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Segnali di morte imminente nel paziente oncologico: quali sono e cosa fare

Nel tumore avanzato, coscienza, deglutizione, respiro, diuresi e circolazione vanno letti insieme. Nessun singolo segno permette di prevedere l’ora della morte o sostituisce la valutazione dell’équipe.

Caregiver tiene la mano di una persona anziana a letto durante gli ultimi giorni a domicilio

Illustrazione editoriale della presenza di un caregiver accanto a una persona a letto; non rappresenta una diagnosi né consente di stimare la prognosi.

Guida per familiari e caregiver · ultimi giorni nel tumore avanzato

Nel paziente oncologico avanzato, sonnolenza crescente, difficoltà a deglutire, urine molto scarse e cambiamenti del respiro possono comparire negli ultimi giorni. Nessun singolo segno è però un orologio e la famiglia non deve formulare da sola la diagnosi di morte imminente. L’équipe considera insieme traiettoria della malattia, rapido declino, possibili cause correggibili, volontà della persona e segni clinici ripetuti nel tempo.

Risposta breve

Come capire se un paziente oncologico è negli ultimi giorni

Osservi l’insieme dei cambiamenti e contatti l’équipe nella stessa giornata. Più sonno, minore comunicazione, perdita della deglutizione, respiro irregolare o rumoroso, diuresi molto ridotta ed estremità fredde o marezzate possono essere compatibili con gli ultimi giorni quando progrediscono insieme. La loro assenza non esclude che la morte sia vicina e la loro presenza non permette di calcolare quante ore restino. Un peggioramento improvviso, inatteso o associato a distress richiede invece una valutazione rapida e non deve essere attribuito automaticamente alla fase terminale.

Non attenda una risposta online

Quando serve assistenza urgente

Segua il piano di emergenza già concordato. Se la crisi non è prevista o coperta dal piano, l’équipe non è raggiungibile rapidamente oppure la sicurezza non è garantita, chiami il 112 o il 118 davanti a grave difficoltà respiratoria o cianosi improvvisa, soffocamento, emorragia importante, convulsione che persiste o si ripete senza recupero, perdita di coscienza inattesa, sospetto sovradosaggio, trauma importante o nuovi segni di ictus come debolezza di un lato, cedimento improvviso del volto o difficoltà nel parlare. Dolore, dispnea, agitazione, vomito o altri sintomi non controllati, nuova incapacità di deglutire, possibile ritenzione urinaria e impossibilità di usare la terapia prescritta richiedono un contatto clinico rapido con équipe, medico curante o continuità assistenziale. WhatsApp ed email non sono canali di emergenza e non sono monitorati in tempo reale.

Che cosa significa “morte imminente”

Nel linguaggio clinico non esiste una definizione temporale identica in ogni studio. Nelle principali coorti oncologiche, “morte imminente” o fase attiva del morire indica spesso una probabilità elevata di morte entro pochi giorni, frequentemente studiata rispetto a un orizzonte di tre giorni. Non coincide con l’intera fase terminale, che può durare settimane o mesi, e non autorizza una previsione dell’ora esatta.17

Il riconoscimento spetta ai professionisti e viene aggiornato nel tempo. L’équipe integra malattia oncologica, velocità del declino, autonomia, assunzione, deglutizione, coscienza, respiro, circolazione, diuresi e possibili spiegazioni alternative. Un miglioramento può indicare una stabilizzazione temporanea o una causa correggibile e merita una nuova valutazione.

Il punto essenziale

I segni orientano una diagnosi clinica, non un conto alla rovescia

Alcuni segni tardivi sono molto specifici quando compaiono, ma hanno bassa sensibilità: molte persone muoiono senza manifestarli tutti. La loro assenza non esclude gli ultimi giorni; la loro presenza non stabilisce da sola quanto tempo resti né quale trattamento sia proporzionato.

Cambiamenti frequenti, ma non specifici degli ultimi giorni

Questi cambiamenti sono comuni nel deterioramento oncologico e devono portare a una rivalutazione del piano, ma possono comparire anche prima o dipendere da problemi trattabili. Sono più utili quando si presentano insieme e progrediscono rispetto al livello abituale della persona.

Funzione

Debolezza e dipendenza crescenti

La persona resta quasi sempre a letto, non mantiene la posizione seduta o necessita di assistenza completa per igiene e movimenti.

