCapacità di parlare, colorito, postura, agitazione e sforzo possono essere più informativi di misurazioni ripetute.
Usare solo prescrizioni chiareFarmaco, dose, intervallo e limite devono essere scritti e compresi prima della crisi.
Registrare le crisiOrario, fattore scatenante, intervento ed effetto aiutano a correggere la terapia di fondo.
Preparare i contattiMedico, infermiere, UCP, guardia medica ed emergenza devono essere facilmente identificabili.
Non assumersi decisioni clinicheIl familiare osserva e applica il piano; non deve diagnosticare né modificare autonomamente la terapia.
Valutazione domiciliare della dispnea in Campania
L’attività è concentrata prioritariamente a Nola, nell’area nolana e nella Città Metropolitana di Napoli. Le richieste provenienti da altre zone vengono valutate in rapporto a distanza, urgenza, stabilità clinica, necessità di ecografia o procedure e rete assistenziale disponibile.
Nola e area nolanaArea principale per valutazione clinica, revisione terapeutica e possibili controlli successivi.
Napoli e provinciaLa fattibilità viene definita in base a località, condizioni del paziente e tipo di intervento necessario.
Altre province campaneCaserta, Avellino, Benevento e Salerno vengono considerate caso per caso, senza garanzia automatica di copertura.
La visita può inserirsi in una più ampia valutazione di cure palliative a domicilio in Campania .
Informazioni che possono essere richieste in seguito
Nel primo messaggio indichi solo comune, età della persona, problema principale e servizio richiesto. Eventuali dettagli clinici o referti saranno richiesti in seguito, se necessari. Gli elementi elencati di seguito saranno richiesti solo se utili alla valutazione.
Comune e accessibilità Località, provincia, piano, ascensore e presenza di un caregiver. Diagnosi principale Malattia oncologica, respiratoria, cardiaca, neurologica o altra condizione avanzata. Inizio del sintomo Indicare se la dispnea è comparsa improvvisamente o sta aumentando da giorni o settimane. Situazione in cui compare A riposo, durante movimento, parlando, mangiando o quando il paziente si distende. Saturazione Valore abituale, valore attuale, presenza di ossigeno e flusso prescritto. Sintomi associati Febbre, dolore toracico, tosse, secrezioni, sangue, edemi, confusione o riduzione delle urine. Terapie assunte Inalatori, ossigeno, diuretici, antibiotici, cortisone, oppioidi, ansiolitici e anticoagulanti. Esami disponibili Referti recenti di radiografia, TC, ecografia, esami ematici o lettere di dimissione. Rete assistenziale Medico curante, oncologo, pneumologo, cardiologo, ADI, UCP o infermiere già coinvolti.Chi esegue la valutazione
Dr. Francesco Paolo De LuciaMedico - Chirurgo, perfezionato in Medicina e Cure Palliative - Terapia del Dolore.
Responsabile Cure Palliative e Terapia del Dolore presso Fondazione Clotilde.
Nella dispnea il compito del medico palliativista non è scegliere tra “curare” e “non curare”. È individuare quali interventi abbiano una probabilità concreta di ridurre la sofferenza senza imporre un carico sproporzionato.
La visita domiciliare integra sintomo, diagnosi, terapie, capacità della famiglia e obiettivi del paziente. Quando necessario, il piano viene coordinato con medico di medicina generale, specialisti, infermieri e servizi territoriali.
Conosci il percorso professionale del Dr. Francesco Paolo De Lucia .
Domande frequenti sulla dispnea
Mio padre dice che soffoca, ma la saturazione è 98%. È possibile?Sì. La dispnea è una percezione soggettiva e non coincide con l’ipossiemia. Il paziente può avere fame d’aria per aumento del lavoro respiratorio, ansia, versamento, anemia, dolore o debolezza anche con una saturazione normale.
L’ossigeno serve sempre quando il paziente respira male?No. È particolarmente utile quando è presente ipossiemia o quando una prova prescritta mostra beneficio. In assenza di ipossiemia, aria fresca, posizione e trattamento della causa possono essere più utili dell’aumento del flusso.
Posso aumentare da solo il flusso dell’ossigeno?Non è prudente. Il flusso deve rispettare la prescrizione, soprattutto nei pazienti con BPCO o rischio di ritenzione di anidride carbonica. Se il valore o il sintomo peggiorano, serve una valutazione.
La morfina per la dispnea fa smettere di respirare?L’obiettivo di dosi iniziali prudenti e titolate è ridurre la fame d’aria, non arrestare il respiro. Il rischio dipende da dose, precedenti terapie, funzione renale, fragilità e sedativi associati. Per questo deve essere prescritta e monitorata.
La morfina è indicata in ogni paziente con fiato corto?No. È necessario distinguere la causa e la malattia di base. Nelle neoplasie avanzate e nel fine vita può essere considerata per dispnea persistente; nelle malattie respiratorie croniche non oncologiche l’impiego è più controverso e non deve essere automatico.