Vigilanza

Più sonno e meno risposte

I periodi di veglia si accorciano, la conversazione diventa faticosa e la persona può rispondere soltanto con parole o gesti brevi.

Deglutizione

Difficoltà con liquidi e compresse

Liquidi o farmaci possono rimanere in bocca, provocare tosse o non essere più assunti in sicurezza. La disfagia dei liquidi è un segno precoce descritto nelle coorti di morte imminente, ma non è sufficiente da sola.2

Assunzione

Meno desiderio di mangiare e bere

Porzioni e sorsi diminuiscono. Negli ultimi giorni desiderio, fabbisogno e capacità di assumere e utilizzare cibo e liquidi tendono a ridursi.

Comunicazione

Ritiro o confusione

La persona parla meno, non riconosce l’ambiente oppure alterna sonnolenza e agitazione. Un delirium nuovo non dimostra da solo che la morte sia imminente.

Sintomi

Maggiore bisogno di controllo

Dolore, dispnea, nausea, vomito, secrezioni o agitazione possono comparire o peggiorare e richiedono una revisione clinica, non una semplice attesa.

Segni tardivi: che cosa osserva il clinico

Studi prospettici condotti in 357 pazienti con tumore avanzato ricoverati in unità palliative hanno identificato segni che, quando presenti, erano altamente specifici per la morte entro tre giorni. Il campione e il setting limitano la generalizzazione al domicilio; inoltre la sensibilità era bassa, quindi l’assenza di un segno non escludeva la morte imminente.23

Respirazione

Pause, Cheyne-Stokes e movimento mandibolare

Il ritmo crescente-decrescente con pause va distinto dal gasping, dal rantolo e da una semplice respirazione irregolare; il singolo reperto non permette di stimare da solo la prognosi. Approfondisca come riconoscere il respiro di Cheyne-Stokes.

Possono comparire apnee, cicli di progressivo aumento e riduzione del respiro o un movimento della mandibola associato agli atti respiratori.

Secrezioni

Respiro rumoroso o rantolo

Saliva e secrezioni si accumulano quando deglutizione e tosse diventano inefficaci. Il rumore non dimostra da solo soffocamento.

Rene e circolazione

Diuresi molto ridotta e perfusione periferica

Urine molto scarse, estremità blu-violacee e polso radiale non percepibile possono comparire, ma richiedono interpretazione nel contesto.

Risposta neurologica

Risposta minima a voce e stimoli visivi

La persona può non aprire gli occhi, non seguire persone o oggetti e non produrre una risposta comprensibile.

Occhi e volto

Palpebre, pupille e solco nasolabiale

Il clinico può osservare incapacità di chiudere completamente gli occhi, pupille non reattive o rilassamento del solco nasolabiale.

Postura

Iperestensione del collo

La testa può assumere una posizione all’indietro. È un’osservazione descrittiva e non va ricercata o corretta forzando la postura.

Non sono test da eseguire a casa

Non controlli pupille o polso per prevedere la morte

Non illumini gli occhi, non cerchi ripetutamente il polso, non scuota la persona e non cronometri il respiro per calcolare quanto tempo resti. Questi segni aiutano il professionista soltanto all’interno di una valutazione completa. Un cedimento improvviso di un lato del volto, soprattutto con debolezza di un arto o linguaggio alterato, resta invece un possibile segno di ictus e richiede il percorso urgente previsto.

Quanto tempo resta: perché la prognosi non è un orologio

Per comprendere come il medico integra traiettoria, autonomia, sintomi e risposta ai trattamenti, è disponibile la guida dedicata. Approfondisca come si stima la prognosi nelle cure palliative.

Negli ultimi giorni la stima nasce soprattutto dal giudizio clinico aggiornato e dalla traiettoria osservata. I segni tardivi possono aumentare la fiducia del professionista nel riconoscere la fase del morire, ma nessun modello o singolo parametro deve sostituire il contesto, l’esame clinico e le rivalutazioni.7

La Palliative Performance Scale descrive funzione, autonomia, assunzione e coscienza; il Palliative Prognostic Index è stato sviluppato soprattutto per orizzonti di tre e sei settimane. Non sono strumenti per dichiarare da soli una morte entro 72 ore e non devono essere calcolati o interpretati dalla famiglia senza guida oncologica o palliativistica.

L’équipe può comunicare una finestra come “probabilmente giorni” o “forse ore o pochi giorni”, chiarendo che cosa sostiene la stima, quale incertezza rimane e che cosa cambia nel piano. Chiedere scenari e azioni pratiche è più utile che cercare una data o un’ora esatta.

Declino atteso e peggioramento improvviso non seguono lo stesso percorso

Attribuire ogni cambiamento al tumore può far perdere una causa correggibile; al contrario, proporre automaticamente esami o ricoveri può creare un carico senza beneficio negli ultimi giorni. La decisione parte dal contesto e dagli obiettivi della persona.

Persona già riconosciuta negli ultimi giorni

Comfort e problemi semplici da controllare

Si rivalutano dolore, respiro, bocca, vescica, catetere, alvo, posizione, ambiente e farmaci. Esami o trasferimenti si considerano soltanto se possono condurre a un beneficio realistico, desiderato e proporzionato.

Cambiamento nuovo, rapido o inatteso

Valutazione clinica senza etichetta automatica

Infezione, ipercalcemia, glicemia o sodio alterati, insufficienza renale o epatica, ritenzione urinaria, fecaloma, effetti o sospensioni di farmaci, crisi epilettiche, ictus o progressione cerebrale possono imitare o accelerare il declino. Si valuta ciò che può cambiare davvero la cura.

Confusione e agitazione meritano un inquadramento specifico: la guida sul delirium negli ultimi giorni distingue cause trattabili, tormento e sofferenza refrattaria.

Come possono cambiare coscienza, respiro, urine e cute

Coscienza e comunicazione

La persona dorme di più o non risponde

Non è possibile stabilire con certezza quanto percepisca. Continui a presentarsi, parlare con calma e spiegare le manovre; non la scuota e non cerchi di mantenerla sveglia se appare tranquilla. Momenti transitori di maggiore lucidità possono comparire e non significano necessariamente recupero.1

Respirazione

Il ritmo diventa irregolare

Il respiro può essere superficiale, alternare profondità diverse o presentare pause. Cheyne-Stokes può comparire nel fine vita, ma anche in condizioni cardiache o neurologiche; fuori da una fase riconosciuta richiede valutazione.

Secrezioni

Il rumore può angosciare la famiglia

Il rantolo deriva spesso dall’incapacità di deglutire o tossire le secrezioni. Posizione e trattamento vanno concordati; l’aspirazione profonda della gola non è una manovra domestica e può aumentare disagio.

Urine e circolazione

Diuresi ridotta, freddo e marezzatura

Urine più scarse e concentrate, mani e piedi freddi e chiazze violacee possono riflettere la riduzione della perfusione. Estensione della marezzatura e quantità di urine non sono un orologio.

Colore

Distinguere estremità e cianosi centrale

Dita, mani o piedi possono apparire blu-violacei per ridotta perfusione periferica. Labbra o lingua improvvisamente blu, soprattutto con grave difficoltà respiratoria o fuori da una fase del morire già riconosciuta, richiedono valutazione urgente.

Parametri vitali

Valori normali non escludono gli ultimi giorni

Pressione e saturazione possono ridursi, ma una parte consistente dei pazienti mantiene valori normali anche molto vicino alla morte. I dati non sostengono il monitoraggio routinario per prevedere il momento del decesso.4

Una coperta leggera può offrire comfort. Non applichi borse dell’acqua calda, termofori o coperte elettriche sulla cute fragile o con sensibilità ridotta, perché possono causare ustioni.

Un cambiamento visibile non dimostra da solo sofferenza

Respiro irregolare, occhi parzialmente aperti, estremità fredde o rantolo possono essere impressionanti senza indicare automaticamente dolore o soffocamento. La persona non responsiva non può però descrivere i sintomi, quindi l’équipe osserva insieme espressione del volto, lamenti, tensione, irrequietezza, uso evidente dei muscoli respiratori, risposta ai movimenti e cambiamenti rispetto al comportamento abituale.

Cambiamento fisiologico possibile

Osservare senza provocare stimoli

Pause respiratorie, marezzatura o minore risposta si riferiscono nel contesto, senza svegliare, scuotere o manipolare la persona per ottenere una reazione.

Possibile distress

Chiedere una rivalutazione rapida

Smorfie persistenti, lamenti, paura, agitazione, impossibilità a riposare o respiro visibilmente faticoso richiedono controllo del sintomo e delle possibili cause.