Un piccolo ventilatore può davvero aiutare?Sì. Un flusso delicato di aria fresca verso il viso può ridurre la percezione della fame d’aria in alcuni pazienti. È una misura semplice da associare a posizione e riduzione dello sforzo.
Come capisco se la dispnea dipende da un versamento pleurico?Può esserci affanno progressivo, senso di peso toracico, ridotta tolleranza allo sforzo o peggioramento in alcune posizioni. La diagnosi richiede visita e imaging, spesso ecografia toracica.
Se c’è un versamento bisogna sempre fare la toracentesi?No. Conta quanto il liquido contribuisce al sintomo, la sua quantità e distribuzione, la sicurezza della procedura e la probabilità di ottenere sollievo. Un piccolo versamento può non essere la causa principale della dispnea.
La dispnea può essere curata completamente?Dipende dalla causa. In alcuni casi può migliorare molto trattando infezione, broncospasmo, congestione, anemia o versamento. Quando la malattia non è reversibile, è comunque spesso possibile ridurre intensità, paura e frequenza delle crisi.
Serve necessariamente andare in Pronto Soccorso?Non sempre. Una dispnea cronica o progressiva in un paziente stabile può essere valutata a domicilio. Esordio improvviso severo, cianosi, perdita di coscienza, dolore toracico importante, soffocamento o rapido deterioramento richiedono invece assistenza urgente.
La visita domiciliare può evitare il ricovero?Può consentire di chiarire il problema e trattare a casa alcuni casi selezionati, ma non può garantire che il ricovero non sia necessario. La priorità è scegliere il setting più sicuro e proporzionato.
Respirare con la bocca aperta significa che il paziente sta soffocando?Non necessariamente. Può dipendere da debolezza, sonnolenza, naso ostruito o cambiamenti del respiro nelle fasi avanzate. Bisogna osservare eventuali segni di distress, agitazione, tensione o paura.
La dispnea nel fine vita significa che la morte è imminente?Non sempre. Può comparire anche settimane o mesi prima e avere cause trattabili. Nelle ultime giornate possono però comparire modificazioni del ritmo respiratorio che devono essere interpretate insieme agli altri segni clinici.
Quanto costa una valutazione domiciliare?Il costo dipende da località, complessità, necessità di ecografia, urgenza compatibile con l’attività e possibili procedure. L’importo viene comunicato prima della conferma della visita.
Fonti scientifiche e documenti di riferimento
- Hui D, et al. Management of Breathlessness in Patients with Cancer: ESMO Clinical Practice Guidelines. ESMO Open. 2020. Consulta la linea guida .
- Hui D, et al. Management of Dyspnea in Advanced Cancer: ASCO Guideline. Journal of Clinical Oncology. 2021. Consulta la citazione .
- Holland AE, et al. European Respiratory Society Clinical Practice Guideline on Symptom Management for Adults with Serious Respiratory Illness. European Respiratory Journal. 2024. Consulta la linea guida .
- Rogers JB, et al. Dyspnea in Palliative Care. StatPearls. Aggiornamento 2023. Consulta la revisione .
Informazioni che possono essere richieste in seguito
Nel primo messaggio indichi solo comune, età della persona, problema principale e servizio richiesto. Eventuali dettagli clinici o referti saranno richiesti in seguito, se necessari. Gli elementi elencati di seguito saranno richiesti solo se utili alla valutazione.
Quando è iniziata Indica se la difficoltà respiratoria è improvvisa, progressiva, continua o episodica. Quanto limita il paziente Specifica se compare a riposo, parlando, mangiando, camminando o soltanto durante gli spostamenti. Saturazione e ossigeno Comunica valore abituale, valore attuale, dispositivo e flusso eventualmente prescritti. Sintomi associati Febbre, dolore toracico, tosse, secrezioni, edemi, sangue, sonnolenza o confusione. Terapia già effettuata Riporta farmaci somministrati, orario ed effetto ottenuto. Esami e assistenza Indica referti recenti e professionisti o servizi domiciliari già coinvolti. Scriva su WhatsApp Chiama il 328 302 5659 Invia una emailNel primo messaggio indichi solo comune, età della persona, problema principale e servizio richiesto. Eventuali dettagli clinici o referti saranno richiesti in seguito, se necessari.
Le informazioni contenute in questa pagina hanno finalità informative e non sostituiscono una valutazione medica. Ossigeno, oppioidi, benzodiazepine, diuretici, antibiotici, broncodilatatori e altri trattamenti devono essere utilizzati secondo prescrizione. In presenza di grave difficoltà respiratoria improvvisa, cianosi, perdita di coscienza, soffocamento, emorragia, dolore toracico importante o rapido deterioramento è necessario attivare tempestivamente il 112 o il 118, salvo un diverso piano assistenziale esplicito e immediatamente disponibile.
Queste informazioni non sostituiscono una valutazione medica. In caso di grave emergenza improvvisa e in assenza di un diverso piano palliativo condiviso, contatti il servizio di emergenza.