Dubbio del caregiver

Il dubbio è sufficiente per chiamare

Non deve decidere da solo se un segno sia “normale”. Descriva ciò che vede e segua le indicazioni del piano o del professionista reperibile.

Che cosa può fare il caregiver e che cosa deve evitare

Il compito del caregiver è offrire presenza e applicare un piano condiviso, non sorvegliare ogni parametro né sostituire l’équipe. Chiedere aiuto, alternarsi e riposare sono parte di un’assistenza sicura.

Cosa può fare
  1. Contatti il riferimento indicato.

    Riferisca quando è iniziato il cambiamento, livello di risposta, respiro, ultima minzione, sintomi, farmaci realmente assunti e difficoltà di deglutizione.

  2. Favorisca una posizione confortevole.

    Usi cuscini e movimenti delicati secondo le indicazioni ricevute; se una posizione aumenta dolore o dispnea, si fermi e chieda consiglio.

  3. Mantenga un ambiente tranquillo.

    Parli con voce bassa, limiti discussioni e visite numerose e rispetti preferenze culturali, spirituali e relazionali della persona.

  4. Prosegua la cura della bocca.

    Segua le istruzioni per igiene delicata, umidificazione e protezione delle labbra anche quando cibo e liquidi non sono più desiderati.

  5. Segua soltanto il piano scritto.

    Usi farmaci e presidi per il sintomo indicato e attraverso la via concordata; ricontatti l’équipe se il beneficio manca o compare un effetto inatteso.

Cosa deve evitare
  • Non forzi cibo, bevande, compresse o la veglia.
  • Non versi liquidi in bocca e non introduca dita o strumenti in gola.
  • Non aspiri profondamente le secrezioni senza una precisa indicazione professionale.
  • Non frantumi compresse o apra capsule senza verifica clinica o farmaceutica.
  • Non aumenti, associ, sospenda o riutilizzi farmaci di propria iniziativa.
  • Non controlli ripetutamente pupille, polso, pressione o saturazione per prevedere la morte.
  • Non usi fonti di calore intense sulla cute fredda o marezzata.

Cibo, liquidi e cura della bocca negli ultimi giorni

La riduzione spontanea dell’appetito e della sete è frequente nel processo del morire. Negli ultimi giorni desiderio, fabbisogno e capacità di assumere e utilizzare nutrienti e liquidi tendono a diminuire; questo non significa che ogni calo dell’assunzione sia inevitabile né che la persona debba essere lasciata senza cura.

Offerta per bocca

Soltanto se desiderata e prevista dal piano

Offra piccoli sorsi o assaggi soltanto se la persona è sufficientemente vigile, li desidera e l’offerta è prevista dal piano di deglutizione concordato con l’équipe.

Quando fermarsi

Non attendere il soffocamento

Si fermi davanti a tosse, soffocamento, voce umida, stanchezza o riduzione della vigilanza. L’assenza di questi segni non esclude da sola un’aspirazione silente e non si versano liquidi in bocca.

Cura della bocca

Umidificare senza far colare liquidi

Usi garze o applicatori soltanto inumiditi, non gocciolanti, secondo le istruzioni infermieristiche. Igiene delicata e protezione delle labbra possono alleviare secchezza e croste.

Per una decisione più ampia può consultare la guida su alimentazione e idratazione nel fine vita. Se la difficoltà riguarda la sicurezza della via orale, l’approfondimento sulla disfagia in oncologia distingue cibo, liquidi e farmaci.

Farmaci negli ultimi giorni: anticipare senza improvvisare

Quando la deglutizione non è più sicura, il medico rivaluta quali trattamenti offrano ancora un beneficio a breve termine e quali vie alternative siano appropriate. Farmaci non utili o potenzialmente dannosi possono essere modificati o sospesi soltanto dopo una decisione clinica; il caregiver non deve interromperli autonomamente.

Prescrizione anticipatoria

Indicazione specifica per ogni sintomo

Dolore, dispnea, nausea, vomito, agitazione e secrezioni possono richiedere farmaci già disponibili a casa. Prima di ogni somministrazione si verifica che sia presente il sintomo indicato nel piano.5

Responsabilità definite

Solo chi è autorizzato e addestrato

Si seguono farmaco, via, indicazione e intervallo scritti. Vie sottocutanee e pompe sono gestite secondo prescrizione, compatibilità e responsabilità definite dall’équipe.

Rivalutazione

Beneficio insufficiente o effetto inatteso

Non aggiunga dosi o associazioni. Contatti il professionista se il sintomo persiste, la persona diventa molto più sedata o compaiono confusione nuova, allucinazioni, mioclono o altri effetti non previsti.

Gli oppioidi trattano dolore e dispnea, non servono a provocare il sonno. Quando sono prescritti e monitorati, il loro obiettivo è alleviare il sintomo. Nella progressiva insufficienza renale alcuni farmaci o metaboliti possono accumularsi: sedazione marcata inattesa, mioclono, allucinazioni, iperalgesia o un cambiamento importante del respiro richiedono revisione clinica, non modifiche autonome.6

Non inizi ossigeno soltanto perché il respiro è irregolare o la saturazione è più bassa: negli ultimi giorni viene valutato per un beneficio sintomatico concreto e, secondo NICE, non è un trattamento routinario della dispnea in assenza di ipossiemia sintomatica.5

La guida sulla terapia sottocutanea spiega indicazioni e limiti della via alternativa quando la bocca non è più affidabile.

Idratazione, nutrizione e consenso non sono decisioni automatiche

Nutrizione e idratazione artificiali sono trattamenti sanitari, distinti dalla cura della bocca e dall’offerta di cibo o sorsi desiderati. Negli ultimi giorni non si iniziano o proseguono automaticamente: si considerano obiettivo, beneficio plausibile, rischi, carico, prognosi e volontà della persona.

Per l’idratazione clinicamente assistita è incerto se la somministrazione prolunghi la vita o il processo del morire e se non somministrarla anticipi la morte. Può essere valutata come prova individuale quando esiste un sintomo potenzialmente migliorabile, definendo prima che cosa osservare; viene ridotta o sospesa dall’équipe se non offre beneficio o provoca edema, ascite, secrezioni, congestione, dolore o altri danni.5

Volontà della persona e Legge 219/2017

Chi partecipa alle decisioni

La persona capace riceve informazioni comprensibili e decide quali trattamenti accettare, rifiutare o revocare; i familiari sono coinvolti se lei lo desidera. Se non può più esprimersi, l’équipe verifica disposizioni anticipate, eventuale pianificazione condivisa e ruolo del fiduciario o del rappresentante secondo la legge. La famiglia offre informazioni importanti sui valori e sulle volontà, ma non sostituisce automaticamente il consenso della persona. Non iniziare o interrompere un trattamento non proporzionato non significa abbandonare: cura della bocca, sollievo dei sintomi, assistenza e presenza continuano.10

Farmaci di comfort e sedazione palliativa non sono la stessa cosa

Il trattamento ordinario di dolore, dispnea, nausea, agitazione o secrezioni non è automaticamente sedazione palliativa. La sedazione è una riduzione intenzionale e proporzionata della coscienza per alleviare una sofferenza intollerabile e realmente refrattaria, cioè non controllabile in tempi utili con interventi ragionevoli e proporzionati. Non è una risposta alla sola vicinanza della morte e non viene decisa o praticata dal caregiver.

L’équipe documenta la sofferenza, le alternative considerate, la refrattarietà, l’obiettivo e il monitoraggio; ricerca il minor livello di riduzione della coscienza necessario al sollievo. L’autonomia della persona e il consenso sono centrali. Idratazione e nutrizione restano decisioni separate e non seguono automaticamente la scelta di sedare.910

La sedazione non ha lo scopo di provocare la morte. Non si possono però promettere esiti o tempi nel singolo caso: il piano deve essere individuale, proporzionato e continuamente rivalutato dal team competente.

Preparare domicilio, eventuale hospice e decesso atteso

Negli ultimi giorni la qualità del piano conta più della quantità di controlli. Prima della notte o di una nuova crisi, chieda che le indicazioni siano scritte e comprensibili anche a chi sostituirà il caregiver.

  • Contatti diurni e notturni, compreso che cosa fare se il primo referente non risponde.
  • Segnali attesi, sintomi da riferire e urgenze, con distinzione fra équipe, continuità assistenziale e 112/118.
  • Farmaci disponibili, sintomo indicato, via, responsabilità di somministrazione e comportamento se il beneficio manca.
  • Gestione della deglutizione e della bocca, senza improvvisare consistenze, frantumazione di compresse o vie alternative.
  • Volontà, DAT e obiettivi di cura, compresi eventuali limiti a trasferimenti o interventi non proporzionati.
  • Riti, persone e bisogni spirituali importanti per il paziente e la famiglia.8
  • Procedura dopo un decesso atteso a casa: professionista o servizio da contattare per accertamento e adempimenti, secondo l’organizzazione locale.
  • Sostegno e ricambio del caregiver, con possibilità di chiedere hospice o altro setting quando sicurezza, continuità o controllo dei sintomi non sono più garantibili.
Domicilio

Quando può restare sostenibile

Il domicilio può essere appropriato quando corrisponde alle volontà, il caregiver ha supporto reale, farmaci e presidi sono disponibili e l’équipe garantisce una risposta compatibile con i bisogni.

Hospice o altro setting

Quando serve più continuità

Può diventare preferibile se i sintomi richiedono modifiche frequenti, mancano assistenza notturna o presidi, il caregiver è esausto o la sicurezza non è più garantibile. Cambiare luogo di cura non è un fallimento.

Dopo il decesso atteso

Seguire la procedura locale concordata

Contatti il professionista o il servizio indicato nel piano. Se il decesso è inatteso, non esiste un piano o vi è qualsiasi dubbio sulla situazione, chiami il 112 o il 118.

Per la traiettoria più ampia, dalle settimane alle ore, può leggere come riconoscere i segnali del fine vita. Questa pagina resta invece concentrata sui segni clinici degli ultimi giorni nel paziente oncologico avanzato.

Valutazione domiciliare in Campania

Il peggioramento rapido sta rendendo difficile assistere la persona a casa?

Una valutazione palliativistica può chiarire fase clinica, cause correggibili, sintomi, sicurezza della deglutizione, farmaci anticipatori e sostenibilità del domicilio. La richiesta online non sostituisce l’équipe già attiva e non va utilizzata per le emergenze.

Richieda una valutazione palliativistica

Domande frequenti sui segnali di morte imminente

Quali segnali possono indicare che la morte è vicina?

Negli ultimi giorni possono comparire insieme sonnolenza profonda, perdita della deglutizione, urine molto scarse, respiro irregolare con pause o secrezioni rumorose, estremità fredde e marezzate e risposte sempre più ridotte. Nessun segno, preso da solo, permette però di stabilire che cosa accadrà né di calcolare l’ora della morte: contano la traiettoria complessiva e la valutazione ripetuta dell’équipe.

Quanto tempo resta quando compaiono questi segnali?

Non è possibile dirlo con precisione. Alcuni segni tardivi aumentano la probabilità che la persona sia negli ultimi giorni, ma non compaiono in tutti e gli studi descrivono gruppi di pazienti, non un conto alla rovescia individuale. La stima più affidabile integra malattia, declino funzionale, coscienza, deglutizione, respiro, diuresi e loro evoluzione nel tempo.

Il caregiver deve controllare pupille e polso?

No. Pupille non reattive, assenza del polso radiale, rilassamento del solco nasolabiale e altri segni tardivi sono osservazioni cliniche, non test domestici. Non illumini gli occhi, non cerchi ripetutamente il polso e non svegli la persona per controllarla: osservi invece comfort, respiro, risposta e sintomi e riferisca i cambiamenti all’équipe.

Pressione e saturazione indicano quante ore restano?

No. Pressione e saturazione possono diminuire, ma molte persone mantengono valori apparentemente normali anche molto vicino alla morte. Misurazioni ripetute non confermano né escludono da sole la fase del morire e possono aumentare il carico senza cambiare la cura. Il monitoraggio va concordato in base a un obiettivo clinico concreto.

Il rantolo terminale significa che la persona sta soffocando?

Di solito il rumore nasce da saliva e secrezioni che la persona non riesce più a deglutire o espellere e, soprattutto quando non è cosciente, non dimostra da solo soffocamento o sofferenza. L’équipe valuta eventuali segni di distress e può indicare posizione e trattamento. Non aspiri profondamente la gola e non introduca dita o strumenti in bocca senza istruzioni professionali.

Si può dare acqua se la persona non deglutisce?

Non si devono versare liquidi in bocca. Piccoli sorsi o assaggi si offrono soltanto se la persona è sufficientemente vigile, li desidera e l’offerta è prevista dal piano di deglutizione concordato con l’équipe. Ci si ferma davanti a tosse, soffocamento, voce umida, stanchezza o calo della vigilanza; l’assenza di questi segni non esclude da sola un’aspirazione silente.

Una breve fase di lucidità significa che la persona sta migliorando?

Non necessariamente. Negli ultimi giorni possono comparire momenti transitori di maggiore vigilanza o comunicazione. Possono essere preziosi per stare insieme, ma non annullano da soli la traiettoria clinica e non dimostrano che i farmaci fossero sbagliati. Ogni miglioramento inatteso va comunque riferito all’équipe, che rivaluta il quadro.

Quando contattare l’équipe e quando chiamare il 112 o il 118?

Contatti rapidamente l’équipe per dolore, dispnea, agitazione, vomito, secrezioni o altri sintomi non controllati, nuova incapacità di deglutire, possibile ritenzione urinaria, farmaci non somministrabili o dubbi sulla fase. Segua il piano di emergenza scritto; se la crisi non è prevista o coperta, l’équipe non è raggiungibile rapidamente o la sicurezza non è garantita, chiami il 112 o il 118 per grave dispnea o cianosi improvvisa, soffocamento, emorragia importante, convulsioni persistenti o ripetute, perdita di coscienza inattesa, sospetto sovradosaggio, trauma importante o nuovi segni di ictus.

Oppioidi e sedazione palliativa sono la stessa cosa?

No. Gli oppioidi prescritti e monitorati trattano dolore e dispnea e non vanno aumentati per indurre sonno. La sedazione palliativa è una riduzione intenzionale e proporzionata della coscienza, valutata dall’équipe soltanto davanti a sofferenza intollerabile e realmente refrattaria. Sedazione profonda inattesa, confusione nuova, allucinazioni, mioclono o respiro molto più lento richiedono un contatto clinico, soprattutto in presenza di insufficienza renale.

Che cosa fare quando avviene un decesso atteso a casa?

Segua il piano concordato e contatti il professionista o il servizio indicato per l’accertamento e gli adempimenti successivi, che possono variare secondo territorio e organizzazione assistenziale. È utile chiarire questi passaggi prima della crisi. Se il decesso è inatteso, non esiste un piano o vi è qualsiasi dubbio sulla situazione, chiami il 112 o il 118.

Fonti scientifiche e normative

  1. National Cancer Institute, PDQ Supportive and Palliative Care Editorial Board. Last Days of Life – Health Professional Version. Revisione del 12 febbraio 2025; consultato nel 2026.
  2. Hui D, et al. Clinical Signs of Impending Death in Cancer Patients. The Oncologist. 2014;19:681-687.
  3. Hui D, et al. Bedside clinical signs associated with impending death in patients with advanced cancer. Cancer. 2015;121:960-967.
  4. Bruera S, et al. Variations in Vital Signs in the Last Days of Life in Patients With Advanced Cancer. J Pain Symptom Manage. 2014;48:510-517.
  5. National Institute for Health and Care Excellence. Care of dying adults in the last days of life (NG31): recommendations. Linea guida corrente consultata nel 2026.
  6. Crawford GB, et al. Care of the adult cancer patient at the end of life: ESMO Clinical Practice Guidelines. ESMO Open. 2021;6:100225.
  7. Stone P, et al. Prognostic evaluation in patients with advanced cancer in the last months of life: ESMO Clinical Practice Guideline. ESMO Open. 2023;8:101195.
  8. Stiefel F, et al. Communication and support of patients and caregivers in chronic cancer care: ESMO Clinical Practice Guideline. ESMO Open. 2024;9:103496.
  9. Surges SM, et al. Revised European Association for Palliative Care recommended framework on palliative sedation. Palliat Med. 2024;38:213-228.
  10. Legge 22 dicembre 2017, n. 219. Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento. Testo vigente consultato nel 2026.
Informazione e sicurezza

Queste informazioni non sostituiscono una valutazione medica. In caso di grave emergenza improvvisa e in assenza di un diverso piano palliativo condiviso, contatti il servizio di emergenza.

Un primo orientamento

Il paziente oncologico sta peggiorando rapidamente e il piano a casa non è più chiaro?

Se il paziente si trova in Campania, una valutazione palliativistica domiciliare può chiarire fase clinica, sintomi da trattare, vie dei farmaci e istruzioni per le crisi.

Richieda una valutazione palliativisticaChiami il 328 302 5659Messaggi non monitorati in tempo reale. Questo contatto non è un servizio di emergenza.